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Al Direttore de "Lo Sperone Nuovo" Stampa E-mail
Inserito da Marianna Alicino   
domenica 19 novembre 2006
ImageLei, Direttore Scarale, che elementi ha per ritenere offensiva tale verità?
di Ciro Marino






Al Direttore de “Lo Sperone Nuovo”:

Ho apprezzato l’articolo “L’insolenza” pubblicato sull’ultimo numero de “Lo Sperone Nuovo”: chi insulta dovrebbe avere almeno il coraggio di dichiararsi.
Di seguito ho fermato la mia attenzione sull’articolo che mi coinvolge: "Una rievocazione inutile, anzi offensiva, alla verità storica".

L’articolista, Leandro Vincitorio, legittimamente, corregge in parte il ritratto del suo avo, Leandro Giuva, tracciato nel catalogo/libro che ha sussidiato la mia mostra sull’Eccidio del  14 Ottobre 1920.
Da un colloquio con Vincitorio ho poi appurato che il titolo, “contraddittorio” al testo da Lui scritto, è da attribuire unicamente al direttore del giornale: Giovanni Scarale. Penso, che il Direttore Scarale, forse ostacolato dalla fontana “ossario” o dalla mancanza dei lecci di Piazza dei Martiri, non abbia potuto recarsi a vedere la mostra, né abbia potuto constatarne l’incidenza.

La “rievocazione inutile” ha interessato molte scolaresche e molti sangiovannesi che non sapevano nulla delle nefandezze fasciste perpetrate contro il nostro Popolo.
La “verità storica”, invece, rimane tutta aperta: interpretando i pochi documenti disponibili, io ho detto la mia.

Lei, Direttore Scarale, che elementi ha per ritenere offensiva tale verità?
A conclusione mi viene in mente il detto “Parlare bene e razzolare male”: Lei, povero sansebastiano, lamenta le fenditure di insolenti freccette per poi “sparare” insolenze anche un po’ meschine.  

P.S.Nel caso volesse pubblicare quanto suddetto mi permetta indicarne il titolo: L’insolenza.

Con anti-pathos, Ciro Marino

 

Commenti
Ancora con sti Fascisti?
Scritto da andrea il 2006-11-19 12:47:24
Innanzi tutto dobbiamo iniziare a capirci: Ha cercato di testimoniare, di portare alla ribalta, un fatto storico o una sua personalissima idea di come sono andate le cose? 
Perchè ha sempre parlato di storia, ora, però, inizia a dire che è una sua personale visione, una sua personale idea di come si sono svolti i fatti basandosi su interpretazioni dei pochi documenti reperiti.  
Il che cozza mostruosamente con la parola storia. 
Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero, bisognerebbe dire anche che è solo una personalissima visione, e non offendere gli altri cittadini, che non concordano con la sua visione.  
Chissà se poi la pacifica manifestazione per ammainare la bandiera Italiana, era uguale alle pacifiche manifestazioni degli attuali pacifisti.
La fuga dei cervelli.
Scritto da luprianaro il 2006-11-19 13:53:46
Difendiamo i cervelli che non fuggono. I nostri cervelli. Bravo Ciro Marino per aver ricordato una terribile pagina della nostra storia locale.
eccidio di san giovanni
Scritto da fini il 2006-11-20 15:27:21
a me è piaciuta molto la mostra di marino, ho persino visto e ascoltato tutto il dvd. una scelta coraggiosa che per lo meno ha cercato di delineare lo scenario di quell'evento. l'accostamento con gli imbecilli che inneggiano ai caduti di nassirya è tanto stupido quanto le proteste dei parlamentari neofascisti, che calcano e strumentalizzano episodi perpetrati da sporadici imbecilli. dimenticavo, se avete un'idea di come sono andati i fatti sull'eccidio di san giovanni perchè non vi fate dare i documenti da marino e cercate di farlo voi un controdossier, sono proprio curioso di vedere le conclusioni che siete in grado di trarre. ciao a tutti. bravo CIRO!FINI
Scritto da PLAMIC il 2006-11-20 16:27:07
Ho letto anche io sullo Sperone Nuovo di Novembre l'articolo firmato da Leandro Vincitorio che mi ha lasciato sbigottito. Apprendo solo ora che Vincitorio è parente di Giuva anche se lo avevo intuito dalla strenua difesa che faceva del suo avo. Comunque questa non mi pare una ragione sufficiente per screditare lo sforzo di Ciro Marino che credo non abbia mai avuto la pretesa di considerare la sua mostra ed il suo lavoro come qualcosa che decretava la definitiva verità e metteva fine al dibattito sull'eccidio del 1920 a distanza di 86 anni. Ciro Marino ha inteso riportare all'attenzione di tutti, attraverso il suo linguaggio, un pezzo della storia di questa città, che non è mai stato sufficientemente dibattuto un pò per pudore, un pò per opportunita politica o forse solo per inettitudine di chi avrebbe dovuto raccontare di più e meglio. Ben venga il lavoro di Ciro Marino se questo significa dare la possibilità soprattutto ai giovani delle scuole di non essere privati della conoscenza di un pezzo di storia locale. Magari alle elementari, alle medie o alle superiori avessi avuto anche io la possibilità di apprendere dell'eccidio del 1920, cosa che ho fatto solo più tardi. Il lavoro di Ciro Marino è frutto di un accurato studio della documentazione esistente. La sua verità può non piacere a molti ma rappresenta per questi una occasione per raccontare la loro verità, per fare una controstoria, se lo ritengono necessario e soprattutto se ne hanno la voglia e la capacità. Non è sufficiente dire che Ciro Marino racconta fandonie ma bisogna saperlo dimostrare. Nel caso specifico, quello che mi pare abbia scatenato le ire di Vincitorio, sia il ritratto non proprio edificante, a suo dire, che è venuto fuori del suo avo Giuva. Evidenziare responsabilità che a vario titolo alcuni personaggi hanno avuto nell'eccidio del 1920 non significa cancellare automaticamente quanto di buono hanno fatto relegandoli per sempre nel girone dei cattivi. Credo sia opportuno considerare i fatti, le responsabilità dei singoli, senza mai slegarli dal contesto storico dell'epoca. 
Mi sento di esprimere ancora una volta la mia personale solidarietà a Ciro Marino per il suo coraggio e per l'impegno profuso su un progetto che considero di valenza culturale ancor prima che artistica. 
 
Michele Placentino
STORICI LOCALI
Scritto da MATTEOBA il 2006-11-20 20:31:51
L'eccidio del '20 a SGR è entrato nella mia vita solo alla fine degli anni '80, durante la presentazione del libro di Don Giosuè Fini e Antonio Ripoli nel salone della chiesa di San Giuseppe. Per me era inammissibile, che un militante della sinistra e cittadino di SGR attento ai fatti politici quale ero io, all'epoca, non avesse mai sentito parlare di un evento così imporatante della mia città. Subito dopo mi sono impegnato a ricercare la documentazione su quell'evento: il libro di Mascolo, i manuali di storia contemporanea, le storie del PSI e del PCI. In alcuni, quei fatti, venivano richiamati nelle note ma tanti non accennavano minimamente alla morte di quei contadini in Piazza dei martiri. C'è stato l'oblio su quei morti. Non solo da parte della storiografia nazionale ma soprattutto da quella locale. La rievocazione fatta da Ciro Marino è il contributo di un artista, normalmente i drammaturghi, i musicisti, i pittori ecc. rilegono i fatti storici attraverso la loro arte ma solo dopo che gli storici nel corso degli anni fanno diventare gli eventi condivi da una comunità. 
Lo “sciopero”, come chiamavano l'evento i nostri anziani, non è stato spiegato dai nostri storici locali nonostante molti abbiano scritto libri sulla storia locale e non sono riusciti a farlo diventare una pagina di storia condivisa forse perchè incapaci di essere veri storici? Dunque ben venga un artista che paradossalmente precorre i tempi ad 86 anni da fatti volutamente dimenticati. 
 
Matteo Barbano
Una doverosa precisazione a Ciro Marino
Scritto da Lenadro Vincitorio il 2006-11-25 13:40:46
Nell'articolo titolato "Una rievocazione inutile, anzi offensiva, alla verità storica" non riesco a capire perché Ciro Marino se la prenda tanto 
con il Direttore dello "Sperone Nuovo", che, nel ritenere inutile commentare tale rievocazione, in un primo momento era anche propenso ad optare per un più opportuno "no comment". È risaputo che i Direttori dei giornali, dopo aver letto, valutato e deciso se pubblicare o meno un articolo, danno il titolo che ne sintetizza il senso. Il senso del mio articolo è stato in generale discorde dal significato conclusivo della ricostruzione storica, in particolare dà una smentita categorica al commento dato alla figura di mio nonno Leandro Giuva, storicamente non vero. Mi dissocio, quindi, e non intendo essere coinvolto in eventuali finalità a me sconosciute o a personali dissapori. Per il bene del paese sarebbe molto meglio cooperare più che litigare, pertanto ritengo utile riproporre qui di seguito un passo del mio articolo: "non dimentichiamo che "la vera storia" è discussione e ragione insieme, è confronto e capacità di individuare gli errori commessi nelle circostanze temporali e oggettive del momento storico analizzato, è partecipazione e interesse per la cosa pubblica, è la forma di vita di esseri umani solidali, ricchi di amore per la propria terra, disposti a mettere in comune il meglio di sé, tempo, capacità e risorse."  
 
Leandro Vincitorio
Scritto da NEMO il 2008-05-06 14:53:44
HO LETTO SOLO OGGI I VARI INTERVENTI IN MARGINE ALLA MOSTRA DI CIRO MARINO SULL'ECCIDIO DEL 14 OTTOBRE 1920 A SAN GIOVANNI ROTONDO. SI TRATTA DI UNA PAGINA ASSAI DOLOROSA DELLA STORIA DI SAN GIOVANNI ROTONDO, E PRIMA DI ESPRIMERE DEI PARERI, BISOGNA CONSULTARE TUTTI I DOCUMENTI ESISTENTI SULLA QUESTIONE, E NON FARSI PRENDERE DALLA VOGLIA DI SOSTENERE SOLO TESI DI PARTE. SOSTENERE

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