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Bagno di folla per il Premier

Giuseppe Conte arriva a San Giovanni Rotondo in leggero ritardo rispetto al programma. Lungo il percorso da Piazza Padre Pio a Palazzo San Francesco centinaia di persone ad attenderlo per un saluto, una stretta di mano, un selfie. E lui non fa mancare una parola per nessuno, rispondendo ai tanti messaggi di incoraggiamento.

Dopo circa mezz’ora di passerella su corso Umberto I il Premier arriva nella sala consiliare di Palazzo di Città accolto da tutta l’assise riunita per conferirgli la cittadinanza onoraria. Prima di accomodarsi il Primo Ministro saluta il padre, ex segretario comunale, seduto in prima fila.

Su proposta del sindaco si ritiene opportuno consegnare un riconoscimento al prof. Conte per il legame che lo unisce alla nostra città, per aver vissuto qui una parte importante della sua vita, e per il prestigio che conferisce al nome di San Giovanni Rotondo nel mondo”, si legge nel verbale di delibera.

All’unanimità del consiglio viene conferita a Giuseppe Conte la cittadinanza onoraria oltre che le chiavi della città simbolo del legame profondo che lo unisce alla nostra città.

“Conosco il cuore dei sangiovannesi, perché l’ho constatato in prima persona” – dichiara un emozionato Conte prendendo la parola -. Prima non c’era internet, e si viveva in una dimensione diversa, più umana. Man mano che crescevo, e anche quando sono andato via, ho avvertito sempre il senso di appartenenza a questa comunità. Un legame che mi ha portato a tornare sempre più spesso, non solo per via della presenza dei miei affetti più cari. E’ davvero un legame forte quello che ho con questa terra, con la montagna, la foresta e il mare a pochi chilometri. Una terra che ho amato e che continuo ad amare. Oggi si è suggellato quella che definisco una volontà del cuore. Questa città ha tutte le carte in regola per crescere ancora di più. Ringrazio tutti voi che mi avete accolto con affetto, stima e apprezzamento. Mi batterò affinché tutti noi possiamo tornare a sentirci orgogliosi di essere italiani”, ha concluso il premier in aula consiliare.


 

 

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