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Lettera aperta del Dirigente Scolastico

Ciò che è successo nell’assemblea di Istituto del 15 febbraio scorso presso il Liceo M. Immacolata è ormai di dominio pubblico e il Dirigente Scolastico torna sull’argomento con una lettera aperta pubblicata sul sito della Scuola.

Attendendo i risultati dei necessari approfondimenti dei prossimi giorni, il DS esprime apprezzamento per le posizioni che gli studenti hanno autonomamente preso in sostegno della loro amica e collega.

Sottolinea inoltre che l’Istituto è sempre stato in prima linea nel promuovere incontri e progetti per sensibilizzare le scolaresche sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo… e forse quanto è successo è proprio frutto di questi insegnamenti.


Lettera aperta

In relazione ai recenti avvenimenti che hanno coinvolto l’Istituto Scolastico da me diretto, mi corre l’obbligo e l’esigenza di fare qualche precisazione ma anche di condividere alcune considerazioni e riflessioni.

Premetto che, allorquando mi venne fatta richiesta, da parte di un gruppo di studenti, di autorizzare l’assemblea d’istituto avente come tema da trattare il “bullismo”, appunto, nulla lasciava presagire quanto, poi, sarebbe accaduto. Data l’attualità dell’argomento da trattare, ho autorizzato l’Assemblea di buon grado, predisponendo, tramite circolare, la corretta e sicura partecipazione di tutti gli studenti confluenti dai vari plessi.

Come è noto, la mia presenza non fu possibile in quanto impegnato fuori sede per un aggiornamento sulle nuove disposizioni in materia di Esami di Stato.

Mio malgrado, sono quindi venuto a conoscenza dei fatti, attraverso le successive comunicazioni da parte dei miei collaboratori e da quanto riportato dalla stampa locale.

Il “dovere di cronaca” impone la narrazione dell’accaduto senza sorvolare sulla crudezza dei termini, delle ingiurie e delle modalità dei comportamenti. Ma questo risulta comunque utile per aiutare, l’insieme dei lettori, a distinguere ciò che si può definire, senza dubbio, “bullismo” suscitando allarme e mobilitazione, da ciò che, più banalmente, si può definire “semplice ragazzata” che può essere placata, facilmente, non dandone risalto.

Il fenomeno del “bullismo” per quanto facilmente identificabile, non è, allo stesso modo, facile da gestire, proprio per le diverse modalità con cui può essere perpetrato.

Dalla vigliacca violenza verbale che non lascia segni visibili se non nella psiche di chi la subisce, può passare alle scritte ingiuriose e mortificanti, alla violenza fisica e, in condizioni estreme, all’induzione a comportamenti autolesivi dell’integrità fisica da parte di caratteri fragili lasciati da soli nell’affrontare tanta gratuita ostilità. 

Fortunatamente non è questo il nostro caso.

Non entro nel merito in quanto richiede maggiori approfondimenti che ci vedranno tutti impegnati nei prossimi giorni, ma, la studentessa “vittima”, non si è mostrata certamente fragile. Consapevole della forza e della libertà del suo pensiero e del suo agire, ha saputo infondere coraggio alle sue amiche e colleghe che l’hanno difesa facendo quadrato intorno a lei.

Proseguendo nella lettura degli articoli di giornale, si può rilevare, tra le righe, un sottile disappunto per il presunto silenzio del resto della compagine scolastica.

In tutta onestà mi sento di smentire una tale posizione poiché, sia personalmente, sia con l’ausilio dei miei collaboratori e tutto il corpo docente, ho sempre profuso le migliori energie nell’attuazione di progetti antibullismo, preoccupato al tempo stesso di trasmettere i più alti valori della civile e rispettosa convivenza. Mai avrei immaginato che covassero certe storture nell’animo di alcune ragazze/i! Ho sempre riposto in loro la massima fiducia come un padre di famiglia rigettando l’idea di vestire i panni del “questore”.

Appare evidente, quindi, quanto l’accaduto mi veda sinceramente costernato.

Ma tutto questo deve, comunque, servire da monito e spronarci a fare di più perché fare del nostro meglio non basta!

Tanta solidarietà da parte dell’intera comunità scolastica alla studentessa vittima degli accadimenti denunciati.

Tali eventi evidenziano che non bisogna mai abbassare la guardia nella quotidiana azione della delicata funzione docente e genitoriale poiché, per quanto spavaldi e sicuri possano apparire i nostri studenti e figli, sono in realtà ancora fragili e in un momento vulnerabile della loro crescita, ed è necessario entrare nel loro mondo in punta di piedi aiutandoli e indirizzandoli al giusto equilibrio nelle relazioni interpersonali.

Per ciò che più tecnicamente riguarda la scuola, i progetti sono in campo: un duplice percorso formativo curato dalla nostra referente prof.ssa Stefania Cicciotti, rivolto al biennio con tema “Bullismo e Cyberbullismo” e al triennio attraverso incontri su “Cittadinanza e Costituzione”, proprio nella prospettiva di trasmettere i più alti valori del vivere civile e della rispettosa convivenza.

Ora, l’impegno ulteriore, sarà quello di attuare una maggiore attenzione ed osservazione nei confronti delle sfumature caratteriali degli studenti e delle situazioni che presentano le maggiori criticità al fine di prevenire l’insorgenza e il perpetuarsi di questi deprecabili fenomeni.

Da ultimo, mi preme rimarcare la notevole maturità dei nostri allievi, che in uno spazio di loro competenza come l’Assemblea studentesca, hanno saputo esprimere con fermezza un deciso no alla violenza di qualsiasi genere e, nel contempo, hanno dimostrato straordinarie forme di solidarietà verso la studentessa.

Questo atto commendevole non nasce per caso in una comunità, e qui la riflessione è d’obbligo, ma scaturisce da azioni poste continuamente in essere dalle varie componenti scolastiche che, operando in stretta unità d’intenti con le famiglie e sostenuti dalla necessaria consapevolezza di agire celermente e con la dovuta energia, promuovono incessantemente un’azione atta a manifestare la piena maturità degli studenti. Come Preside, di questo sono fiero.

Grazie ragazzi per quanto fatto, noi tutti saremo sempre al vostro fianco per aiutarvi a proteggere i nobili valori di libertà e democrazia.

Il DS Antonio Tosco

 

San Giovanni Rotondo, 18/02/2019

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