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I chiarimenti di Antonio Girolamo D’Addetta

A seguito della pubblicazione sul nostro portale delle interviste ai candidati sindaco, Antonio Girolamo D’Addetta, che  nella passata amministrazione ha ricoperto la carica di assessore all’assetto del territorio e alla difesa del suolo, ci ha inviato una nota per spiegare chiaramente come si sono svolti i fatti riguardanti il progetto della fogna bianca e della mitigazione del rischio idraulico e dell’impegno da lui stesso attuato per la soluzione del problema degli allagamenti di San Giovanni Rotondo.

Antonio Girolamo D’Addetta ha ravvisato delle inesattezze contenute nelle risposte degli intervistati alla domanda sul progetto della fogna bianca, a lui dunque il diritto di replica per fare chiarezza in merito.

La nota è scritta a titolo personale dall’ex assessore, protagonista in prima persona delle vicende narrate, «per fornire una spiegazione reale e chiara su progettazioni e finanziamenti e non intende in alcun modo dar voce ad altri». Quanto di seguito riportato non è un documento politico e non è nelle intenzioni dello scrivente «supportare la campagna elettorale di alcuna coalizione» - come lui stesso ha precisato nella mail inviata alla nostra Redazione.


In questi giorni di campagna elettorale ho più volte letto e sentito parlare dai candidati alle elezioni amministrative del problema che la maggior parte di loro chiama “della fogna bianca”. Tutti ne parlano come se conoscessero a fondo quello che è stato fatto e quello che si sarebbe dovuto fare e come se fossero tecnici esperti di mitigazione idraulica. A dir la verità, effettivamente, dopo tanti anni di confronti, idee e progettazioni che si sono susseguiti nelle varie amministrazioni, qualcuno dovrebbe essere realmente diventato un esperto. Ahimè, purtroppo non è così! Vengono dette un mucchio di inesattezze!

Il sottoscritto, nell’Amministrazione Cascavilla, ha ricoperto il ruolo di assessore e una delle sue deleghe era proprio quella della difesa del suolo; pertanto, in questi anni mi sono occupato del problema che affligge il nostro paese che non è “della fogna bianca” bensì degli allagamenti a cui la nostra città è soggetta ogni volta che piove.

In virtù di questo mi sono sentito in dovere di cercare di fare un po’ di chiarezza su quello che era lo stato di fatto delle varie progettazioni e dei finanziamenti riguardanti la soluzione del problema degli allagamenti al 14 febbraio 2019, giorno della caduta dell’Amministrazione.

L’argomento non è affatto semplice ed è passato del tempo che sicuramente ha aiutato a confondere le idee a molti. Non ho la presunzione di essere un professore e, pertanto, mi limiterò alla descrizione dei fatti, sperando di essere chiaro.

Il problema, come ho già detto, è l’allagamento mentre le soluzioni sono delle opere ingegneristiche che serviranno a far defluire l’acqua al di fuori del paese. Tali opere nello specifico sono la rete di fogna bianca, anche detta rete pluviale, e le opere di mitigazione idraulica.

Le prime sono realizzate con tubazioni sotterranee di dimensioni che possono arrivare al metro di diametro; non si vedono e si intuisce la loro esistenza per la presenza sulle strade di alcune griglie e caditoie.

Le opere di mitigazione sono opere imponenti, costituite da canali a cielo aperto, in genere rettangolari, con dimensioni di alcuni metri.

Mentre per realizzare le opere di mitigazione occorre il parere dell’Autorità di Bacino per le reti di fogna bianca no.

La realizzazione di opere di mitigazione fa abbassare il rischio idraulico, la realizzazione di reti di fogna bianca no!

Le amministrazioni che si sono succedute negli anni hanno tutte affrontato il problema e ciascuna di loro ha messo un tassello a quella che è la situazione attuale.

Quando ci siamo insediati nel 2016 era stata appena iniziata la costruzione della galleria idraulica a sud del paese ed era stata espletata la gara per la realizzazione di due collettori. Il primo doveva partire da Via Foggia e dopo aver attraversato vari comparti edificatori a sud del paese, collegarsi alla galleria (collettore Ovest), il secondo doveva essere costruito lungo la circonvallazione sul lato Est (collettore Est). Si sarebbe realizzato un terzo collettore su via Turbacci. Tutti e tre i collettori sarebbero dovuti confluire nella galleria. Queste idee progettuali finanziate per 2 milioni di euro con fondi di bilancio e 2,5 milioni accendendo un mutuo sono stato chiamate “Fogna bianca I lotto” e “Fogna bianca II lotto”.

Il termine fogna bianca nel progetto non è stato usato a caso, ma con cognizione di causa. Infatti, facendo ricadere le opere in questa tipologia non è stato necessario richiedere il parere all’Autorità di Bacino (AdB) accelerando così i tempi e riducendo anche i costi. Per la verità il progetto preliminare della galleria è stato mandato all’AdB, ma poi non è stato mai inviato il progetto definitivo così come richiesto dallo stesso Ente. Tale circostanza si può evincere anche dal tanto sbandierato parere dell’AdB arrivato nei giorni scorsi!

A luglio 2016 viene intercettato un finanziamento di circa 4,9 milioni di euro sulla base di un progetto presentato per la realizzazione di opere di mitigazione idraulica. L’idea progettuale del preliminare di questo progetto prevedeva anche qui la realizzazione di due canali, est ed ovest, che poi sarebbero confluiti nella costruenda galleria idraulica.

Poiché il tracciato del progetto preliminare dei lavori di mitigazione idraulica ammesso al finanziamento regionale ricalcava il tracciato del progetto della fogna bianca, fatta eccezione del tratto su via Turbacci, si è deciso di non andare avanti con la sottoscrizione del contratto con la ditta aggiudicataria della realizzazione dei collettori fintanto che non si fosse redatto il progetto definitivo relativo al finanziamento per la mitigazione idraulica di 4.900.00,00 €. Per l’amministrazione è stata preminente l’ipotesi di realizzare delle opere che avrebbero ridotto il rischio idraulico e che comunque erano interamente finanziate dalla regione. Ciò anche al fine di abbassare il rischio idraulico e permettere ai cittadini  che abitano in zona PAI vincolata di poter ottenere la certificazione di agibilità dell’edificio e di scongiurare, stante la situazione attuale, eventuali sgomberi coatti delle abitazioni (si pensi a ciò che è successo con l’ultima alluvione in Sicilia dove sono state coinvolte abitazioni poste in zone vincolate e che non potevano essere costruite in quelle zone).

Con la società aggiudicatrice si è cercato anche una conciliazione (Manfredonia 23.11.2017) proponendo, in tale sede, di fare eseguire alla ditta i lavori di realizzazione del collettore su via Turbacci, unico tratto non comune con il progetto di mitigazione.

A dicembre 2016 sono stati presentati dall’Amministrazione Cascavilla altri due progetti di mitigazione idraulica riguardanti la realizzazione di due canali sulla montagna per intercettare l’acqua proveniente da monte. Il primo sul lato Nord-Ovest di circa 4,9 milioni di euro e il secondo sul versante Nord-Est di circa 9 milioni di euro. Il primo è stato finanziato e verrà gestito interamente dalla Regione. È notizia dell’altro giorno di un incontro tecnico in regione per tale  progettazione a cui erano presenti anche i tecnici del Comune di San Giovanni Rotondo. Come si può vedere non abbiamo raccontato frottole. Per il finanziamento gestito dal comune è stata espletata una gara per la progettazione delle opere che è stata vinta dallo Studio Romanazzi di Bari.

I tecnici dello studio Romanazzi, il RUP e i rappresentanti dell’Amministrazione hanno fatto diversi incontri con i tecnici e i funzionari della Regione e dell’AdB per la realizzazione di un progetto condiviso. In tali incontri si è subito compresa la complessità dell’intervento. Questo è stato il motivo principale per il quale la Regione non ha mai revocato il finanziamento!

Nell’incontro con la Regione e l’AdB del 5 giugno 2018 (verbale trasmesso dall’AdB con nota prot. n. 6985 del 22/06/2018) l’Autorità di Bacino ha rappresentato la necessità di produrre un master plan degli interventi ipotizzando vari scenari con la realizzazione o meno delle varie opere in progetto e finanziate a valle e a monte dell’abitato.

I progettisti in base a quanto richiesto dall’AdB, nonostante non fosse previsto nel loro incarico elaborare uno studio complesso con l’inserimento di opere future che non saranno da loro progettate, hanno redatto il progetto definitivo che poi è stato inviato a gennaio 2019 in Regione per la Valutazione di Impatto Ambientale.

Durante tutto questo tempo sono proseguiti i lavori della galleria idraulica che sono stati interrotti per problemi sopraggiunti alla ditta costruttrice. I lavori sono quasi conclusi rispetto a quanto previsto dal progetto messo a bando. È stata richiesta una variante che comporta un’ulteriore spesa ma che comunque dovrà essere analizzata in virtù anche del progetto presentato per la mitigazione e quindi anche dall’AdB.

Lo studio Romanazzi ha anche, come proposta migliorativa, elaborato un progetto di sistemazione della fogna bianca dei comparti edificatori della parte bassa del paese per un importo complessivo di circa 2,5 milioni di euro. Tali lavori possono essere velocemente messi a gara valutando anche la possibilità di affidarli alla ditta aggiudicatrice dei lavori dei collettori di fogna bianca, ipotesi che gli uffici stavano vagliando con l’ausilio di un legale.

È stato intercettato il finanziamento di 1,5 milioni di euro per la realizzazione di un tronco di fogna bianca all’interno del paese (Via Berlinguer, Via Fatima, Via Di Vagno) che riuscirà ad eliminare l’acqua che si forma in viale A. Moro. Ad oggi è stato firmato il disciplinare.

Le opere descritte non sono semplici e sicuramente ci vorranno anni per la loro realizzazione ma da quanto sopra scritto si comprende che l’Amministrazione guidata da Costanzo Cascavilla, a differenza da quanto oggi in campagna elettorale viene detto, ha affrontato seriamente il problema complesso degli allagamenti trovando finanziamenti e definendo una progettazione condivisa con gli enti sovracomunali quali l’AdB e la Regione. Il parere dell’AdB è un parere sull’intero progetto (master plan) e le prescrizioni vengono fatte anche su opere che non rientrano nella competenza del comune, come ad esempio il trasporto solido che è regolato dalle opere di monte. Tali prescrizioni verranno comunque esaminate in sede di tavolo tecnico per la Valutazione di Impatto Ambientale tra i progettisti e i tecnici dell’AdB e sicuramente verranno trovate idonee soluzione. È nell’interesse di tutti gli enti mettere in sicurezza il territorio!

Sono del tutto false e prive di fondamento le affermazioni che qualcuno ha fatto dicendo che “Uno degli errori è stato quello di non aver messo in contatto lo studio, che ha stilato il progetto, con l’autorità di bacino controllando periodicamente…”. Infatti, esistono atti, come già detto, che smentiscono categoricamente tali affermazioni, probabilmente frutto di una scarsa conoscenza di quello che è stato fatto dall’amministrazione nonostante durante gli anni siamo stati più volte interpellati in consiglio per rispondere proprio a domande sul progetto della mitigazione.

Per rispondere a qualche altro che ha palesato l’intenzione di incaricare un assessore ad hoc per seguire esclusivamente la problematica della mitigazione idraulica, devo dire che costui è arrivato tardi. Costanzo Cascavilla, come al solito, ha anticipato i tempi deputando me quale assessore a tale compito istituendo le deleghe dell’assetto del territorio e della difesa del suolo, probabilmente mai presenti nelle passate amministrazioni.

Anche alcuni dei candidati consiglieri che hanno militato nella passata amministrazione potrebbero affermare l’impegno, la costanza e i buoni risultati che il sottoscritto ha raggiunto se non fosse che con delle firme hanno cancellato i ricordi, le condivisioni e soprattutto, ahimè, l’amicizia che ci univa!


Antonio Girolamo D’Addetta,

già assessore all’assetto del territorio e alla difesa del suolo



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