Home | Chi Siamo | Guestbook | Forum | Contatti
Sostienici
sabato 04 febbraio 2012
Advertisement















         
News
San Giovanni Rotondo
Editoriale
Politica
Cronaca
Attualità
Cultura e Spettacoli
Sport
Cinema
Comunicati
Opinioni
Alla Redazione
Dagli "amici"
Dintorni
Partecipazione
Archivio News
Febbraio 2012 Marzo 2012
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
Settimana 5 1 2 3 4
Settimana 6 5 6 7 8 9 10 11
Settimana 7 12 13 14 15 16 17 18
Settimana 8 19 20 21 22 23 24 25
Settimana 9 26 27 28 29
Login Form
Username

Password

Ricordami
Hai perso la password?
Non hai ancora un account? Creane uno!
Link Amici
Download
Annunci
Rubriche
Meteo
Il giallo del Parco del Papa Stampa E-mail
Inserito da Redazione   
venerdì 02 gennaio 2009
San Giovanni Rotondo NET - L'ApprofondimentoL’Approfondimento

di Gennaro Palladino







Pubblichiamo di seguito l’approfondimento di Gennaro Palladino sulla complessa vicenda del “Giallo del Parco del Papa” che ha portato il comune di San Giovanni Rotondo a farsi carico di un debito di oltre 1,7 milioni di euro a titolo di risarcimento danni alla famiglia Bramante.
Quanto riportato non fa riferimento né accusa nessuno in particolare delle evidenti negligenze (e non ci spingiamo oltre perché non è nostro compito) commesse da ben oltre 20 anni.
Sappiamo bene che l’iscrizione in bilancio di poste passive in esecuzione di una sentenza non esonera l'Ente Locale da responsabilità considerato che l’obbligatorio controllo dei bilanci da parte della Corte dei Conti porrà in essere tutti gli accertamenti del caso.
Nessuno vuole il male di nessuno. Vogliamo solo che la nostra comunità sappia cosa è avvenuto, cosa dicono gli atti ufficiali e cosa c’è dietro a quello che in tanti, amministratori e non, hanno velocemente liquidato “nascondendo il tutto sotto il tappeto”. Poi, come accennato, se gli organi preposti accerteranno degli illeciti ed altro è giusto che i responsabili se ne facciano carico.
Il nostro invito e quello dell’autore dell’approfondimento è di stimolare attraverso le nostre pagine un confronto sull’argomento, civile e di arricchimento.

 

Prima parte

Non sembra anche a voi di vivere nel paese dei balocchi? Dalle assurdità che circolano in questi giorni, pare di sì. A distanza di vent’anni, nel momento in cui il nostro si conferma un Comune economicamente virtuoso, "alla scurdata" salta fuori una sentenza della Corte di Cassazione che intima al Comune di risarcire la famiglia Bramante per la "modica" cifra di un milione e 721.000 euro per un esproprio risalente al 1986 quando si doveva reperire un’ampia area per l’accoglienza di S.S. Giovanni Paolo II avvenuta il 23 maggio del 1987.

Se le cose stiano effettivamente così, la premessa potrebbe essere pressappoco questa.
Con questo articolo, ci limitiamo a riportare i fatti, così come li ha descritti a Radio Montecalvo il sindaco del tempo, Nicola De Bonis. Intervista (come quella rilasciata al Corriere del Sud) in cui traspare una determinazione dell’allora sindaco nel fare, per l’occasione, le cose alla grande a dispetto di tanti che suggerivano di costruire solo un palco provvisorio.

Della zona in questione, l’attuale Parco del Papa, era già stata espropriata una superficie di 1.000 mq per farci un orinatoio pubblico, per cui sarebbe stata chiesta la restante area al Sig. Bramante il quale avrebbe posto – a quanto dichiarato da De Bonis - il semplice problema che in quel tempo ad occupare quei terreni ad uso pascolo c’erano i sigg. Canistro ai quali, parrebbe, si sia dovuto concedere in proprietà un ettaro di quel terreno come buonuscita per usucapione. De Bonis riferisce che fece presente al Sig. Bramante che l’amministrazione non avrebbe potuto corrispondergli un corrispettivo poiché la Regione Puglia nell’86/87 non aveva ancora stabilito i prezzi di esproprio che vennero emanati negli anni 95/96. Ma - a suo dire - a titolo di compensazione sarebbe stato concesso alla famiglia Bramante un aumento di indice di edificabilità per una loro lottizzazione in Viale Cappuccini e questo accordo - sempre a detta di De Bonis - sarebbe stato siglato e protocollato dal Segretario Comunale alla presenza dell’allora tecnico dell’ufficio comunale ing. Serricchio.

Riferisce inoltre De Bonis di essere intervenuto, quando nel 2000 seppe della sentenza del Tribunale di Foggia, presso l’ex sindaco Avv. Squarcella per informarlo che nulla era dovuto ai ricorrenti in quanto la questione era stata chiusa in virtù di quell’accordo, meravigliandosi del comportamento degli eredi Bramante. Nel momento in cui venne a conoscenza della sentenza della Cassazione, si rivolse anche all’attuale Sindaco Giuliani per delucidarlo sulla documentazione e questi, pare, abbia chiesto una "lettera aperta" in modo da permettergli, ufficialmente, un approfondimento della questione.

A parte la presunzione di De Bonis nel ritenere questa intervista una risposta alla richiesta del sindaco Giuliani, possiamo senz’altro ritenere che, comunque di "carne al fuoco" ne abbia messa tanta.
Se così fosse, sarebbe:
- abbastanza per incuriosire la cittadinanza sulla correttezza della civica amministrazione;
- abbastanza da sollevare più di un interrogativo sulla veridicità di quanto affermato in quanto ad oggi non esiste (o al momento non si trova) alcun atto di quanto detto;
- abbastanza per sollevare perplessità fra i tecnici ed i burocrati di quel tempo;
- abbastanza per una presa di posizione da parte dei sigg. ingegneri locali su un "presunto" aumento di cubatura che possiamo definire "ad personam";
- abbastanza per gli attuali consiglieri comunali, amministratori e politici vari che, seppur impotenti di fronte ad una sentenza definitiva, danno, però l’impressione di voler dimenticare in fretta e voltare pagina.

Con una simile cifra, quante opere e quanti progetti si potrebbero realizzare; quanti servizi si potrebbero offrire e quanti disservizi ed ulteriori tasse evitare ai cittadini. Se volessimo fare una divisione, virtualmente tutti i cittadini di San Giovanni Rotondo compreso i neonati dovrebbero tirar fuori dalle tasche all’incirca 70 euro cadauno per coprire quella cifra. Con i tempi che corrono….!!!

Ma dov’è l’assurdo di questa vicenda? A mio parere è nel troppo silenzio su queste dichiarazioni!

Non è stato perfezionato l’esproprio del terreno, che a quei tempi (86/87), ma anche nel ’95, sarebbe stato di un costo irrisorio.
Chi ha redatto il progetto del Palco del Papa e quello dell’intero Parco avrebbe dovuto conoscere anche gli atti di proprietà.
Ammesso ci fosse stato un atto di donazione, dove potrebbe essere?
Siamo d’accordo con De Bonis quando afferma che in questa faccenda ci sia qualcosa di “illegale”.
La puzza la sentiamo tutti e ci chiediamo, a parte il fatto che adesso bisogna pagare, a chi tocca impegnarsi nel ricercarne le responsabilità?

Nella seconda parte cercheremo di approfondire la questione senza dimenticare che è in atto un altro importante contenzioso della stessa natura.

 


 

Seconda parte 

     Dopo aver illustrato nella prima parte i termini della vicenda del parco del Papa, tentiamo ora di approfondire un po’ la questione senza la presunzione di essere esaustivi. Dalle carte risulta che:

- Con delibera n. 155 dell’11/10/75 il consiglio comunale dava l’autorizzazione all’esproprio del terreno dell’insula F45  da destinare a verde pubblico;

- In data 5/10/77 veniva redatto il tipo frazionamento che divideva detto terreno in a e b rispettivamente pari a 30540 mq e 32324 mq e di cui non c’è alcun riscontro in catasto.

3-Con delibera di C.C. n.129 del 20/03/82 viene approvato il progetto per la recinzione.

- Il Decreto di occupazione d’urgenza n° 48 risale alla data del 15/03/83 con il quale il Sindaco il 03/06/83 dispone la data di immissione in possesso per pubblica utilità (Parco pubblico attrezzato) e non, come asseriva De Bonis in imminenza della venuta del Papa (maggio’87) quando invece con due delibere di consiglio comunale (n° 35 e 37) dell’87 si reiterava la pubblica utilità onde evitare la prescrizione.

 - Delle opere che il Comune si impegnava ad eseguire, solo il primo stralcio è stato eseguito (£.100.000.000) e come tutto il resto non è stato portato a termine.

- La realizzazione del Palco del Papa in cemento armato non era contemplato nel progetto di massima del parco per cui stravolge completamente il progetto originario e per il quale si evince la discordanza nella data di inizio dei lavori (26/03/87) e quella del contratto (in sanatoria) stipulato con la ditta esecutrice dei lavori (15/03/89).

- Idem per l’elettrificazione, la cabina Enel e parte della recinzione.

     In sintesi nel momento in cui dopo dieci anni (giugno 93) si va a verificare l’entità delle opere da realizzare per giustificare l’occupazione dei terreni del Bramante (Fg 58, part.10728, particella 1893 di 30540 mq), si evince dalle dimensioni che non tutta l’area insiste sulla zona F destinate a spazi pubblici e attività collettive ma parte della quale è zona CM con destinazione mista residenziale, commerciale ed artigianale e della quale la famiglia ha lamentato la illegittima occupazione richiedendone la restituzione; gli interventi  risultano assolutamente insufficienti  e che la stessa realizzazione delle opere non ha interessato larga parte della proprietà lasciata in stato di abbandono per un lungo periodo.

     Dal momento in cui trascorsi i termini  il Comune non ha portato a termine quanto progettato per l’esproprio, su ricorso degli eredi Bramante, il Tribunale di Foggia con sentenza  n.1089/2000 condanna il Comune, a titolo di risarcimento danni per occupazione definitiva del suolo, al pagamento di £.4.280.744.564 oltre interessi maturati e spese legali.
Al che il Comune contestando il provvedimento ne chiede la sospensione e ricorre in appello. Alla notifica dell’atto di precetto non sono mancate prese di posizione da parte di quasi tutti i consiglieri comunali dell’epoca (C.C. del 20/10/2000).

Tutti hanno condannato l’operato dei sindaci che si sono succeduti dal 1983 e le gravi responsabilità dei funzionari che dovrebbero garantire una certa continuità da un’amministrazione all’altra.

Non è mancato chi come  Squarcella, seriamente interessato a non lasciar passare la questione, chiedeva un approfondimento sulle responsabilità poiché la legge mette in condizione di ricorrere al Consiglio di Stato e di “promuovere l’azione di responsabilità patrimoniale personale presso la Corte dei Conti” e addirittura proponeva che la vicenda si discutesse” con ampia partecipazione dei cittadini”; chi come Salvatore Mangiacotti nel ricordare l’avvicendamento di almeno 15 amministrazioni, ha posto in evidenza la necessità per il Comune di ”dotarsi di un Ufficio Legale”; chi come Pasquale Cascavilla attribuiva  maggiori responsabilità alla poca attenzione dei funzionari dell’epoca; chi come Gennaro Giuliani nell’attribuire responsabilità in ugual misura sottolineava come i dirigenti hanno disattentamente sottovalutato l’evoluzione giurisprudenziale che avrebbe condannato il Comune a questi notevoli esborsi; chi come Cusenza proponendo di costituire Commissioni d’indagine, metteva in guardia non tanto per queste che hanno avuto ormai una sentenza ma soprattutto per le probabili minacce per qualche altra citazione in corso; oppure chi  come Cavorsi proponeva un tentativo di conciliazione.




     Ed eccoci ai giorni nostri quando con sentenza del 18/02/08 la Corte di Cassazione condanna il Comune al pagamento di Euro 1.596.975,11 l’equivalente di £ 3.092.175.000 (mq 30540 x £ 101,250) come stabilito dalla perizia C.T.U. da rivalutarsi a partire dal 30/06/93 secondo gli indici ISTAT ed interessi legali sul capitale iniziale e sugli incrementi annuali da rivalutazione fino al saldo.

E anche in questa occasione, condanna unanime da parte di tutti i consiglieri comunali per le amministrazioni dell’epoca e non è mancato chi (Mauro Cappucci) ha richiesto di verificare le dichiarazioni apparse sui giornali e se nella ricerca di qualche documento, chissà dove nascosto, possano esserci gli estremi per riaprire il discorso.

     L’ente pubblico per adesso paga ma potrebbe rivalersi verso gli amministratori e dirigenti che si sono macchiati di dolo.

Ebbene oggi nel momento in cui, per pagare, è stato deliberato (n. 38 del 21/10/08), fra l’altro, di contrarre un mutuo per l’importo di € 1.750.000,00 non altrimenti finanziabile, non si riscontra quell’approfondimento auspicato e perfino proclamato in alcune circostanze. Piuttosto si dà l’impressione di voler subito dimenticare e tirare avanti.

Nell’agone politico locale e anche nell’attuale Consiglio Comunale sono ancora presenti molti di quei personaggi che in varie vesti ci rappresentavano in quell’epoca ed in quella seduta di C.C. del 20/10/2000.

- Che fine hanno fatto le buone intenzioni, le proposte, gli impegni proclamati?

- Si è poi tentato una conciliazione?

- Dov’è quella Commissione d’indagine proposta?

- In cosa è consistito l’approfondimento per l’accertamento delle responsabilità?

- E del Consiglio Comunale monotematico aperto al contributo della cittadinanza che ne è stato?

L’utilità e la necessità di un approfondimento per arrivare a delle responsabilità dipendono anche dalla spinta dell’opinione pubblica e conosciamo bene e purtroppo quella sangiovannese!

Io personalmente temo che, sebbene il depuratore sia stato allontanato, “una certa puzza” continueremo comunque ad avvertirla! E…..tanta!

 

Gennaro Palladino




Commenti
buon anno
Scritto da andrea il 2009-01-03 22:19:27
Si parlava anche di altre cause pendenti per una cifra attorno ai 7 milioni di euro. (gennaro mi confermi?) 
Certo è una bella batosta per la nostra città.  
Sensibilizzare i Sangiovannesi non è difficile, è inutile. Qui ognuno tende ad occuparsi esclusivamente del proprio orticello.  
Io spero solamente che l'anno 2009 sarà l'anno dei conti.. però di corte!  
 
 
Presidente AG 
Andrea Piano 
347/0340003 
 
.......
Scritto da gennaropalladino il 2009-01-04 21:31:52
ciao andrea 
mi dispiace non poterti dare conferma per tutte le altre cause pendenti.possiamo sperare quanto vogliamo per un intervento della corte dei conti,una cosa è certa sarà sempre pantalone a pagare.ogni popolo ha il governo che si merita.il nostro è un popolo benedetto dalla provvidenza ma destinato al bivacco e preferisce tenere gli occhi chiusi. approfitto per ricambiare gli auguri alla redazione e a tutti gli amici che intervengono su questo portale 
gennaro palladino
puzza? si di marcio!
Scritto da erbacchetta il 2009-01-04 22:35:38
il depuratore non è stato allontanato ma anche se lo fosse continueremmo a sentire la puzza delle "fontanelle" dei tombini che eruttano liquami per le strade in un paese che pur essendo in altura non riesce a smaltire acque bianche e nere per una totale assenza di programmazione urbanistica e di infrastrutture 
la vicenda parco del papa è solo un aspetto di questa assenza di programmazione delle varie amministrazioni che si sono succedute e che si succederanno (già, perchè continuano a ripetere gli errori passati) 
perchè avviene questo? credo che la causa principale sia riconducibile alla singolare e perversa interazione politico di turno-impiegati e tecnici comunali 
il primo conscio di essere molto provvisorio tenta di provvedere al più presto al proprio personale tornaconto e non esercita alcuna funzione di controllo sugli addetti comunali, quest'ultimi, che potrebbero garantire una certa efficienza aldilà dei governi cittadini che si succedono, evitano di rimboccarsi le maniche perchè il lavoro nobilita sì ma affatica pure 
risultano dunque ancora più singolari e divertenti le varie prese di posizione dei politici menzionati nell'articolo come se volessero chiamarsi fuori dalle proprie responsabilità  
pertanto tutte le vicende irrisolte o risolte a caro prezzo -per le tasche dei cittadini e in un momento economico così difficile- scaturiscono principalmente dal menefreghismo di tutti gli attori interessati alla gestione della cosa pubblica.. 
ma tanto , dirà qualcuno, c'è la buona stella di p.pio che accomoda tutto, s.giovanni è al riparo dalla grande crisi, la qualità della vita è elevata(?), abbiamo pure la pista di ghiaccio, ma perchè fare sempre polemiche? 
massì, volemose bene 
Accordo protocollato: Un errore
Scritto da cristallo55 il 2009-01-07 21:11:51
Quando leggo che la famiglia Bramante fa causa per il risarcimento contro il Comune e l'allora sindaco De Bonis che parla di un accordo sull'indice di edificabilità protocollato a questo punto dico che è stato un'errore per l'amministrazione comunale del'epoca fare questo accordo sull'indice alto, ma che invece bisognava accordarsi sulla cifra in denaro, come avviene sempre quando gli enti fanno espropri. Ormai il dado è tratto: il Comune, con le tasche dei cittadini, dovrà pagare e basta. E' una vergogna! Siamo il paese dei balocchi.

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Per favore connettiti al sito o registrati.

Powered by AkoComment 2.0!

< Prec.   Pros. >
Le news inserite su questo portale possono essere pubblicate su altre testate a condizione che ne venga di volta in volta citata la fonte www.sangiovannirotondonet.it
Home | Contatti | Disclaimer
Blog dell'Associazione Culturale "Cambio rotta"
San Giovanni Rotondo (FG)
Codice Fiscale 92031150714
Tutti i diritti sono riservati