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La città ricorda il giovane sangiovannese caduto in una Missione di Pace

In una tragica sera del 24 giugno di 20 anni fa, moriva in missione nella base militare di Djakovica in Kosovo, il Caporal Maggiore Pasquale Dragano.

Il giovane bersagliere perse la vita, a causa di un malaugurato incidente, a Pristina, all’età di 21 anni, durante la fase di allestimento di un mezzo militare, proprio mentre nella sua città si festeggiava il santo patrono. Pasquale Dragano fu il primo militare italiano del contingente KFOR a cadere in una missione di pace.

Il ricordo di quel maledetto 24 giugno è una ferita aperta in ognuno di noi e a ognuno di noi, a vent’anni dalla scomparsa, non resta che continuare a ricordare il sorriso e la speranza di cambiamento di un giovane figlio di questa terra, che per la Pace ha donato la Vita.

Nel ventesimo anniversario della sua scomparsa la Città di San Giovanni Rotondo, insieme alla famiglia e alla locale sezione dell’Associazione Nazionale Bersaglieri a lui intitolata, ricorderà il Caporal Maggiore Pasquale Dragano.

Il Sindaco Michele Crisetti, alle ore 18.00 di martedì 25 giugno, depositerà una corona di alloro sulla lapide all’ingresso della piazza a lui dedicata.

Dopo questo momento, le commemorazioni si sposteranno verso la chiesa dell’ITCA dove, alle 18.30, sarà officiata la santa Messa in ricordo di Pasquale.

Seguirà il ricordo del compianto militare sangiovannese e del suo sogno di un mondo senza guerre attraverso proiezioni video e la consegna di riconoscimenti per ricordare il sacrificio di un ragazzo di 21 anni morto in un’operazione di pace.



Ogni volta che ci si ricorda di questo giovane perito a Pristina, tuttavia, il pensiero va anche alla piazza che porta il suo nome e all’incuria e al degrado che troppo spesso hanno caratterizzato questo luogo del ricordo, inaugurato nel 2000.

Troppe volte in questi 19 anni, la piazza simbolo di un dolore e custode di un messaggio di pace è rimasta abbandonata a se stessa, vittima del degrado e dell’inciviltà. Situazioni al limite che hanno evidenziato che a San Giovanni Rotondo il rispetto e il senso civico sono ancora un’utopia.

È inaccettabile che il luogo che ricorda un dramma che colpì l’intera comunità sangiovannese sia abbandonato a se stesso e sia stato trasformato nel tempo in un “bagno pubblico” per gli amici a quattro zampe o in una piccola discarica, dove frequentatori incivili lasciano i resti di una bevuta in compagnia.

L’incuria che ha caratterizzato Piazza Dragano ha fatto e fa indignare tutti indistintamente, ma senza risultati, evidentemente è più facile accettare l’inciviltà e ricorrere periodicamente a una pulizia straordinaria che attuare semplici regole del vivere civile… è più facile vandalizzare che rispettare gli spazi comuni.

Piazza Dragano poteva essere una normale piazza nel cuore della città: una bella piazza dove però nulla è più come prima…

… non c’è più il parco giochi, più volte vandalizzato e quindi rimosso,

… non c’è più la fontana, troppo impegnativa da pulire,

… non c’è la consapevolezza che le piazze devono abbellire una città e non dequalificarla.


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