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Incidente questa mattina su Corso Umberto I

Dopo i pali, ecco che è il turno degli archi della discordia.

Momenti di paura questa mattina quando un camion che trasportava carne ha tirato giù l’arco addobbato di fiori nei pressi di Largo 28 Luglio, alla fine di Corso Umberto I. Il camion evidentemente ha impattato contro il filo di ferro che sostiene la struttura, mal segnalato, ed ha fatto cadere al suolo l’arco da poco addobbato con nuovi fiori in quanto questo mese proprio in quel punto si reciterà il Rosario come da consuetudine nel mese dedicato alla Madonna.

Dopo la venuta del Papa avevamo segnalato verbalmente che non vi era necessità  della permanenza degli archi lungo il corso – hanno dichiarato gli attivisti del Movimento 5 Stelle sangiovannese -.  Dal Comune ci hanno risposto che era volontà del vicesindaco lasciarli e utilizzarli per altre ricorrenze. Intanto si rischia l’incolumità dei cittadini visto che anche gli altri archi sono abbandonati a loro stessi. Alla base mancano sempre i controlli delle zone sensibili, problematica che noi del M5S avevamo sollevato in consiglio comunale. Manca un presidio della Polizia Municipale da Piazza Europa a Piazza Padre Pio, magari si potrebbero usare le auto elettriche comprate ormai da tempo ma delle quali non vi è traccia per il momento”.

La questione della pericolosità degli archi è stata sollevata anche dal capogruppo della Lega Mauro Cappucci: “Già in occasione della loro installazione per la visita papale sono state commesse gravi irregolarità per quanto concerne la sicurezza: strutture non stabili, attaccata alle bene meglio con il fil di ferro ai pali dell’illuminazione del corso che come sappiamo costituiscono veri e propri elementi di arredo urbano. Anche lo stesso dirigente comunale in una nota ha scritto all’assessore competente dell’epoca (da poco sono cambiati alcuni assessori e le relative deleghe, ndr) al fine di eliminare il pericolo. Ad oggi ‘qualcuno’ continua a bloccare tutto per il solo gusto di fare bella figura in qualche foto da postare sui social”.

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