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Basta parole al vento, servono i fatti!
Il sindaco e l’assessore alla Tutela degli Animali diano risposte alla città

A distanza di circa un anno dal primo ed eclatante gesto brutale ai danni di cani randagi indifesi, l’ENPA della nostra città richiama all’attenzione di amministratori e cittadini il fenomeno del randagismo, la necessità delle sterilizzazioni, l’esigenza di stanare gente senza scrupoli che dissemina sul territorio cittadino pasti avvelenati e che usa contro gli animali una violenza efferata e inspiegabile, ma soprattutto l’inconsistenza di parole e promesse che non sono state seguite da fatti e soluzioni.

Numerosi gli episodi di violenza segnalati nel 2017 e il 2018 non poteva che portarsi dietro altre storie di orrore e barbarie che hanno generato e generano sgomento e rabbia nei volontari che dei cani randagi si prendono quotidianamente cura, accudendoli e nutrendoli.

Pubblichiamo di seguito la nota ricevuta dai volontari dell’ENPA a cui sono stati aggiunti i link dei nostri articoli dedicati al problema del randagismo, dalla cronaca delle violenze sui cani  alle iniziative dell’associzione cittadina.


30 gennaio 2017
: cuccioli di cani massacrati brutalmente nella periferia della città. In quell’occasione il vicesindaco, nonché assessore alla Tutela degli Animali, Avv. Nunzia Canistro, dinanzi alle telecamere (il 2 febbraio), dichiara che sarebbero stati presi seri provvedimenti per contrastare il fenomeno randagismo in città ed per impedire il ripetersi di simili ed efferati atti barbarici.
Guardare ed ascoltare per credere un esempio di parole buttate al vento.

15 maggio 2017: la sezione ENPA di San Giovanni Rotondo, dopo le promesse disattese e il dilagare del fenomeno randagismo, scrive all’amministrazione comunale: “aumento dei cani randagi, dei cuccioli abbandonati e dei cani di proprietà incustoditi. L’indignazione spopola! L’appello disperato dei volontari ENPA alle autorità e alla popolazione: restituiamo una dignità a queste povere creature!”.
Naturalmente nessuno ha il coraggio di dare delle risposte a chi si sta facendo in quattro per risolvere un “loro” problema.

2 settembre 2017: a poche ore dall’assemblea cittadina della sezione ENPA di San Giovanni Rotondo il gruppo di Volontari viene colpito al cuore. Un atto meschino e mirato, con tratti mafiosi, destabilizza e distrugge l’operato dei giovani attivisti della città.
Sei cuccioli in stallo in una campagna privata vengono brutalmente avvelenati con metaldeide. Il Sindaco Costanzo Cascavilla interviene personalmente sul posto e ordina di scrivere un comunicato ufficiale sul sito del comune in cui viene “ribadito” che – L’Amministrazione comunale sarà sempre più vicina all’ENPA e valuterà le opportune azioni di sostegno all’associazione. – 
Anche in questo caso basta saper leggere per credere.

Ma dopo tutte queste bellissime e commoventi parole, qual è la situazione ad oggi 21 gennaio 2018?

Del brutale assassinio dei cuccioli dell’ENPA non vi è stato alcuno sviluppo nelle indagini. L’autore di quell’efferato crimine è rimasto impunito e in questi giorni i cittadini denunciano il ritrovamento di altri bocconi avvelenati.

Sabato 13 gennaio nei pressi di Via Kennedy, zona cimitero, in prossimità del Fido Park, una giovane cittadina sporge denuncia presso il comando della Polizia Municipale dopo aver rinvenuto un boccone avvelenato.


A distanza di una settimana, sabato 20 gennaio, una nuova sconcertante notizia: 2 cani di un privato cittadino avvelenati nella zona di Pozzo Cavo in prossimità del Check-point. Al momento si tratta solo di presunto avvelenamento in quanto non è stato rinvenuto materialmente il veleno ma i sintomi sono chiari: entrambi i cani presentano, tremori, spasmi e bava dalla bocca.

Anche in questo caso il cittadino immediatamente “cerca” di sporgere denuncia dapprima presso il comando di Polizia Municipale ma, purtroppo tutti i Vigili Urbani sono impegnati nella celebrazione di San Sebastiano, loro Santo protettore. Quindi difatti nessun Vigile può intervenire ed è da chiedersi se è “normale” che vi sia un’interruzione di pubblico servizio per simili festeggiamenti, come se nel giorno di San Luca ci si reca in Pronto Soccorso e ci viene detto che i medici sono tutti impegnati nella celebrazione del loro Santo protettore.
A questo punto il cittadino si reca al comando dei Carabinieri di San Giovanni Rotondo ma le sue orecchie sono costrette a sentire queste parole: “la competenza è della Polizia Municipale, sporgi denuncia domani”.
Inoltre, il cittadino in questione segnala una vera e propria discarica a cielo aperto in prossimità dell’accogliente check-point della nostra città e documenta la presenza sospetta (ndr) di buste contenti pasta.
Com’è possibile che nessuno stia facendo nulla almeno per l’aspetto di “immagine e accoglienza” e impedisca che la prima cosa che debba vedere il turista qui a San Giovanni Rotondo siano cumuli e cumuli di immondizia? Cani randagi e sporcizia in ogni dove.

Ma ci rendiamo conto!?

L’avvelenamento di animali è un reato penale! Forse chi ci governa e chi ci protegge non sa che in base all’art. 544-bis del nostro codice penale “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi”, mentre nel caso di maltrattamenti di animali, l’art. 544-ter del codice penale sancisce che “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi”.

Forse chi ci governa e chi ci protegge non sa che il pericolo dell’avvelenamento non è solo rivolto nei confronti degli animali, poiché lasciare liberamente esche e bocconi avvelenati nelle campagne e soprattutto nella città mette in serio pericolo anche la vita dell’uomo e soprattutto dei bambini che, più degli adulti, potrebbero entrare in contatto con le sostanze altamente tossiche disseminate.

Allora, come mai tutta questa “spensieratezza”? Perché aspettare domani!?

Cosa è stato fatto finora per cercare di capire chi è questo o questi folli che da tempo stanno provocando il panico tra la gente di San Giovanni Rotondo?

Vogliono risolvere in questa brutale maniera il problema randagismo?

Qual è il risultato delle indagini scaturite dalla denuncia dell’ENPA che si è vista minacciare apertamente per le attività di salvaguardia degli animali d’affezione della città?

È possibile che chiunque possa recarsi nelle farmacie agricole e acquistare del veleno senza lasciare traccia?

Il nostro ordinamento, dovrebbe punire gli atti di avvelenamento, ma sottolinea anche l’importanza di denunciare la scoperta di esche o cibo avvelenato o i casi di avvelenamento di animali di cui si è testimoni, sia come proprietari che non.
Ma che senso ha farlo se poi chi dovrebbe ricevere la denuncia di fatto non fa nulla per impedire il reiterarsi?

Chi dovrebbe tutelare la nostra salute e la nostra sicurezza come mai non vuole intervenire?

L’ENPA di San Giovanni Rotondo dice “Basta…!!!”. Troppe parole buttate al vento. Troppe promesse disattese. È vero, abbiamo a che fare con politici e per antonomasia ciò che proferiscono dalle loro labbra non corrisponde a fatti concreti. Abbiamo ascoltato in passato parole importanti circa una famigerata Smart City, segno di civiltà ed evoluzione culturale, sappiamo che molti prepareranno il proprio guardaroba per la storica venuta di Papa Francesco e sui social possiamo vedere i nuovi schieramenti politici della prossima competizione “politica nazionale”…ma chi governa la nostra città cosa vuole dirci a proposito della sicurezza e della salute – e mettiamoci anche il decoro – di San Giovanni Rotondo e dei suoi cittadini?

La nostra città ha uno specifico assessorato per quanto concerne la “Tutela degli animali” ossia l’avvocato nonché Vicesindaco Nunzia Canistro di cui abbiamo sentito le parole nell’intervista rilasciata esattamente un anno fa. Lei, come anche il Sindaco dottor Costanzo Cascavilla, sulla base delle leggi vigenti, hanno l’autorità sanitaria comunale e sono responsabili del benessere animale per tutto il territorio di San Giovanni Rotondo. Benessere che a nostro avviso è stato finora trascurato anche solo per la mancata vigilanza sulle osservanze delle leggi e delle norme relative alla protezione degli animali, nonché per l’attuazione delle disposizioni previste nei regolamenti anche mediante l’adozione di specifici provvedimenti applicativi.

La sezione ENPA di San Giovanni Rotondo ad oggi con le proprie ed uniche forze sta accudendo moltissimi cuccioli e cani randagi dislocati nella Città. Giovani ragazze e ragazzi volontari hanno gestito in solo poco più di un anno da soli ben 120 ADOZIONI di cani abbandonati, riuscendo a trovare delle splendide famiglie adottive per la maggior parte nel nord Italia. Le autorità locali, sommerse dalle moltitudini di telefonate della parte civile della città, rimpallano il problema ai volontari che sono costretti a venir meno ai propri impegni lavorativi per sopperire alle gravi mancanze ed “incapacità” di gestione del problema randagismo da parte di chi amministra la cosa pubblica. Questi ultimi convocano tavoli tecnici inutili, deserti da chi di competenza e inconcludenti. Denunciano la ASL perché ad oggi sembrerebbe ancor non chiara la competenza della gestione del gravoso problema randagismo. Ed in tanto, su questo tema scottante vi è la più completa ANARCHIA.

A questo punto non ci resta che chiedere pubblicamente al Sindaco Dottor Cascavilla e all’assessore alla Tutela degli Animali Avv. Canistro di non rispondere più alle nostre segnalazioni e richieste – ad oggi disattese –, bensì di interfacciarsi direttamente con la Città. Chiediamo a tal proposito di convocare un’assemblea cittadina presso Palazzo San Francesco, nel chiostro comunale, per raccontare alla popolazione di San Giovanni Rotondo quali sono le azioni che si devono mettere in atto per la gestione della moltitudine di cani randagi presenti in città, per la sicurezza dei cuccioli abbandonati, per i proprietari negligenti degli animali d’affezione (specie nelle zone rurali limitrofe che generano la problematica), per chi commette atti criminosi che minano la salute e la vita dei nostri amici a 4 zampe nonché quella dell’uomo stesso, ma soprattutto si deve chiarire quale deve essere il ruolo dell’ENPA di San Giovanni Rotondo in tutto questo caos.


La sezione ENPA di San Giovanni Rotondo
21 gennaio 2018

 

 

 

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