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LibriAmo a cura di Renata Grifa

Si chiamava Peppino De Matteis ed era il mio compagno  di banco.

Un giorno mi prese in disparte e mi comunicò la grande notizia.

“Lucià,” mi disse “le femmine sono diverse, non sono come noi.”

“E come sono?” chiesi io.


Con il suo stile autoironico e inconfondibile Luciano De Crescenzo sceglie la musa ispiratrice per eccellenza per incamminarsi in un viaggio contorto e misterioso quale solo la donna sa essere.

Dopo una prima parte più realistica ed etichettata come troppo piena di luoghi comuni  (che forse altro non è che il personale modo dell’autore per ironizzare su quegli stereotipi da secoli attribuiti alle donne, si veda quel che dice nelle conclusioni) “E io insisto: Nossignori, la bellezza è un requisito prettamente femminile, tant’è vero che si dice ‘la bellezza’ e non ‘il bellezzo’. Io, comunque, non ho dubbi: le donne sono più belle degli uomini, e scusatemi se per dimostrarlo tiro in ballo ancora una volta Platone e il mito della caverna”, si passa a ciò che De Crescenzo sa fare meglio, ovvero prendere i miti, i classici, quelli noti e meno noti, e spogliarli della loro veste scolastica per renderli quasi reali, quasi vivi nel nostro tempo “ad uso dei miei lettori”.

Abbiamo un’Arianna che impreca contro Teseo, una Fillide che se la prende con Demofoonte, un’Enone che maledice Paride […]. Nascono così le Heroides, ovvero le lettere spedite dalle eroine ai loro rispettivi eroi, sempre nell’ipotesi che le eroine sapessero scrivere e gli eroi leggere”.

Ed inizia da qui in poi la storia di amori e di donne che hanno cambiato la letteratura e non mancherà di scoprire aneddoti e curiosità che i libri di scuola troppo spesso tralasciano.

Vi coinvolgeranno queste pagine e la storia della bella Arianna che vi racconterà di come sedotta e abbandonata fu “piantata in Nasso” da Teseo “che non appena si accorse che la fanciulla si era assopita, se ne tornò quatto quatto sulla nave e fece rotta su Atene”, oppure vi immedesimerete nell’amore sfortunato di Ero e Leandro “i nostri due amanti avevano un unico nemico: l’attesa. E’ l’attesa, infatti la vera protagonista di questo mito. E solo chi nella vita ha veramente amato sa che cosa vuol dire attendere.”

Amori e miti raccontati con uno stile scorrevole e piacevole che ci permette di apprendere ciò che è l’immensità della cultura classica e allo stesso tempo di sorridere al racconto di quelle donne che in fin dei conti altro non volevano che “essere”.


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