Home | Chi Siamo | Guestbook | Forum | Contatti
Sostienici
mercoledì 08 febbraio 2012
Advertisement















         
News
San Giovanni Rotondo
Editoriale
Politica
Cronaca
Attualità
Cultura e Spettacoli
Sport
Cinema
Comunicati
Opinioni
Alla Redazione
Dagli "amici"
Dintorni
Partecipazione
Archivio News
Febbraio 2012 Marzo 2012
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
Settimana 5 1 2 3 4
Settimana 6 5 6 7 8 9 10 11
Settimana 7 12 13 14 15 16 17 18
Settimana 8 19 20 21 22 23 24 25
Settimana 9 26 27 28 29
Login Form
Username

Password

Ricordami
Hai perso la password?
Non hai ancora un account? Creane uno!
Link Amici
Download
Annunci
Rubriche
Meteo
In ascolto della “Parola” Stampa E-mail
Inserito da Redazione   
venerdì 06 febbraio 2009

San Giovanni Rotondo NET - In ascolto della ParolaV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

“Guarì molti che erano affetti da varie malattie”

a cura di
d
on Salvo Miscio








LITURGIA DELLA PAROLA

 

 

Prima Lettura

Notti di affanno mi sono state assegnate.

Dal libro di Giobbe

Gb 7,1-4.6-7

Giobbe parlò e disse:

«L’uomo non compie forse un duro servizio sulla terra e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?

Come lo schiavo sospira l’ombra e come il mercenario aspetta il suo salario, così a me sono toccati mesi d’illusione e notti di affanno mi sono state assegnate.

Se mi corico dico: “Quando mi alzerò?”. La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all’alba.

I miei giorni scorrono più veloci d’una spola, svaniscono senza un filo di speranza. Ricòrdati che un soffio è la mia vita: il mio occhio non rivedrà più il bene».

 

 

 

 

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 146 (147)

R. Risanaci, Signore, Dio della vita.

 

È bello cantare inni al nostro Dio, è dolce innalzare la lode. Il Signore ricostruisce Gerusalemme, raduna i dispersi d’Israele. R/.

 

Risana i cuori affranti e fascia le loro ferite. Egli conta il numero delle stelle e chiama ciascuna per nome. R/.

 

Grande è il Signore nostro, grande nella sua potenza; la sua sapienza non si può calcolare. Il Signore sostiene i poveri, ma abbassa fino a terra i malvagi. R/.

 

 

 

 

Seconda Lettura

Guai a me se non annuncio il Vangelo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

1 Cor 9,16-19.22-23


Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!

Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.

Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.

 

 

 

Canto al Vangelo

R. Alleluia, alleluia.


Cristo ha preso le nostre infermità

e si è caricato delle nostre malattie.


R. Alleluia.

 

 

 

 

 

Vangelo

Guari molti che erano affetti da varie malattie.

Dal vangelo secondo Marco

Mc 1,29-39


In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».

E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

 

 

 

 

 

 

 

Guarire annunciando il Vangelo

 

 Giobbe, dinanzi alla sua condizione di malato caduto in disgrazia, dopo aver perso tutti i suoi beni e i suoi figli, non maledice Dio, come suggerisce la moglie, ma accetta il dolore. Tutto è dono per Giobbe e come si accetta il bene, bisogna accettare anche il male (I lettura). Così come Paolo accetta, oltre alla missione di annunciare il vangelo, anche tutti gli oneri di un così grande impegno. Non ne fa un motivo di vanto ma di servizio (II lettura).

 Anche Gesù Cristo vive la sua missione di liberazione dalle tante schiavitù, come la malattia, il demonio, il peccato senza perdere di vista la priorità dell’annuncio. Per questo è venuto e da questo non è distratto nemmeno dal successo, dalla folla e dalla popolarità (Vangelo).

 La più grande guarigione avviene lì dove viene annunciato il Vangelo.




Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Per favore connettiti al sito o registrati.

Powered by AkoComment 2.0!

< Prec.   Pros. >
Le news inserite su questo portale possono essere pubblicate su altre testate a condizione che ne venga di volta in volta citata la fonte www.sangiovannirotondonet.it
Home | Contatti | Disclaimer
Blog dell'Associazione Culturale "Cambio rotta"
San Giovanni Rotondo (FG)
Codice Fiscale 92031150714
Tutti i diritti sono riservati