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Intervista esclusiva all’ex assessore al Bilancio

Dopo quasi due mesi di silenzio, abbiamo intervistato l’ex assessore al Bilancio, l’avvocato Armido Squarcella, che ai nostri taccuini ha raccontato tutta la vicenda che lo ha visto protagonista. Dal documento di sfiducia di una parte del gruppo dei “Protagonisti per la Città” fino alla revoca delle deleghe assessorili da parte del primo cittadino.

Quando e perché sono iniziate le incomprensioni con il gruppo dei Protagonisti per la Città?

Le incomprensioni sono incominciate dopo pochissimi mesi dalla mia nomina ma, specifico, con una parte del gruppo dei Protagonisti per la Città. Allorquando il mio consigliere di riferimento Mimmo Longo fece una interpellanza sul Giudice di Pace. Io stesso rimasi sbalordito da quella cosa, solitamente è un consigliere di opposizione che chiede chiarimenti in merito ad un argomento. Già la cosa mi parse strana, interpellato dal tuo consigliere che conosceva benissimo l’argomento e lo stato delle cose. Non so se ha voluto tendere una piccola trappola. Anche perché era una storia, quella del Giudice di Pace, che risaliva al governo precedente e che bisognava, proseguendo su quell’indirizzo, portare avanti e attuare.

I discorsi all’interno del gruppo della Lista Civica Protagonisti per la Città si sono subito interrotti. Non si è più riusciti ad incontrarsi come in qualsiasi gruppo politico da quando dovevamo regolamentare la nostra attività attraverso uno statuto e dedicare, su richiesta mia e di altri, un apposito conto corrente per il versamento di un mio contributo e di altri volontari a favore della nostra lista civica. Inizialmente il progetto politico di questa amministrazione era basato sulla regola che gli assessori dovevano essere condivisi da tutti i gruppi politici facenti parte della maggioranza. Ogni gruppo ha espresso dei nomi, i quali stavano bene a tutti. Un consigliere comunale mi disse: “Armido ricordati che tu non sei l’assessore di Mimmo Longo, sei l’assessore di tutti”. Sono stato accusato del fatto che non mi confrontavo con il mio gruppo, quando invece mi sono sempre confrontato con molti componenti dello stesso; purtroppo, mi è stato impossibile farlo con tutti a causa di frizioni personali in essere all’interno della lista. Io sono stato sempre disponibile con tutti, anche con quelli dell’opposizione. Da una parte del mio gruppo di riferimento politico, e precisamente dalle persone da cui sono stato messo in “discussione”, non mi è stata mai avanzata una proposta, un progetto da portare all’attenzione della maggioranza e poi in giunta. Nulla. Nessuno poteva dire io non sapevo delle mosse dell’assessore perché tutte le questioni si discutevano in riunione di maggioranza alla presenza dei consiglieri tutti. Non ho mai intrapreso azioni personali. Mimmo Longo e altri erano a conoscenza di tutto. Questa “incomprensione” manifestata dopo pochi mesi dalla mia nomina dal consigliere ha comunque minato la mia tranquillità nell’espletare al meglio il mio compito.

Ha mai sperato in un ripensamento del Sindaco basato sul vostro rapporto di stima reciproca o hanno prevalso altri interessi nella sua decisione di revocare le sue deleghe?

Speravo che si difendesse il principio di non dover mettere in difficoltà il percorso amministrativo in assenza di una reale motivazione, anche perché ancora ad oggi non vedo quale sia stato il motivo fondato del mio ‘defenestramento’. La richiesta del consigliere Longo è stata spalleggiata da altri quindi il Sindaco è stato messo al centro di una sorta di ‘morsa politica’: o rimuovi l’assessore Squarcella o blocchiamo la macchina amministrativa e non si va avanti. Costanzo è stato messo di fronte ad un aut aut. Non ho bisogno di essere difeso, ritengo di aver svolto bene e con dedizione il mio compito. La mia revoca è stata dettata dalla richiesta di una parte di una forza politica semplicemente perché, a quanto pare, non li rappresentavo. A Costanzo, che ringrazio per la fiducia accordatami in principio, va tutta la mia stima come persona e professionista.

Stavo portando avanti un sacco di questioni: dai chioschi, per i quali vi sono dei contenziosi in atto e dove, necessariamente, devono essere portate avanti delle procedure, cosa che non ho avuto il tempo di fare, al recupero tributi che non è poca cosa. Altra questione importante la rielaborazione degli stalli dell’area mercatale dove, da una riesamina dell’area, sono derivati altri mille metri quadrati in più che significano soldi per il comune. Mi pare sia ancora tutto fermo; un perfezionamento generale che avrebbe fatto molto bene e ne avremmo guadagnato anche in termini di civiltà perché ogni ambulante doveva essere munito di sacchetti numerati per raccogliere la sporcizia al termine della loro attività. Purtroppo non sono stato messo nelle condizioni di lavorare con tranquillità e portare a termine diverse questioni.

In che stato ha lasciato le casse comunali?

Al 31 dicembre la cassa comunale era in positivo di 500 mila euro. Quello che ha gravato tanto sulle finanze comunali è stato il mancato recupero dei crediti negli ultimi anni e sollecitato sempre dai Revisori dei Conti. Con qualche milioncino in più nelle casse la situazione poteva essere molto più rosea. A mio modestissimo parere, dopo tanto tempo, gran parte di quelle somme potrebbero andare perse a causa delle vicissitudini di numerose aziende e del continuo peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie che non saranno più in grado di onorare quei debiti. Se questa azione fosse stata fatta per tempo forse avremmo raccolto qualcosa. Abbiamo raggiunto il pareggio di bilancio, e non siamo a rischio a differenza di altre realtà.

Ci sono le risorse per ultimare la fogna bianca?

La questione fogna bianca è delicata e bisogna stare attenti a non perdere un importante finanziamento regionale per la mitigazione del rischio idrogeologico.

Sono passati due mesi dalla sua revoca e ancora non si provvede alla sua sostituzione. Forse il problema non era solo Armido Squarcella?

Il problema sino a pochi giorni fa, ero io, ma adesso che è cambiato tutto l’impianto politico, penso vi siano altri problemi. Eravamo partiti con un progetto civico ora ci sono i partiti. Forse la cosa è dettata dalle imminenti politiche e certe manovre si fanno sempre dopo le elezioni. Penso che dopo il 4 marzo cambieranno molte cose.

Sulla sua revoca pensa abbia gravato la vicinanza politica e la sua parentela con Angelo Cera?

Tutti sanno che non sono un uomo UDC, ho votato per una lista civica, ‘Protagonisti per la Città’; se alle scorse politiche avessi portato i miei voti per l’UDC, lo scudocrociato adesso poteva contare su due consiglieri comunali in quanto il seggio non è scattato per una manciata di voti, se non ricordo male 17 voti, ironia della sorte proprio a favore di Mimmo Longo. Di sicuro, se avessi scorto all’epoca lo ‘spessore politico’ di alcuni, in termini di ‘esperienza politica’, la mia scelta sarebbe ricaduta diversamente. Non ho bisogno della politica per vivere, quindi sono assolutamente sereno.

Il sindaco ha dichiarato recentemente di essere un uomo di animo di centrosinistra e che il suo governo è basato su un accordo di programma. Qual è il suo pensiero sulle continue diatribe della maggioranza?

Quando ci sono i partiti di mezzo è logico e naturale che cambiano un po’ di cose. In un progetto civico possono convogliare più identità politiche per fare gli interessi della città, ma se in consiglio comunale, ci sono i partiti è chiaro che bisogna incominciare a ragionare diversamente. Il sindaco, a mio avviso, ha fatto un passo importante e delicato dichiarandosi del PD. Vero è che, a questo punto, con un’amministrazione spiccatamente di centro-destra, qualcuno dovrà pur prendere, ideologicamente parlando, le distanze dall’altro, mi sembra un passaggio naturale. In un progetto civico per la città possono coesistere più anime politiche di ideologie diverse ma quando tale progetto viene meno, e subentrano i partiti con le loro ideologie, sarebbe irrazionale e innaturale una “convivenza” tra gli stessi. Questa situazione mi inquieta. Ribadisco: in un programma civico possono stare tante anime diverse ma adesso non mi sembra sia così, anzi. Gradirei che il consigliere Longo si dichiari e porti in consiglio il simbolo di Forza Italia visto che non può più rappresentare tutto il gruppo dei Protagonisti per la città. Il malessere in città si percepisce, nel confronto con le persone. La situazione non vi nego mi appare molto complicata.

Cosa consiglierebbe adesso, da esterno, a Cascavilla?

Mi spiace che il sindaco si trovi in questa “gabbia politica”. Spero ritrovi quella serenità perduta. La città è ferma da un po’ di tempo e per le dinamiche già esposte. Personalmente da subito avrei messo dei paletti, le imposizioni non mi sono mai piaciute. Fossi nel sindaco, se non riuscissi a trovare la quadra, farei serenamente e con molta umiltà un passo indietro, spiegando ai cittadini le ragioni di tale scelta.

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