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35 anni fa l’omicidio della piccola Maria Tosto

Ricorre oggi 10 gennaio il 35mo anniversario dall’omicidio della piccola Maria Tosto. Maria era una bambina di tre anni, allegra e chiacchierona ricordano in molti. I suoi genitori erano rientrati a San Giovanni Rotondo da pochi mesi dopo essere stati in Germania, emigrati per lavoro come tante famiglie dell’epoca.

Non si hanno molti documenti di questo tragico fatto di cronaca, tra giornali e internet. Un caso che smosse le coscienze ma che mediaticamente non è stato seguito come tanti altri casi di omicidio dei giorni nostri. Ci affidiamo a quanto trovato nell’archivio digitale storico del giornale “L’Unità”.

Un giorno, siamo nel gennaio 1982, la piccola scompare. Il paese è in subbuglio, la gente si mobilita, radio e tv locali hanno lanciato appelli affinché Maria torni presto a casa dalla sua famiglia. Nel tardo pomeriggio del 10 gennaio il corpicino della piccola viene ritrovato. Non ci sono tracce di violenza, la morte è avvenuta per strangolamento con un filo di ferro. A commettere il barbaro omicidio due ragazzi, uno dei quali vicino di casa della famiglia Tosto, figli di modeste famiglie di braccianti, senza precedenti penali. Verranno accusati di omicidio volontario, sequestro di persona e tentativo di occultamento di cadavere. Ma come si può aver commesso questo ad una bimba innocente di tre anni?

Gli inquirenti hanno ipotizzato sin da subito un sequestro a scopo estorsivo, in quanto si racconta che la famiglia di Maria, che viveva in modeste condizioni economiche, avesse avuto un podere in eredità. Una situazione che ai due rapitori sarebbe sfuggita di mano, tanto da commettere questo efferato delitto ricordato ancora oggi con sgomento e commozione da tutta la popolazione sangiovannese. Senza dubbio una delle più brutte pagine di storia della nostra comunità.

Per commemorare Maria, nel 35mo anniversario della sua scomparsa, riproponiamo la lirica dedicatale dal compianto Giovanni Scarale.

 

Per Maria Tosto

Nella mia terra si uccidono i bimbi

si strozzano col filo di ferro

come gli uccelli al ramo.

Nella mia terra si coprono i bimbi

di pietre e foglie

perché non ci sono fiumi

per farli cullare lontano.

E’ stato dopo l’eclissi di luna

ed era un sereno senza stelle

che l’inverno ha reciso il suo fiore.

Nella mia terra i bimbi non hanno

sguardi al sorriso, spazio

al correre leggero di farfalle.

Voi, madri, chiudete le porte,

riprendetevi il frutto dentro il seno.

Non è tempo d’esistere. L’amore

si è disgregato sotto una maceria.

E per te, piccola Maria,

vado alle Coppe ad ascoltare il pianto

che si è sparso col sangue.

Mi guida l’Angioletto che ha raccolto

il corpicino teso

all’abbraccio della vita.

Giovanni Scarale (12-01-1982)

 

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