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Legambiente lancia un allarme da non sottovalutare

Domani si festeggia San Giuseppe e come da antiche tradizioni il nostro paese sarà illuminato e riscaldato dal fuoco dei falò.

La Fanoja di San Giuseppe è un rituale antico che preannuncia l’arrivo della primavera: anticamente nel giorno della festività del santo era consuetudine bruciare i rami secchi delle potature e riunirsi intorno alla cosiddetta “fanoja” per un momento di gioia e condivisione con balli, canti tradizionali e tanta spensieratezza.

Questa tradizione è stata tramandata fino a noi e ancora oggi in molti quartieri i bambini aiutati dagli adulti raccolgono la legna e le sterpaglie da ardere in onore del sacro fuoco che illumina, purifica e riscalda; si organizzano squadre per i turni di controllo della fanoja nel caso qualche malintenzionato mandi in fumo tutto il lavoro dei più piccoli, togliendogli la gioia di festeggiare e gareggiare.

Tuttavia quest’anno pare che qualcuno abbia deciso di utilizzare il sacro fuoco per disfarsi di vecchie porte, sedie, divani e mobili: materiali che, se bruciati, causerebbero un sicuro inquinamento ambientale.

Sono state numerose, infatti, le segnalazioni giunte, nei giorni scorsi, al Circolo di Legambiente da parte di cittadini allarmati per l’accumularsi di rifiuti ingombranti in prossimità dei siti dove verranno accese le fanoje.

Prima che il materiale accatastato si trasformi in un gigantesco rogo infuocato, Legambiente invita l’Associazione Culturale Le Fanoje, quale organizzatrice della Gara di fanoje, e la Polizia Municipale a intensificare i controlli e ad impedire l’accensione dei falò fin quando non si ripuliscano le aree dai materiali pericolosi.

Il recupero delle tradizioni non può andare a braccetto con atti potenzialmente pericolosi per l’ambiente e per la salute.

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