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“La festa è finita”

È un po’ noioso dire se i partecipanti alle primarie sono stati tanti o pochi, o se è stato un flop o un successo.

Quello che si può testimoniare è stata la presenza di tanti volontari, appassionati senza interessi personali, una rete di militanti generosi a cui piace dare gratuitamente un poco del proprio tempo per l’affermazione di una idea politica, uomini e donne che hanno partecipato alle primarie del PD con la semplice voglia di esserci.

Per cui, grazie a coloro che hanno prestato servizio al seggio e grazie agli elettori che sono andati a votare.

Questa è stata la festa del PD, alimentata dall’entusiasmo di chi crede che le primarie siano uno strumento per dare voce ad un cambiamento.

Poi ci sono stati quelli che continuano a vivere la politica come una sorta di conta perenne, quelli che urlano, quelli perennemente in trincea, quelli che disturbano senza chiedere permesso.

Anche questa volta, soprattutto a livello locale, l’elezione del Segretario è stata un’occasione per giochi di riposizionamento e rivalse personali.

Questa volta le primarie aperte hanno generato confusione e millantato credito attraverso il coinvolgimento di esponenti politici che si sono dichiarati precedentemente in manifesta contrapposizione al PD che, per il solo raggiungimento di un discutibile posizionamento personale, vogliono accreditarsi un risultato evidentemente inquinato e dannoso per il PD, oltre che effimero.

Il valore della coerenza dovrebbe essere un elemento distintivo che non dovrebbe limitarsi ad una partecipazione alle primarie con il solo scopo di capitalizzare relazioni personali e politiche.

Le primarie sono una bella esperienza per trasmettere una maturità politica, oltre ad uno strumento per poter comunicare ai cittadini che una politica migliore è possibile.

È evidente, quindi, che si rende necessaria una seria riflessione sui meccanismi delle primarie. Il problema, preme dirlo, non è affatto che sia data la possibilità di partecipare anche agli stranieri, così come non sono un problema i sedicenni. Il punto è un altro ed è questo: che significato si vuole dare alle primarie e al concetto stesso di partecipazione?

La festa è finita, ed è arrivato il tempo di lavorare sui valori e dignità degli individui. Sarà un lavoro lungo e difficile, ma prima di tutto, il PD deve decidere di mettere un punto per poter iniziare una nuova storia senza la tentazione delle scorciatoie.

Berto Dragano

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