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Legambiente punta il dito contro chi vuole soddisfare gli equilibri politici a discapito delle competenze ambientali

Il ministero boccia, per la seconda volta, la procedura di individuazione della terna per scegliere il Direttore. Ma i rappresentanti sindaci della Comunità del Parco nel Consiglio Direttivo, non contenti dell’errore madornale, sberleffano il Ministero: ora, con sprezzo del ridicolo e della legge, preannunciano di voler perseverare nell’errore, dichiarando alla stampa l’intenzione di rifare la procedura oggetto delle delibere bocciate. E si permettono anche di sfidare i tre consiglieri (Lion, Monteleone e Riga) che si erano giustamente opposti allo stravolgimento delle procedure.

Ci domandiamo: perché vogliono perseverare in un atteggiamento ostile, gettando un’ulteriore ombra sinistra sulla gestione e la vita stessa del Parco Nazionale del Gargano? Il nostro Circolo ha combattuto per la sua istituzione e ha vissuto sulla propria pelle la violenza di chi si opponeva al Parco. Siamo riusciti, con impegno, a creare l’equilibrio sociale necessario e a fare crescere la passione dei cittadini per la bellezza e la tutela dell’ambiente.

Giudichiamo grave la forzatura, si rischia di fare arretrare di trent’anni la storia del Gargano: i sindaci non sono “maggioranza” e i rappresentanti del ministro dell’ambiente, del mondo della ricerca e delle associazioni “minoranza”, perché “non eletti dal popolo”.  Tutti, sindaci compresi, sono nominati dal Ministro dell’Ambiente su designazione dei diversi soggetti espressamente indicati dalla legge: i componenti del consiglio direttivo di un Parco Nazionale sono individuati tra esperti particolarmente qualificati in materia di aree protette e biodiversità. E questa esperienza deve essere documentata e trasparente. Purtroppo tra i curriculum disponibili sul sito internet del Parco, emergono enormi differenze tra i tre consiglieri tanto disprezzati ma con una lunga esperienza, solide competenze ambientali ed accademiche, e tutti gli altri.

Per il bene del Gargano la Comunità del Parco non deve soddisfare solo equilibri politici: il Parco non è una Comunità Montana né una ASL. Pertanto il nostro circolo condivide le dichiarazioni e le preoccupazioni delle altre associazioni ambientaliste, e si associa alla richiesta rivolta al vice presidente Costanzucci, componente del consiglio direttivo e componente di Federparchi, di smentire nei fatti le gravi dichiarazioni del consigliere sindaco Merla, ostili al ministero e alle associazioni ambientaliste. Per ricucire uno strappo molto pericoloso, le associazioni chiedono che la strada indicata dal Ministero sia l’unica via possibile per giungere rapidamente alla nomina del direttore: effettuare la valutazione dei curriculum secondo le chiare, precise e puntuali indicazioni, contenute nello stesso avviso pubblico approvato quasi un anno fa da questo consiglio direttivo, e poi disattese.


Circolo “Lo Sperone” San Giovanni Rotondo

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