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Situazione insostenibile: i volontari lanciano un aut aut alle istituzioni

I volontari della Sezione Enpa di San Giovanni Rotondo, anche noti come 4Zampisti, per il tramite della presidente di Sezione Gloria Pia Capodilupo annunciano la sospensione delle loro attività entro un anno se non arriverà una presa di coscienza da parte delle istituzioni locali affinché la gestione, la prevenzione e la lotta al randagismo siano svolte in sinergia tra volontari e istituzioni.

E lo fanno scrivendo al Sindaco del Comune di San Giovanni Rotondo e al Dirigente del Settore Ambiente, chiedendo con urgenza un tavolo tecnico volto all’attivazione di una task force e/o qualsiasi altra azione necessaria per combattere e contrastare il fenomeno del randagismo sul nostro territorio.

Pur senza aiuti dal comune e nonostante vari tavoli tecnici inconcludenti, in due anni di attività i volontari della Sezione sono riusciti a dare in adozione oltre 200 cani. Per 170 cani, per lo più cuccioli, si è addirittura evitata la permanenza all’interno del canile sanitario comunale.

Negli ultimi sei mesi, degli oltre 40 cuccioli rinvenuti sul territorio, solo 9 sono entrati nel canile sanitario, per poi uscire in adozione nel giro di poco tempo, grazie all’operato dei volontari.

I cuccioli, onde evitare di sovraffollare ulteriormente il canile e di incorrere in possibilità di morte a causa di malattie letali per i cagnolini, sono stati presi in carico dai 4Zampisti, che per avviare l’adottabilità, si sono fatti carico di obblighi ed incombenze (visita veterinaria, sverminazione, vaccinazione e microchip) che con molta probabilità se tutto funzionasse a regola d’arte spetterebbero alle istituzioni.

Così facendo la Sezione ha sollevato le casse comunali dai costi delle attività che sarebbero dovute essere sostenutie e svolte dalle istituzioni preposte.

«Non si può e non si deve proseguire completamente soli in questa lotta impari. – si legge nella lettera – Senza controlli intesi, mirati e seri sul territorio, si continueranno a rinvenire cucciolate e cani adulti abbandonati. Dedicarsi alle adozioni dei cuccioli, oltre che essere divenuto insostenibile per la sezione, a causa dei numeri troppo elevati, toglierà ancora ai volontari la possibilità di dedicarsi alle adozioni degli adulti detenuti in canile».

I volontari hanno a cuore gli animali, l’amministrazione pubblica, le casse comunali e l’immagine della città. Ma è necessaria una vera e concreta cooperazione per portare avanti risultati incoraggianti anche in futuro. Il problema del randagismo non è un problema solo dei volontari ENPA, ma deve essere una preoccupazione di tutta la comunità e le istituzioni devono fare tutto ciò che è nelle loro possibilità affinché il fenomeno del randagismo non sia perennemente un’emergenza.

«Pertanto – continua la nota – si chiede con urgenza, quindi entro 15 giorni dalla presente, la convocazione di un tavolo tecnico al fine di attivare una volta per tutte, ogni misura idonea ad evitare nuovi futuri abbandoni, di adulti e cuccioli, e di avere una mappatura più definita della popolazione canina del nostro territorio.
Se entro 60 giorni dalla presente nulla sarà fatto, dal 04 Marzo 2019 la nostra sezione non si farà materialmente carico di nessun altro cane. Ciò comporterà la possibilità di nuovi ingressi nella struttura comunale. Sarà comunque nostra cura verificarne le idonee condizioni di detenzione e denunciare eventuali situazioni di malessere animale o illegittime tramite l’ufficio legale Enpa.
Se entro il mese di Ottobre 2019 non si constaterà un trend in regressione rispetto al 2018, circa i rinvenimenti di abbandoni, la Sezione Enpa di San Giovanni Rotondo si riserva di porre completamente fine al proprio operato dal 31 Dicembre 2019».

Questa non è certamente la prima richiesta di aiuto alle istituzioni da parte dei volontari…ma se continuano a chiedere aiuto evidentemente in questi due anni alle parole e agli incontri non sono seguiti i fatti, noi continuiamo a diffondere la loro voce con la speranza che questa richiesta trovi una risposta fattiva e che venga dato il giusto valore all’operato di chi, con spirito di abnegazione e amore incondizionato per gli animali, è riuscito finora a supplire alle mancanze di operatività degli organi preposti.

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