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Proficua la colletta per le popolazioni povere del Kerala

«Preferisco che il dono personale diventi beneficienza verso le popolazioni del Sud dell’India, colpito da un’alluvione che ha causato oltre un milione di sfollati. Aiutando a ricostruire la casa di chi l’ha persa, collaboriamo a edificare l’edificio più importante che è la Chiesa di Cristo» – sono state le parole di padre Franco Moscone, appena nominato vescovo, in una lettera ai familiari, agli amici, ai conoscenti e ai fedeli dell’arcidiocesi affidatagli dal Papa, con le quali ha ribadito di voler rispettare il voto di povertà anche da vescovo.

Ed a pochi mesi da quel giorno padre Franco ringrazia, con una lettera, quanti hanno generosamente accolto il suo desiderio.


Cari fratelli e sorelle dell’Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, in occasione della mia ordinazione episcopale chiesi che non mi venissero fatti regali personali, ma piuttosto si aderisse alla colletta, che come Superiore generale della Congregazione, avevo indetto mesi prima per soccorrere le popolazioni del Kerala (India) colpite da una terrificante alluvione. Il cuore buono e sensibile di molte persone ha risposto con generosità. Dai fedeli della nostra Arcidiocesi ho ricevuto la somma di circa 20.000 euro, che ho fatto pervenire a chi si occupa in India di organizzare gli aiuti. Il contributo diocesano, insieme ad altri, ha portato ad oggi ad avere a disposizione una somma di ben 91.000 euro.

I miei confratelli, in collaborazione con i parroci della zona colpita, hanno individuato 8 famiglie, che hanno perso la loro casa ed hanno iniziato i lavori di ricostruzione: una casa è già stata completata.
Siccome gli aiuti sono stati più abbondanti del previsto, sono state individuate altre 5 famiglie da aiutare nella ricostruzione della casa. Nel mese di aprile inizierà la seconda fase e si spera di completare a breve la costruzione di ben 13 case.

Nel frattempo un’altra calamità (un ciclone tropicale in una regione dove non si ricorda a memoria d’uomo fenomeni simili) ha colpito il Mozambico, ed in particolare la città e diocesi di Beira, con famiglie rimaste senza nulla, coltivazioni perse, infrastrutture abbattute (p. es. 22 delle 25 chiese parrocchiali sono state abbattute o rimaste senza tetto!). Conosco la regione, la diocesi, l’Arcivescovo di Beira e tanti missionari e missionarie che lì spendono la loro vita per il popolo locale: ci sono anche miei 4 confratelli (2 spagnoli, 1 nigeriano e 1 mozambicano).

Nei miei impegni e visite di questo fine mese di marzo ho ricevuto offerte e contributi per la “carità del Vescovo”: tra chi mi ha fatto pervenire offerte voglio ringraziare in modo particolare gli alunni, insegnanti e dirigenti della scuola primaria Madre Teresa di Calcutta, che ho visitato sabato 23. Al momento ho ricevuto circa 3.000 euro che farò, quanto prima avere a chi in quella zona si sta occupando dei soccorsi e della ristrutturazione.

Mi sto accorgendo, ogni giorno, che il cuore del mio popolo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo è grande e sensibile alla carità. Il Signore ricompenserà tutti con doni grandi e ci aiuterà ad essere strumenti di moltiplicazione del bene non solo nel nostro territorio, ma nel mondo intero!

Il mio grazie a tutti, sapendo di essere, sono uno strumento della carità, che non è mia, ma di tutti noi!


+ p. Franco, arcivescovo




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