1° CARNEVALE INTERCOMUNALE San Giovanni Rotondo – San Marco in Lamis – Rignano Garganico 22–23–24 febbraio 2009
<Ritorno al passato per costruire il futuro>. È questa la mission del “Carnevale dei nostri nonni”, per la prima edizione del Carnevale intercomunale.
Se qualcuno si aspetta un carnevale all’insegna della solita sfilata resterà deluso. “Il carnevale dei nostri nonni” è il primo passo verso una sinergia costante tra i Comuni di San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis e Rignano Garganico.
Per le vie principale dei tre centri garganici, sfileranno le maschere tradizionali con tutta la loro storia. “Lu Carlucce”, “lu Scekavone” e la “la Pacchiana”, costumi simbolo di San Giovanni Rotondo; “li Muntagnole” di San Marco in Lamis. Non mancheranno le rappresentazioni storiche de la “Morte del Carnevale”, “li Strammullette”, “lu Spusalizie” e li “Ditt’” di Rignano.
L’iniziativa, il Carnevale intercomunale, nata da un’idea di Angelo Marino, presidente della Pro Loco di San Giovanni Rotondo, è stata accolta dalle altre tre associazioni di promozione del territorio e sostenuta dalle Istituzioni cittadine.
<Abbiamo accolto con grande entusiasmo l’idea di ricordare chi siamo>, sostengono all’unisono Michelangelo Lombardi, sindaco di San Marco in Lamis, Gennaro Giuliani primo cittadino di San Giovanni Rotondo e Matteo Orlando vice sindaco di Rignano. <Il Carnevale intercomunale – spiega Lombardi - è solo il primo passo verso una costante collaborazione che vedrà impegnate le tre strutture cittadine in altri settori quali la protezione civile, la sicurezza e il turismo>.
C’era bisogno solo di un input deciso, per trasformare una idea in un progetto concreto: <I responsabili delle Pro Loco – puntualizza Giuliani – hanno trovato terreno fertile, in quanto tra i tre sindaci esiste già una ampia sintonia su molti temi>. Per Orlando la manifestazione carnascialesca rappresenta una buona occasione per programmare, unitamente alle altre realtà, un futuro migliore per Rignano: <Le ristrettezze economiche finanziarie non ci consentono di programmare un piano d’azione che possa arginare il problema della migrazione verso le città del Nord Italia di tanti giovani rignanesi. Noi – continua il vice sindaco -, in qualità di amministratori della cosa pubblica, ci sentiamo in dovere di battere tutte le strade possibili per poter garantire un avvenire ai nostri concittadini. La collaborazione e la sinergia con i Comuni di San Marco e San Giovanni potrebbe aprire nuovi percorsi positivi>.
Costruire una rete. Un sistema, basato sulla solidarietà: <Esattamente – conferma il sindaco sammarchese -. Mettersi insieme. Lavorare gomito a gomito per affrontare la crisi economica e morale che attanaglia la nostra società. Creare una forza in grado di scacciare definitivamente i problemi condivisi dalle nostre comunità. Un ruolo fondamentale in tale percorso lo avrà, senza dubbio, la società civile>.
Un obiettivo quest’ultimo che potrebbe essere centrato nel futuro più immediato: <Oltre al carnevale – sostiene il primo cittadino della città di San Pio – c’è la condivisione di numerosi progetti culturali. La prossimità dei tre territori ci impone di pensare ad una serie di iniziative che arricchiscano il programma intellettuale di tutti. Sono questi i reali benefici dello stare assieme>.
Le tre collettività hanno già dimostrato di possedere elementi omogenei: <La storia sociale ed economica dei tre comuni – ricorda Orlando – è molto simile. Vi sono tante storie popolari uguali. Ecco, il punto è proprio questo: ricordare. Richiamare alla memoria di tutti i valori di una volta. Recuperare un passato per costruire il futuro>. Dal “Carnevale dei nonni”, dall’allegria dell’evento, alla costruzione di un insieme che possa dare risposte alle popolazioni e, non da ultimo, che avvicini le istituzioni ai cittadini: <Abbiamo valutato l’opportunità di istituire una Unione di Comuni per sfruttare e promuovere al meglio tutte le risorse che il nostro territorio ci offre. In merito al solco creatosi tra istituzioni e cittadini crediamo che una manifestazione di questo tipo (il carnevale, ndr), che di sua natura induce a “sbeffeggiare”, ironicamente, autorità ed istituzioni, costituisce una cartina di tornasole di come gli organismi amministrativi vengono percepiti dalla gente comune. Paradossalmente potrebbe essere proprio la "qualità dello sberleffo", quando non becero e volgare, a misurare senso civico e gradimento delle istituzioni fra la gente>, chiosano Giuliani, Lombardi e Orlando.
Una collaborazione “tra garganici” suggellata dal patrocinio morale della Provincia di Foggia e del Parco nazionale del Gargano, il cui presidente, avv. Giandiego Gatta, ricoprirà anche il ruolo di presidente della giuria.
Michele Gemma
IL CARNEVALE DEI NOSTRI NONNI.
1° CARNEVALE INTERCOMUNALE
SAN GIOVANNI ROTONDO – SAN MARCO IN LAMIS – RIGNANO GARGANICO
22 – 23 – 24 febbraio 2009
PROGRAMMA
22: SAN MARCO IN LAMIS
ORE 14:30
Sfilata dei Gruppi in maschera per le vie della citta’
A seguire, Villa comunale
Spettacolo e coreografie dei partecipanti
23: RIGNANO GARGANICO
ORE 14:30
Sfilata dei Gruppi in maschera per le vie della citta’
A seguire, Villetta comunale
Spettacolo e coreografie dei partecipanti
I Sagra delle Chiacchiere e delle Scarpedde
24: SAN GIOVANNI ROTONDO
ORE 14:30,partenza nei pressi Giudice di Pace
Sfilata dei Gruppi in maschera per le vie della citta’
Rappresentazione de “La Morte di Carnevale”,a cura della Nuova Compagnia di Teatro Popolare
A seguire, Piazza dei Martiri
Spettacolo e PREMIAZIONI. Presenta: Floriana Rignanese
in caso si maltempo gli spettacoli di martedì pomeriggio in San Giovanni Rotondo si svolgeranno all’interno del parcheggio pozzocavo
Martedì 24 febbraio 2009, durante l’ultima sfilata del 1° Carnevale Intercomunale, a San Giovanni Rotondo va in scena l’antico rituale della “Morte di Carnevale”, un evento culturale interpretato dalla “Nuova Compagnia di Teatro Popolare”.
Tradizionali riti pagani, sull’impronta delle antiche danze dionisiache, suoni di corno e cortei, saranno accompagnati da una rappresentazione che vuole celebrare il funerale di Carnevale, con canti, processioni, lamenti prefici e vedove in lutto. Una cerimonia che fa da stura al periodo di divieti e astinenze che è la Quaresima.
La NCTP inscena questo avvenimento in chiave artistica, per una riflessione sull’estrema vanità del mondo, sulla caducità dell’uomo e la sua morte, sull’inevitabile alternanza di gioia e dolore.
La “Morte di Carnevale” trae le sue radici storiche da antichissimi riti pregreci ed è un evento patrimonio della tradizione di molte regioni italiane, soprattutto meridionali. Periodi in cui i lavori stagionali della campagna avevano una tregua, durante il Carnevale i ruoli sociali venivano rovesciati e in cui si potevano liberare finalmente le pulsioni represse della civiltà agropastorale del Meridione. Tradizioni complesse del Mezzogiorno che attingono ai riti del risveglio della natura e ai Saturnalia romani.
Il rito di Carnevale Morto messo in scena dalla NCTP, si sviluppa essenzialmente in un pubblico processo, dopo i lamenti ed il pianto delle vedove inconsolabili.
Apre il corteo un monaco pazzo e volgare, dalle fattezze grossolane, accompagnato da un fraticello che porta l’occorrente per la benedizione.
A seguire c’è la banda, composta da improbabili musicisti, che alternano marce funebri a balli tradizionali. Subito dietro, c’è il feretro di Carnevale: “un fantoccio di poveri panni imbottito di paglia che oscenamente scopre le vergogne sul davanti, un bisunto cappellaccio, un fiasco tra le rozze braccia”, portato in spalla da quattro necrofori dotati di fiaschi di vino per ristorarsi durante il tragitto funebre. Il feretro è seguito dalle sette vedove inconsolabili di Carnevale, tra le quali ne spicca una, incinta, che darà alla luce, alla fine della rappresentazione, il figlio di Carnevale, di nome Carnevalicchio.
Seguono le Autorità, vale a dire il Prete, per dare l’ultima benedizione al morto e al popolo, il Notaio che leggerà il Testamento di Carnevale, e il Medico che elencherà le innumerevoli malattie di Carnevale e la causa della sua morte.
Alla fine del processo, si canta e si balla attorno al feretro di Carnevale, a esorcizzare la morte e a inneggiare alla vita.
Lazzaro Del Sordo
NCTP
Commenti
Speriamo bene. Scritto da feliciotto il 2009-02-19 18:01:20Mi auguro che questa edizione dia risalto al nostro carnevale, ormai da parecchi anni in coma profondo di soldi, idee e partecipazione. Questo grazie soprattutto al comune che per il carnevale non ha mai fondi a sufficienza.
UN EX CAPOGRUPPO DI GRUPPI IN MASCHERA.
bravi Scritto da scarale il 2009-02-19 18:29:30Sono a conoscenza del lavoro che l'indomito Angelo sta facendo per realizzare questo carnevale. Se i nostri bambini e ragazzi avranno modo di passare qualche giorno in allegria è merito suo e di tutta la proloco.
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