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LibriAmo a cura di Renata Grifa

Mio caro Marwan,

durante le lunghe estati della mia infanzia,

quando avevo la tua età, gli zii e io

stendevamo i materassi sul tetto

della fattoria del nonno, nella campagna

intorno a Homs.


Dopo cinque anni di silenzio è tornato nel modo più delicato ed emozionante uno degli autori più attesi del panorama letterario internazionale. Khaled Hosseini decide questa volta di regalarci la sua Preghiera del mare (titolo originale Seaprayer, con edizione italiana curata da Roberto Saviano) con un impeto ed una forza che caratterizzano lo stile dell’autore di bestseller come Mille Splendidi soli o “Il cacciatore di aquiloni”.

Seaprayer è un libro differente dai precedenti romanzi per la forma, ma certamente non per le tematiche e le emozioni che suscita.

La preghiera straziante è quella di un padre che di notte su una spiaggia stringe tra le braccia il proprio figlio prima di imbattersi nel viaggio di speranza che potrebbe cambiargli la vita o distruggerla per sempre. Nella notte che precede la partenza vengono affidati al mare, troppo vasto per ricordarsi di quella storia, i ricordi di una vita passata, di un tempo felice, in cui “l’aria era fresca e il sole disegnava a oriente una pallida striscia color albicocca”, come i mille splendidi tramonti di Kabul. Un padre che è costretto a fuggire dalla sua terra ormai martoriata in cerca di un futuro migliore, seppur lontano da quella patria tanto amata.

Una lettera che altro non è che un grande atto di amore e protezione verso quel figlio ignaro di ciò che il mare gli riserverà “Ti ho detto: dammi la mano, non ti succederà nulla di grave”.

Un racconto breve, una preghiera per l’appunto, che scava nell’animo e prova a mettere in evidenza che colui il quale tutti noi chiamiamo “profugo” altro non è che un uomo che prova a dare a suo figlio e se stesso un destino migliore.

Una preghiera dalle parole poetiche, scritta di getto, ispirata dalla tragica storia di Alan Kurdi il cui corpicino fu trovato inerme sulle rive di un mare indifferente, una storia che diventa ancora più reale grazie alle evocative illustrazioni dell’artista londinese Dan Williams che accompagnano l’intero racconto.

Così, con la sensibilità ed emotività che da sempre contraddistinguono i suoi romanzi, Khaled Hosseini torna a farsi portavoce di quella che forse è la più grande tragedia dei nostri tempi, riuscendo perfettamente a mettere insieme immagini e parole che commuovono e fanno riflettere.


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