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Il Sindaco solo contro tutti. Assessori dimissionari prima del consiglio

C’era attesa per il consiglio comunale di questa sera dedicato alla discussione politica. I colpi di scena sono arrivati prima dell’ora di pranzo con le dimissioni a sorpresa dell’assessore Rossella Fini. Ma in assise il sindaco si presenta senza giunta in quanto nel primo pomeriggio anche gli altri quattro assessori Pasqua, Canistro, Longo e D’Addetta hanno contestualmente rassegnato le dimissioni dalle proprie cariche assessorili.

È una situazione particolare – ha esordito il sindaco nel suo lungo discorso iniziale – Al momento non abbiamo i numeri per continuare il percorso amministrativo se non per gestire l’ordinario. È il momento di fare un bilancio. Siedo solo nei banchi della Giunta in quanto gli assessori hanno rassegnato le dimissioni per agevolare il percorso di uscita da questa situazione di stallo”.

Il Sindaco elenca le cose fatte in questi due anni e mezzo di mandato focalizzando l’attenzione sulla carenza di fondi e su un bilancio comunale che non permette grandi investimenti.

Una recente sentenza impone di mettere a bilancio 3 milioni e 300 mila euro, il che significa affossare le casse comunali – ribadisce il primo cittadino -. Ci siamo messi all’opera con gli uffici per il recupero crediti e delle somme evase per avere contezza delle cifre che il comune deve riscuotere. Oggi finisce un pezzo del percorso di questa amministrazione. Se sarà necessario sarò pronto a fare come i miei assessori e quindi a rassegnare le dimissioni. Non nego che è una situazione complessa e molto pesante anche da un punto di vista personale”.

Il primo a prendere la parola per le repliche di rito è il consigliere forzista Lombardi: “Fin dall’inizio si sapeva che questa era un amministrazione di scopo e non politica. Col passare del tempo le differenze ideologiche sono però venute a galla. Aver scelto un tecnico e non un politico ci ha portato a questa situazione di stallo. Un sindaco molto abile a reperire fondi, con oggettive difficoltà nello spendere bene i finanziamenti. Ora vogliamo i risultati di questo lavoro, la città necessita di interventi tempestivi come la messa in sicurezza del territorio. Non possiamo più aspettare. Le responsabilità sono anche della parte gestionale quindi degli uffici. Abbiamo bisogno di una buona organizzazione e gestione delle risorse”, ha concluso il giovane consigliere entrato in assise pochi mesi fa al posto di Mimmo Longo.

Il primo attacco frontale arriva dal pentastellato Biancofiore: “In questi due anni e mezzo abbiamo visto solo finanziamenti alle associazioni amiche. Tanti bandi fatti urgentemente e portati a scadenza, molti bandi illegittimi. Che fine ha fatto la città smart? La tecnica è sempre la stessa Sindaco, ci dice tante cose ma nulla di concreto. Siete immersi nei conflitti di interessi e beghe di Palazzo. Promesse sciolte come neve al sole. Anche la questione del Giro d’Italia, abbiamo contezza di quanto ci costerà? È San Pio che da visibilità al Giro, non il contrario. San Giovanni Rotondo non ha bisogno del Giro d’Italia per essere conosciuta nel mondo”, ha chiosato polemico il rappresentante 5 Stelle.

La consigliera Di Cosmo precisa quanto riferito dal sindaco in una recente intervista: “Ciò che mi ha indotto a passare nel gruppo misto, come ribadito in altre sedi, è stata la totale assenza di coordinamento. Mai riunioni, mai un momento di sintesi in 29 mesi. Mancanza di coesione e procrastinamento di ogni decisione. Un sindaco sempre impegnato a risolvere le scaramucce di turno che si nasconde dietro assordanti silenzi. Una città last second altro che città smart. Si continua a spendere e spandere senza percezione del rischio per le casse comunali”.

Dello stesso avviso il collega Antonio Pio Cappucci: “Sindaco la invito a rendersi conto della fortuna che ha. Faccia il sindaco con maggior entusiasmo, anche dando risposte a questo consiglio. Nel documento di giugno ci siamo giocati l’ultima chance perché lei dimostrasse di essere il vero capo politico di questa amministrazione. Non può dire che non è avvezzo ai meccanismi della politica: per alcune cose lei è molto avvezzo abbiamo visto. Che lei si sia reso disponibile e abbia messo a disposizione le sue capacità nessuno lo mette in discussione. Ma la città da chi è guidata? Manifestazioni non autorizzate, notti bianche, feste, fiere ecc. Lei è stato richiamato a far sì che le regole minime vengano rispettate. Siamo in ritardo su tutte le programmazioni. Parcheggi e altro, la gestione della quotidianità. Se ci dice come vuole continuare questa esperienza noi siamo disponibili a dialogare. Dimostri di voler governare seriamente ma prenda atto che il progetto del 2016, la sua lista non c’è più. Se concretizza lo scenario delle dimissioni il gruppo misto sarà pronto a dare il suo contributo per la risoluzione dei problemi della nostra città”, ha concluso.

Sempre battagliero Pompilio: “Mi ritrovo ogni volta a registrare la presa per i fondelli ai danni della città. Tutto questo non è l’immagine di una politica seria. Da tempo denunciavo questa lotta fratricida tra i centri di potere dell’amministrazione per la gestione amministrativa. Non ci sono pascoli a sufficienza per saziare gli appetiti spasmodici di alcuni. Spettacolo indecoroso. Uno sfacelo, la città non merita questo. Ciò che è stato ereditato è stato calpestato in maniera indegna” rivolgendosi contro quei consiglieri che hanno fatto atti con lui salvo poi rinnegarli con l’amministrazione Cascavilla.
Basta con questa farsa. Fate quello che volete ma governatela questa città. Ognuno di noi deve fare una presa di coscienza. Rimpastatevi, spostatevi nei banchi anche adesso ma la città non merita di essere presa giro in maniera ignobile”, ha concluso l’ex primo cittadino.

Maruzzi stuzzica Mimmo Longo seduto tra il pubblico e scatenando una piccola bagarre verbale.
La gente di tutto quello che ha detto non ha visto nulla. Si dimetta e veda il da farsi per il bene della nostra comunità” ha esortato l’ex candidato sindaco.

Dopo qualche minuto di tentennamento tra i banchi della maggioranza prende la parola Claudio Russo: “Questa amministrazione ha seminato tanto e sta raccogliendo i frutti, circa 22 milioni intercettati”.

Mauro Cappucci si mostra propositivo: “Noi abbiamo sempre sostenuto che le cose non andavano, come gruppo Lega. Oggi qual è la soluzione? Far venire il commissario per farsi i fatti suoi per dieci mesi? Noi proponiamo di affrontare le questioni per essere risolte. Non ho sentito parlare di programmi e di proposte. Facciamo i nomi dei grandi evasori di questa città. Il 30 per cento della città non paga le tasse, oltre 11 milioni di euro. Quale turismo avremmo fatto noi senza raccogliere l’immondizia degli albergatori evasori?”
Poi riferendosi all’opposizione “Quale alternativa proponete? La macchina non funziona, per questo dico che dobbiamo cambiare passo, far partire appalti e opere. Da parte nostra rimangono tutte le critiche e gli elogi. Siamo disponibili Sindaco a rinnovarle la fiducia con l’ impegno a far decollare tutto quello che ci ha illustrato”.

Una crisi è sempre una mortificazione” – ha esordito il consigliere PD, Masciale. – “La proposta politica doveva farla lei sindaco, noi più volte abbiamo cercato di spingere per temi importanti. Nel nostro programma non c’era nulla di fantascientifico perché già eravamo al corrente dello stato delle casse comunali. Voi siete in crisi perché siete diversi voi ma questo lo si sapeva fin dall’inizio. Ci spieghi cosa significa la giunta dimissionaria se tanto, come dite, avete lavorato bene. Sarebbe dovuto venire in consiglio dicendo chiaramente quello che sta accadendo. Nessuno che abbia detto io ho sbagliato. Siete talmente perfetti che non avete una maggioranza. Spero che faccia un gesto politico serio: liberarsi di tutto e tutti. Si spogli della coalizione che lo ha sostenuto e si renda conto che oggi per lei i consiglieri sono 16 e capire se ha una maggioranza giusta per proseguire questo cammino. In caso contrario si dimetta, irrevocabilmente”.

Ricciardi nel suo intervento ha esortato Gaetano Cusenza a dare conseguenzialità al documento sottoscritto “a nove” poche settimane fa, quindi a procedere alla raccolta delle firme per lo scioglimento del consiglio.

Miglionico chiede al Sindaco di non dimettersi e sottolinea la differenza sostanziale tra le dimissioni e la raccolta firme per lo scioglimento del consiglio, invitando i colleghi a trovare una soluzione condivisa per uscire da questo stallo.

Cusenza parla diretto al primo cittadino: “Sindaco, ha fatto la diagnosi ma non ha fatto la cura. Non possiamo lasciare la città senza alternative e senza una progettualità. Non dobbiamo risentirci, nessuno ha l’idea di città in questo momento. Una pagina si è chiusa, ora sta al sindaco voltare e scrivere una nuova pagina. Errori ne abbiamo fatti molti, la tassa di soggiorno ad esempio. La responsabilità oggi è tutta nelle sue mani: se cambia passo può avere le possibilità di rilanciare l’intero consiglio, non la maggioranza e l’opposizione. Ci sono tantissimi problemi: a San Giovanni Rotondo ci sono alcune gravi emergenze come lo spaccio minorile e le scommesse. Sono spie rosse per la città e per i nostri ragazzi”.

Dopo quasi cinque ore di dibattito, dove non sono mancati i momenti di tensione tra Pompilio e il presidente del consiglio Mangiacotti e tra alcuni consiglieri e il numeroso pubblico presente, è stato il sindaco visibilmente provato a prendere l’ultima parola: “Non sono attaccato alla poltrona. Più si sta seduti qui e più si rischia, io purtroppo sono il parafulmine di tutto, sono consapevole di reggere tutto il peso di questa crisi. Sono state dette tante cose, giuste e inesatte. Non è il caso di rispondere adesso. Forse non sono riuscito a colloquiare con tutti, è vero. Oggi l’ente è in grande sofferenza, il che potrebbe portare altri aggravi alla città. In questi momenti le persone responsabili si mettono insieme, anteponendo gli interessi collettivi a tutto. Accolgo le aperture da parte di tutti e vedrò cosa fare: se deciderò di dimettermi, le dimissioni saranno certamente irrevocabili”.

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