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Triste fenomeno per eludere le tariffe nella nostra città

A Borgo Celano, piccola frazione di San Marco in Lamis, situata tra i due conventi di San Pio e San Matteo, accade sempre più spesso che un numero sostanzioso di bus turistici parcheggi nella grande area dinanzi l’ex Hotel Celano. Ma non si tratta di turisti in visita al caratteristico borgo meglio conosciuto come ‘sammarcuccio’, bensì di bus che parcheggiano lì per evitare i pedaggi in vigore nella nostra città.

Si tratta di un fenomeno – spiega il primo cittadino di San Marco in Lamis Michele Merla – che serve per eludere le tasse comunali di San Giovanni Rotondo ma che allo stesso tempo danneggia l’immagine di tutto il territorio. Non può passare che la nostra Comunità sia complice di tali fenomeni né possiamo accettare che qualche furbo possa considerare il nostro Comune terra di nessuno dove poter commettere reati di questo tipo. Ho sentito il sindaco della città di San Giovanni Rotondo e le autorità competenti e presto troveremo il modo per debellare un fenomeno che, ripeto, non solo è un reato ma è anche un danno di immagine che non possiamo sopportare!”, conclude Merla.

Insomma un andazzo che sta prendendo piede e contro il quale il nostro Comune dovrebbe prendere provvedimenti. Che la situazione in merito a questa questione sia molto confusionaria è noto da tempo: parcometri non in rete, parcheggio Pozzo Cavo che non funziona come dovrebbe ecc. Tanti problemi che cercheremo di spiegare prossimamente.

Sulla questione turismo è intervenuto anche il consigliere comunale e provinciale Gaetano Cusenza: “È tempo di cambiare passo e far crescere questa Città redigendo un programma chiaro e a disposizione dei nostri ospiti” chiosa l’esponente di Città Attiva.

È tempo che il turismo, a San Giovanni Rotondo, sia il centro di tutta la programmazione politico-amministrativo, perché intorno ad esso può ruotare l’intera città, sul piano culturale, sociale, economico e spirituale. Prendiamone coscienza”.

Cusenza propone la sua visione in merito alla tassa di soggiorno: “L’abbiamo istituita? Bene, ma che sia a disposizione completa dei pellegrini, che versano questa somma con non pochi sacrifici. I soldi che entrano nelle casse del Comune, grazie a questa tassa, devono essere riversati tutti a servizio dei nostri visitatori. La prima cosa da fare è utilizzare meglio gli uffici comunali che abbiamo nei pressi del Santuario. Occorre trasformare il cosiddetto ‘Perottino’ in un luogo dove gli ospiti possano trovare personale adatto e preparato ad accoglierli e dare loro ogni genere di informazione e aiuto. Sarebbe molto interessante creare, con i soldi della ‘tassa di soggiorno’, un gruppo di giovani, esperti, preparati e multilingue, che possano offrire agli ospiti tutto il supporto necessario per muoversi sia nella zona sacra che nella zona urbana. Inoltre – continua Cusenza – bisogna dare ai pellegrini la possibilità di utilizzare gratuitamente i mezzi di trasporto urbano, in modo che possano raggiungere il centro della città e visitare il Museo delle Cere, il vecchio Ospedale San Francesco, le opere d’arte di Antonio Ciccone, il centro storico oppure recarsi nelle nostre pizzerie e ristoranti, nelle nostre attività commerciali ecc.

Cusenza ammonisce poi alcuni comportamenti: “Basta utilizzare i soldi della ‘tassa di soggiorno’ impropriamente e illegittimamente. Non si possono utilizzare questi soldi per pagare i cantanti delle feste patronali o per finanziare iniziative per pochi, come sagre, fiere ed esposizioni di vacche per citarne alcune. Basta questa politica miope e senza prospettive. Siamo la città di Padre Pio, con tante risorse, possiamo crescere molto di più, se al dinamismo e all’efficienza del santuario e della Casa Sollievo della Sofferenza, si aggiunge anche quella classe politica ed amministrativa. Non saper utilizzare le risorse di cui si dispone è veramente preoccupante”, conclude.

 

 

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