SponsorSponsor
 

Intervista alla candidata sindaco Nunzia Palladino

La storia del progetto della fogna bianca rappresenta un contributo importante per la nostra città che non merita di essere affrontato solo in campagna elettorale.
Come pensate di risolvere la questione non solo dal punto di vista tecnico ma anche economico? Che tipi di atteggiamento avrete con le ditte appaltanti? – alcune oramai fallite, altre incaricate a fare un lavoro sotto costo (un milione e 200) – Riuscirete a contenere i costi reali per la realizzazione…(valore quattro milioni di euro)?

Sicuramente cercheremo di affrontare tutta la questione con maggiore serietà e cercando di intercettare ulteriori finanziamenti, le tasche dei sangiovannesi sono state messe a dura prova dalle precedenti amministrazioni sia di centro destra che di centro sinistra. Entrando nel merito e nelle soluzioni parliamo di due grossi progetti ben distinti che dovranno necessariamente essere portati a termine dalla prossima amministrazione: quello della fogna bianca e quello della mitigazione del rischio idrogeologico. Il progetto della mitigazione del rischio idrogeologico è finanziato dalla regione per circa € 5.000.000. Inizialmente è stata fatta la gara d’appalto per la progettazione, ma ci sono voluti quasi due anni per mandare il progetto all’autorità di bacino che lo ha bocciato e ha inviato ben quattordici prescrizioni e dichiarando che il progetto non funziona. Uno degli errori è stato quello di non aver messo in contatto lo studio, che ha stilato il progetto, con l’autorità di bacino controllando periodicamente, ciò dovrebbe essere la normale attività della politica. In questo modo è seriamente a rischio la possibilità di continuare ad avere i finanziamenti dalla Regione Puglia. In conclusione: ci sono i soldi, c’è il progetto, ma non c’è il nullaosta dell’autorità di bacino ed è tutto fermo. Per quanto riguarda, invece, la fogna bianca, con una copertura finanziaria intorno ai 4 milioni di euro sono state fatte due gare d’appalto, una per la galleria idraulica e l’altra per la realizzazione di 3 collettori, utilizzando circa 1.200.000 euro. Circa due milioni e mezzo di euro, di cui paghiamo gli interessi, erano stati presi dalla cassa depositi e prestiti, ma mai utilizzati e sono stati aggiunti dei Fondi Comunali (circa 400.000 euro). In conclusione i fondi ci sono, paghiamo interessi, ma di fatto non li hanno spesi e anche qui è tutto fermo. Dopo l’espletamento della gara di appalto, la ditta che risultò seconda fece ricorso, ma il TAR in prima istanza, e il Consiglio di Stato successivamente, diedero ragione al Comune. Quando poi si doveva dare seguito al progetto e la ditta vincitrice doveva presentare la sua progettazione, ci si è accorti che essa non possedeva i requisiti previsti. A questo punto gli amministratori dovevano semplicemente applicare la norma sulle gare d’appalto, passando alla seconda ditta classificata, o addirittura alla terza, se nemmeno la seconda fosse stata in possesso dei requisiti. Perché questa operazione non è stata fatta? Sarebbe interessante rivolgere la domanda agli ex amministratori. Noi faremo semplicemente e finalmente rispettare regole e leggi cercando di velocizzare i lavori e senza far spendere ulteriori soldi ai cittadini.


Una delle criticità maggiori da affrontare per la prossima Amministrazione sarà sicuramente il bilancio, secondo alcuni in crisi o addirittura a rischio dissesto finanziario. Dall’altra parte ci sono 11 milioni di euro non riscossi da alcune attività alberghiere e il continuo aumento della tassa rifiuti per il resto dei cittadini e delle attività.
Quale sarà il suo atteggiamento? Una risposta chiara. Procederà a riscossione del non versato? Se si, ha pensato ad una strategia?

 Si, la situazione economica è grave, i soldi sono stati spesi male e spesso per futili motivi. Il 7 maggio scorso, ho avuto un incontro con la Confcommercio di San Giovanni Rotondo, AssoAlbergatori e DUC (Distretto Urbano del Commercio). In quella occasione mi sono state presentate una serie di proposte tra cui quella di giungere ad una “pace fiscale” attraverso una rottamazione. Potrebbe essere la soluzione per recuperare soldi e per porre fine ad una ingiustizia, tutti devono pagare le tasse anche le attività alberghiere, altrimenti pagano solo i cittadini. Considerando che i termini per la rottamazione e per il saldo e stralcio delle cartelle si sono riaperti, ed è possibile aderire entro il 31 luglio 2019, confermo la nostra disponibilità a concludere definitivamente questo contenzioso secondo le modalità previste dalla legge. Riguardo alla crisi finanziaria del comune, il rischio è reale. L’ex sindaco, e chi si presenta in continuità, continua a parlare di svariati milioni di euro che dovrebbero arrivare tramite progetti che sarebbero stati approntati dalla passata amministrazione. Noi sappiamo bene che averli sulla carta non è come averli nelle casse. Infatti sono stati numerosi i fondi che la vecchia amministrazione si è lasciata sfuggire proprio perché incapace di concretizzare i progetti. In qualche caso sono stati spesi male come per la costruzione di un ostello riservato ai camminatori della via Francigena, ovviamente sempre chiuso. Poi ci sono situazioni economiche che ci trasciniamo da decenni, su questo punto e come in molti casi, destra e sinistra sono uguali.

Questa campagna elettorale, ha finora escluso dalla comunicazione i media locali. Si è palesata da parte di tutte le compagini una sorta di corto circuito comunicativo. Ai media locali non sono stati ad esempio mai girati comunicati stampa ufficiali sui comizi, piuttosto che sulla presentazione dei candidati, sulle liste dei candidati, per arrivare persino ai programmi delle varie coalizioni. E paradossalmente i media hanno dovuto rincorrere sui social o hanno dovuto con il rischio di attingere da canali non proprio ufficiali per proporre notizie.
Considerando il dato di fatto che la nostra Pubblica Amministrazione si è sempre fatta notare per una Comunicazione Istituzionale alquanto discutibile e poco trasparente (per essere buoni) sia verso cittadini, associazioni imprese e altre Amministrazioni Pubbliche che verso i media, una comunicazione spesso di parte finanziata da soldi pubblici ma affidata a professionalità o apparati vicini all’Amministrazione politica di turno, e alla luce di questo vulnus comunicativo in campagna elettorale, i cittadini ed i media possono aspettarsi un approccio nuovo, magari più serio, o la solita approssimazione per favorire “l’amico” chicchessia? E nella prima ipotesi c’è già un’idea su quali siano progetti, mezzi ed idee da sviluppare?

Innanzitutto noi abbiamo fatto un comunicato ufficiale per l’evento di Luigi Di Maio e la vostra testata giornalistica è stata coinvolta, anzi approfitto per ringraziare per il lavoro che fate da diversi anni. Sono pienamente d’accordo con voi rispetto a come è stata gestita la comunicazione ufficiale del nostro Comune, anche l’ultimo incarico è passato per un imbarazzante bando dove non era chiaro chi avesse il compito di scegliere il responsabile dell’ufficio stampa, il portavoce del sindaco, e infatti ha risposto solo un professionista che poi è stato nominato (professionista che ha anche incarichi di comunicazione in Regione per un gruppo politico che a livello locale sosteneva Cascavilla). Aggiungo che molti soldi vengono spesi per la comunicazione ma i cittadini per essere informati si rivolgono a testate come la vostra o altre che invece non ricevono nessun contributo e che realmente fanno informazione. Noi siamo per il coinvolgimento di tutti e per una comunicazione efficace senza inutili sprechi, tutto questo settore va completamente rivisto e riorganizzato rispettando le regole e le leggi, come la legge n. 150/7 giugno 2000, che disciplina le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni. Daremo una delega specifica alla tasparenza e alla comunicazione, questo è uno dei punti più importanti del nostro programma elettorale.

Venite dalla prima esperienza come Movimento 5 Stelle in una Consiliatura, come opposizione. A dire il vero in generale il Movimento ci ha abituato in passato a durissime battaglie politiche da opposizione, quindi essendo la novità locale forse ci si aspettava una opposizione più incisiva in Consiglio e più mediatica fuori, mentre a volte è passata come quasi silente oltre che discontinua visto che più volte è cambiato il nome del Consigliere eletto per dimissioni di varia natura.
Sono più errori di gioventù o conseguenze di un approccio soft voluto, anche se in antitesi con le strategie nazionali?

Né l’uno né l’altro. Le dimissioni dei consiglieri sono stati, purtroppo, dovuti a problemi personali, ma finalmente con il consigliere Biancofiore siamo riusciti ad essere presenti con continuità nel Consiglio Comunale. Francamente non sono d’accordo quando dice che l’opposizione non è stata incisiva o che addirittura a volte è passata in modo silente. Il nostro portavoce è stato l’unico, in questi due anni, ad aver fatto continua opposizione in seno al Consiglio, l’unico ad aver portato interpellanze ad ogni seduta, l’unico ad essere presente ogni giorno presso il Comune. Ogni portavoce ha il suo modo di fare politica, ci sono quelli che la fanno le denunce in piazza, chi davanti ad una telecamera, chi, come il nostro portavoce, presidiando il Comune e gli uffici, vigilando sugli atti e la trasparenza e incontrando le persone sul territorio. Il suo lavoro è stato svolto in stretta collaborazione con gli attivisti del meetup “San Giovanni Rotondo in Movimento”, creando un bellissimo lavoro di squadra. Pensare ad attivisti e portavoce del Movimento esclusivamente come coloro che fanno politica “urlando e sbattendo i pugni” lo trovo riduttivo. Nel Movimento convivono tante “anime” e tanti modi di fare politica, l’importante è che si perseguano gli stessi obiettivi.

È l’unica donna candidata per questa tornata elettorale, mentre l’unico Sindaco rosa della storia è stata Felicia Baldinetti nel 1993. La città non ha quindi una grande storia politica al femminile.
Se e quanto crede sarà determinate questo aspetto per bucare l’elettorato sangiovannese e se finora durante la campagna elettorale ha avuto modo di avvertire un certo orgoglio “femminista” nell’elettorato femminile?

Credo che ormai i tempi siano maturi per un candidato donna. Quanto sta avvenendo a livello nazionale ed europeo è un esempio da seguire. Effettivamente la città non ha una grande storia politica al femminile e anche quando ci sono state figure di donne impegnate, sono comunque rimaste chiuse nella cerchia degli addetti ai lavori che era di natura esclusivamente maschile. La sensazione è che, purtroppo, le donne sono ancora delle “riempiliste” portatrici di voti, praticamente usate dagli uomini destinati al potere. Il Movimento 5 Stelle è decisamente lontano da questa visione. A San Giovanni Rotondo, la presenza delle nostre donne, dotate di forte personalità e grande professionalità, è un sicuro punto di forza. In questo particolare momento storico la presenza di una donna candidata alla carica di sindaco sta bucando l’elettorato sangiovannese in un modo per tanti inaspettato. Avverto fortemente intorno a me l’orgoglio delle donne che cresce: mi fermano donne di tutte le età, spesso sconosciute, madri, nonne, ragazze. Tutte hanno da dirmi qualcosa: un consiglio, una parola di incoraggiamento, una richiesta o semplicemente un saluto. Mi dicono che voteranno me, che questa volta non voteranno secondo le richieste dei mariti, che sono contente che finalmente ci sia una donna, che si sentono rappresentate, che sperano finalmente in un cambiamento. Non è “orgoglio femminista”, ma solo la gioia di vedere finalmente riconosciuto il “genio femminile” e la competenza di una donna al pari di quella di un uomo.


Download PDF
 
 
 
Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. Informativa estesa | Chiudi