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Le riflessioni di un operatore del settore sulla politica turistica locale

Mi hanno sempre insegnato, in primis la mia famiglia e poi le mie basi culturali, sorprendendo qualcuno, oratoriane della Pace di San Filippo Neri a Brescia, di essere me stesso e di combattere per le mie idee sapendo che non sono una verità ma un modo di vedere la realtà pur  sapendo, se contestate oggettivamente, di essere in grado di replicarle e, nella ipotesi peggiore, di accettare l’errore di visione.

Lavoro nel Turismo da più di un ventennio e, grazie a questo, mi sono  permesso di girare, fortunatamente, il mondo e togliermi soddisfazioni personali, ma sinceramente non so più cosa stia accadendo alla politica turistica locale e come, davanti a una crisi, prima di tutto strutturale, del comparto, si continui con risposte che sono così lontane da come si sta evolvendo o muovendo il resto di questo mondo.

Un post su Facebook di una operatrice che si lamenta della poca considerazione del suo stimabile e duro lavoro per portare i turisti nel centro storico sangiovannese, confrontandolo con le  foto dei nostri amministratori, sorridenti nello stesso social, a un evento internazionale, mi ha aperto una serie di considerazioni.

Ma in questi contesti come ci andiamo? E’ solo presidenzialismo nella eccezione wikipediana (L’impegno o il vezzo di essere presente a riunioni, sedute, manifestazioni, incontri culturali, trasmissioni televisive, ecc., quando se ne presenti la benché minima occasione, sia per motivi di immagine o di personale esibizionismo, sia per concrete necessità di contatti politici o di lavoro) o ci andiamo con, se non una visione, almeno con una progettualità? San Giovanni Rotondo si siede in questo contesto con una sua identità o è solo presente tanto per esserci per meriti che sono dovuti non dalla politica, ma da posizioni di rendita per un sant’uomo che ci ha vissuto?

Per favore ditemi, ma meglio ditelo a quella Guida turistica del post facebookiano o a tutti gli operatori turistici che tutti i giorni si alzano per fare il loro meglio, dimenticati, per accogliere chi, nonostante tutto arriva nella nostra città.

Ditelo agli operatori internazionali, che vi vantate di incontrare i questi contesti, che hanno difficoltà di “vendere” San Giovanni Rotondo, se non nei giorni topici, oramai sold out, del Centenario delle Stigmate e il cinquantenario della morte di Padre Pio (22/23 settembre), perché non c’è una programmazione alternativa sulle date al di là di questo grande evento (non ditemi che provvederete con una serie di eventi perché dimostrerete di non avere nessuna conoscenza di come si muove  e come sono le dinamiche turistiche che hanno la necessità di uscire, con le loro programmazioni, almeno dodici mesi prima. Ma che aspettarsi da chi va ad introdurre la City Tax quando già tutti gli operatori  sono usciti con le loro quotazioni e, per non perdere clienti, si dovranno sorbirne i costi?) come ha fatto Fatima nel suo centenario dove i pellegrini volevano esserci in quel anno, lo scorso, indipendentemente dalla data esatta delle apparizioni, non hanno puntato solo alla veglia del 22 settembre come noi, e ripeto, nello scenario turistico internazionale oramai è passato la sola importanza di esserci da noi  in questa data specifica e nulla varrà calendarizzare momenti diversi.

Potrei dire altro, come l’affrontare in modo sbagliato (per me) anche le nuove dimensioni turistiche legate alle esperienzialità da vivere passando da noi, al heritage territoriale eccezionale  che abbiamo, al turismo slow, legati al nuovo modo di viaggiare che sarà la nostra scommessa futura, al di là delle bandierine di pseudo sedi per camminatori, ma, come premettevo, continuerò,  fino a prova contraria “a combattere per le mie idee sapendo che non sono una verità ma un modo di vedere la realtà pur  sapendo, se contestate oggettivamente, di essere in grado di replicarle e, nella ipotesi peggiore, di accettare l’errore di visione”.

Per favore, dimostratemi, coi fatti, che qualcosa si sta muovendo e che sto errando perché, a mio avviso, i tempi di recupero si stanno esaurendo e la responsabilità sarà solo vostra.


Matteo Ciavarella

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