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I cittadini di San Giovanni Rotondo si interrogano sull’efficacia del servizio urbano?
di Berto Dragano
E’ già passato l’autobus per il Convento? Quando arriverà il prossimo?
Capita spesso di dover attendere l’arrivo dei mezzi pubblici più del dovuto, comportando rallentamenti nella tabella degli impegni quotidiani. Molta gente si serve degli autobus locali per raggiungere il proprio posto di lavoro e, arrivando abitualmente oltre l’orario stabilito rischia un recupero straordinario, o, nella peggiore delle ipotesi, una detrazione dallo stipendio (specie quando si è costretti a timbrare il famoso “cartellino”). Non viviamo in una metropoli, ma il nostro paese è un “cantiere in continua evoluzione”, dove sempre più si abusa dell’utilizzo della propria auto semplicemente per fare una passeggiata o prendere i propri figli a scuola. Senza contare che il tragitto compiuto quotidianamente dai mezzi pubblici non ricopre l’intero territorio sangiovannese. La metà dei veicoli viene utilizzata come “servizio navetta” per i turisti e quindi tolta alla pubblica esigenza dei cittadini.
La tutela dei bisogni pubblici è un tema delicato a cui è sempre difficile trovare delle risposte, soluzioni. Magari potremmo partire dall’incremento delle linee urbane nelle aree maggiormente trascurate dal transito corrente, provvedendo all’applicazione delle misure giuridiche relative al trasporto di disabili. Nel contesto odierno, la demarcazione tra il concetto di utilità e l’idea di spreco ha uno spessore capillare e quindi facile da oltrepassare.
Cosa rappresenta allora per noi il trasporto pubblico? Un futile sperpero o, un onere economico dal quale trarre il massimo vantaggio?
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Scritto da gsiena il 2006-11-01 14:57:19 Sono d’accordo con l'autore dell'articolo nell'evidenziare uno stato di enorme disagio che i nostri concittadini devono sostenere per una mancata regolamentazione del sistema mobilità di San Giovanni Rotondo. Ritengo che i ritardi sono dovuti a tanti fattori non ultimo la incapacità di assumersi delle responsabilità perché si ledono gli interessi, sia pure legittimi, degli operatori del sistema turismo del nostro paese. Ritengo che ciò ha portato ad appiattirsi su posizioni che nel tempo si sono sempre più consolidate non facendo riflettere più gli amministratori su come programmare l’accoglienza nell’interesse del pellegrino o del cittadino comune perché “pressati” dai tanti altri settori economici. Se riflettiamo su quello che accade da tempo ci accorgiamo che è diffuso il convincimento che ogni programmazione deve andare principalmente nella direzione degli interessi commerciali delle singole strutture che beneficiano di questo enorme flusso turistico. Appena nominato assessore con delega specifica alla mobilità e parcheggi ho preso atto che il nostro sistema di traffico cittadino, e soprattutto di mobilità intorno alla zona conventuale, è impostata come il percorso di un autogrill delle nostre autostrade: si deve costringere il potenziale consumatore a percorrere il percorso più lungo per invogliarlo a spendere. Ma nel nostro caso la differenza è sostanziale perchè al pellegrino non si offrono alternative e viene obbligato a percorrere, a pagamento, un giro vizioso per buona pace di tutti. Naturalmente ha ragione l’autore dell’articolo nell’affermare che questa frenetica corsa all’accaparramento del turista sottrae il servizio al cittadino comune che è costretto ad organizzare la propria mobilità con la propria auto. Se a tutto ciò si aggiunge che ognuno cerca di fare il lavoro dell’altro sconfinando nelle attività esclusive degli addetti alla mobilità possiamo ben capire la enorme confusione e la conflittualità che si innesca tra gli operatori. Dobbiamo renderci conto che dobbiamo invertire la rotta e senza voler innescare alcuna polemica occorre cercare di recuperare il tempo perso e creare la vera novità tentando di regolamentare diversamente il traffico perché questa confusione determina solo una comoda strada per poter giustificare i ritardi nel trasporto pubblico. Per fare delle scelte che siano in contrapposizione con quelle fatte precedentemente, anche dal commissario prefettizio, a cui però purtroppo la nostra amministrazione non ha ancora dato risposte concrete ho subito impostato un lavoro con i tecnici incaricati dal comune per costruire un sistema di traffico, mobilità, parcheggi e trasporto che presenterò in consiglio comunale entro l’anno. In breve i punti qualificanti di questo piano: 1) La gestione dei parcheggi pubblici sarà curata da una ditta, individuata con evidenza pubblica, che avrà il solo compito di assicurare il servizio e la riscossione. Pertanto nelle casse comunali andrà l’intero incasso della tariffa del parcheggio depurato per una minima percentuale per il servizio di gestione. L’obbligo da parte della ditta vincitrice di formare degli ausiliari del traffico che dovranno assicurare la regolarità della circolazione sosta. 2) La regolamentazione del checkpoint con metodi più moderni fatta con la telesorveglianza e GSM in modo da monitorare i pulmans in ingresso ed assicurare il rispetto delle regole. Il telecontrollo deve essere esteso alla ditta del trasporto pubblico in modo da poter avere in qualsiasi momento il controllo delle linee stabilite, il rispetto degli orari ed il numero di passaggi. 3) La ridefinizione delle linee del trasporto pubblico in modo da comprendere percorsi nuovi per dare un miglior servizio ai nostri concittadini. 4) La definizione di un piano del traffico complessivo, su cui sta già lavorando il Politecnico di Milano. A breve comincerà un periodo di sperimentazione prima di arrivare all’approvazione definitiva. Nel mio commento ho voluto abbracciare anche altri temi non affrontati dall’amico Berto Dragano ma ritengo che sono essenziali per dare un senso alla difficile problematica della mobilità e annunciare quello che il mio assessorato sta preparando. Proprio perché comprendo che non bastano gli annunci voglio assicurare che per risolvere nell’immediato alcuni dei problemi, evidenziati nell’articolo, ho convocato una conferenza dei servizi per il giorno 15 novembre per affrontare con il COTRAP ( ditta concessionaria dei trasporti a San Giovanni Rotondo ) la questione del rispetto degli orari stabiliti nel bando e la individuazione di nuove linee che possano integrare quelle esistenti. Giuseppe Siena
| trasporti pubblici Scritto da fdicosmo il 2006-11-01 20:31:20 Anch'io mi trovo in sintonia con l'autore dell'articolo ed aggiungo: L'alimentazione dei mezzi pubblici, quelli dei vigili urbani, ecc... dovrebbe avvenire con energie alternativa (es. elettriche, le quali batterie dovrebbero essere ricaricate con energia fotovoltaica. franco di cosmo | Scritto da Bdragano il 2006-11-03 13:14:47 Ringrazio l'amico Siena per aver dato una risposta concreta ad un disagio che diversi cittadini subiscono. GRAZIE e Buon Lavoro Berto Dragano |
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