Riproposizione di interpellanze in Consiglio Comunale
Inserito da Redazione
venerdì 06 febbraio 2009
I quesiti del consigliere Matteo Cappucci
Al sig. Presidente del Consiglio Comunale
Di San Giovanni Rotondo
Il sottoscritto consigliere comunale Matteo
Cappucci nel premettere che nella seduta del Consiglio del 5 settembre 2008 (Question Time) presentò n. 2
interrogazioni che ad ogni buon fine si riportano sinteticamente:
1)la scarsa pulizia delle nostre strade e in particolare
del Centro storico e di piazza padre Pio offrivano una deplorevole immagine del
nostro paese.
A tale proposito
l’interrogante proponeva:
a) di intervenire sulle ditte appaltatrici per una più
idonea organizzazione del lavoro soprattutto nel centro storico;
b) installare in alcuni punti del paese appositi
posacenere dove depositare i mozziconi e i filtri delle sigarette;
c) attivare una campagna di sensibilizzazione dei cittadini
con manifesti o altre iniziative ritenute idonee sulla necessità di tenere
pulita la città.
L’assessore
delegato nella sua risposta concordava sia sulla diagnosi( strade sporche) sia
sui rimedi proposti.
A distanza di ben 5
mesi gli impegni assessorili solennemente assunti si sono rivelati delle vuote
dichiarazioni prive di atti concreti, tant’è che la situazione denunciata è
rimasta inalterata se non peggiorata.
2)con la seconda interrogazione si chiedeva di conoscere
quale era la situazione del PUG (Piano Urbanistico Generale), quali erano gli
intendimenti della Giunta e se erano state presentate nuove proposte dal
Politecnico di Milano.
L’assessore
all’Urbanistica rispondeva che vi era “la ragionevole certezza” che l’incarico
sarebbe stato confermato al Politecnico.
Si ripropongono le
stesse domande, visto che dopo ben 5 mesi il Consiglio comunale (competente in
materia urbanistica) non ha avuto alcuna informazione al riguardo.
L’interrogante non può non stigmatizzare il
comportamento dell’Amministrazione comunale che di fatto mortifica il ruolo
essenziale dei consiglieri che si vedono chiamati a rappresentare un simulacro
di democrazia e quindi puramente formale, con la presentazione delle
interrogazioni e delle relative proposte che il Sindaco o gli assessori fingono
di prendere in considerazione e che poi bellamente dimenticano senza fornire
alcuna spiegazione.
Matteo Cappucci
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