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"L'eolico sul Gargano" Stampa E-mail
Inserito da Marianna Alicino   
domenica 26 novembre 2006
ImageL’Associazione "Cala la sera" chiede dibattito










Pubblichiamo uno scritto di Gelormini che tratta dell'argomento "L'eolico sul Gargano" inviatoci dall’Associazione culturale “Cala la sera” che intende chiedere supporto alle altre associazioni della città per cominciare a discutere di questo specifico argomento.
Il tema potrà essere eventualmente oggetto di prime discussioni qualora il progetto della rete di associazioni vada in porto.
Altrimenti l’Associazione “Cala la sera” propone comunque di discuterne sul portale o tramite incontri per raggiungere risultati concreti. L’associazione chiarisce l’intento di voler unitamente schierarsi contro le Pale Eoliche sul Gargano per iniziare a parlare seriamente di questo problema. Inoltre aggiunge: “Impegniamoci e facciamo sentire la nostra voce, raccogliendo firme, indicendo una votazione cittadina perché, a quanto pare, sembra che la partita si voglia disputare in stanze chiuse e buie per gli interessi di pochi.”

IL PAESAGGIO, UN BENE DI TUTTI        
22-04-2006
Antonio V. GELORMINI

Sulle orme dei grandi viaggiatori del tardo Rinascimento, si diffuse agli inizi del Settecento, tra le classi più agiate del Nord Europa, soprattutto inglesi, la consuetudine di organizzare un lungo itinerario attraverso la nostra Penisola. Era un viaggio alla ricerca delle grandi opere artistiche, delle vestigia archeologiche, delle testimonianze della civiltà classica, del clima mediterraneo e dell’intero stile di vita dell’Italia dell’epoca.
Ogni uomo di cultura europeo che si rispettasse, in pratica, doveva aver compiuto almeno un soggiorno in Italia. Nonostante le strade dissestate e i pericoli del brigantaggio, questa esperienza culturale ed umana era ritenuta indispensabile all’educazione di un gentiluomo.

Questo viaggio, come è noto, è passato alla storia con il nome di Grand Tour, da cui più tardi nascerà il termine “turismo”. Tra le affascinanti scoperte di questi speciali viaggiatori, spesso animati da una passione estetica senza pari, vi era sovente la seduzione del paesaggio. Quella che in Sicilia, al tramonto, infiammava l’immaginazione poetica di molti artisti. Quella che sul lago di Como dette vita all’incipit manzoniano più famoso. O quella che di fronte a un’aurora sul Gargano, fece coniare a Goethe forse lo spot più bello per la promozione turistica del nostro Paese, quando disse di aver viaggiato nella “Terra dove fioriscono i limoni”.

Ecco come ambiente, paesaggio e qualità della vita da sempre sono valori ricorrenti nell’espressione dei bisogni dell’individuo e delle comunità. Oggi misuriamo la qualità dell’ambiente in livelli di inquinamento o di nocività per la salute umana. Diciamo che la qualità della vita si misura in termini di accesso al reddito, all’occupazione, alla formazione, alla sanità, oltre che in termini di fruizione di un ambiente più o meno salubre.

Ma come si misura la qualità del paesaggio? E’ difficile dirlo. La sua definizione è tutta su una base di valori strettamente dipendenti dalla percezione di chi osserva. E con i suoi contenuti fortemente dinamici, il “bene” paesaggio non potrà mai essere chiuso nella cornice statica di uno scatto fotografico. Per il turismo il bene paesaggio è indubbiamente una risorsa primaria, salvaguardarlo diventa un’esigenza fondamentale dell’economia turistica, ma la domanda che deve porsi alla nostra attenzione oggi è: qual è il paesaggio che vogliamo difendere? Quale identità vogliamo far prevalere? La sconsiderata proliferazione delle pale eoliche arricchisce o deturpa questo nostro paesaggio?

Lo smembramento di un plurisecolare complesso monastico, come la distruzione di un castello normanno, arricchiscono o impoveriscono l’identità storica e culturale di una comunità? Sono quesiti-indici per avvertirci che non è più sufficiente schierarsi a favore della salvaguardia del paesaggio, ma è necessario, affinché gli obiettivi di tutela vengano realmente raggiunti, definire “il paesaggio che vogliamo”. Sapere quale identità intendiamo valorizzare: panoramica, eco-sistemica, architettonica, monumentale, storica, artigianale, industriale, agricola, etc. Un punto su cui ogni cittadino dovrà rivendicare il suo ruolo di protagonista centrale, attraverso un confronto indispensabile ed un percorso di ascolto, che miri ad accrescere la consapevolezza dell’importanza delle scelte, favorire la partecipazione attiva della comunità, determinare una presenza costante, in grado di condizionare gli organismi di governo delle città.

Leopardi, che di paesaggi aveva “un’infinita” conoscenza, prima del dolce naufragio disse: “il progresso è ritrovare ciò che avevamo perduto”. La nostra grande occasione sarà, dunque, la combinazione di tutela e conservazione del patrimonio storico-artistico-culturale con lo sviluppo economico, inteso, più che mai, come attento recupero delle proprie tradizioni ed occasione di opportunità per i relativi territori. ( )

Commenti
Viva l'inquinamento!!!
Scritto da mtortorelli2 il 2006-11-26 20:32:47
ancora con questa storia dell'eolico?? 
In Italia non si vuole produrre energia con il nucleare..GIUSTAMENTE!!!!...le centrali a carbone inquinano..ED è VERO!!...non si vuole il rigassificatore a Brindisi. Ora non vanno neanche più bene le fonti alternative!! MA COME C...O VOLETE PRODURRE ENERGIA?? Se conoscete un metodo migliore ditelo a tutti!! Detto questo ci tengo a scrivere che ogni regione, ogni città, ogni paese ha la sua buona e giusta ragione per non voler deturpare il proprio paesaggio. Ma se l'interesse del singolo paese o della singola regione, su temi d'importanza nazionale come la produzione di energia, vengono prima dell'interesse NAZIONALE nn andremo da nessuna parte!! L'Italia importa l'80% del suo fabbisogno energetico dall'estero. Non ci lamentiamo dunque se paghiamo 1KW ad un prezzo doppio rispetto,ad esempio,alla Francia. Detto questo, affermo dunque che preferirei vedere "sul Gargano" delle belle Pale Eoliche,che non costruire,in Italia ,centrali altamente inquinanti. Anche se a km e km di distanza da casa mia.
L'AURORA E IL TRAMONTO
Scritto da CURIOSO il 2006-11-26 20:33:19
8) CURIOSO 
 
Bella questa presa di posizione di cala la sera. belle le citazioni sul paesaggio. c'é un valore nella conservazione della natura e del paesaggio che dobbiamo assolutamente affermare per il gargano. l'energia eolica la si puo' produrre altrove. non in un'area protetta. 
ciao :)
:)
Scritto da andrea il 2006-11-27 12:21:46
In termini di costo le "palle" eoliche costano il doppio del nucleare se non qualcosa di piu' (calcolato su un ciclo ventennale con tutti gli ammortamenti). A questo punto, ed è per rispondere a Tortorelli, visto che non vogliamo il nucleare e non vogliamo depauperare il nostro ambiente, fonte di ricchezza, non ci conviene continuare a comperarla dalla francia ? Costa uguale all'eolico;)  
Voi credete ora di stare tranquilli senza nucleare in casa, ma sapete che in Italia ci sono centrali molto più pericolose perchè cariche di materiale radiottivo e lasciate all'abbandono con vistose perdite delle vasce etc.etc.;)
Forse converebbe riattivarle un attiminio e riflettere.. fino a che le abbiamo sul confine italiano in caso di catastrofe la nostra posizione non cambia.  
Alla fine non mi meraviglierei, e concludo, se fra poco qualche associazione non iniziasse a lamentarsi delle "palle" eoliche, che incidendo sul vento creano scompiglio agli uccelli migratori :eek
.
Scritto da mtortorelli2 il 2006-11-28 08:14:04
xAndrea.. 
Innanzitutto dico che il nucleare in ITALIA è ormai MORTO. Per fortuna!! Non possediamo più il Know-out, non possediamo la tecnologia, non abbiamo il combustibile, e non abbiamo i siti!! I reattori sorgono dove ci sono i fiumi! Cosa successe a Chernobyl?? Successe che mancò l'acqua per refrigerare il reattore!! In Italia è GIUSTISSIMO che non si parli più di Nucleare. E per risponderti..quei 4impianti a cui ti riferisci sono lì da ormai 20 anni perchè non abbiamo soldi e tecnologia per il decommissing!! Un altra precisazione: non è ASSOLUTAMENTE vero che noi paghiamo l'energia dai francesi tanto quanto il nostro eolico. Tanto è vero che, ripeto ,paghiamo 1KW ad un prezzo doppio rispetto alla Francia!! Inoltre ,sai chi dice che il nucleare è ECONOMICAMENTE CONVENIENTE?? Chi non sa che in Francia i Costi del Nucleare (riferiti all'intero processo del reattore, dalla progettazione al decommissing),vengono pagati nelle imposte, e non risultano dunque nella bolletta!! Per non parlare poi, dati gli immensi costi che il nucleare comporta, dei FONDI DELL' EURATOM!! Detto questo, non puoi dire "continuiamo ad importare energia dai francesi"!! Siamo un Paese del G8 e non abbiamo ancora un PEN (Piano Energetico Nazionale)!!! Verdi?? Mi sentite??? Siete al governo o sbaglio??? Dunque è arrivato il momento di iniziare a produrcela a casa nostra!! Per quanto riguarda l'eolico io volevo solo affermare il concetto che OGNUNO DEVE FARE LA SUA PARTE. Tutto quì. Per questo sarei felice che, dato la nostra Città è alle porte del Parco Nazionale del Gargano, si ponga l'enfasi sia sull'Ambiente, sia su uno Sviluppo Sostenibile. Qualche esempio? Pale eoliche, pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici, raccolta differenziata, produzione di energia da biomasse nel nuovo depuratore...e chi ama l'ambiente continui.. :grin 
Per non parlare poi, e mi rivolgo agli Ingegneri Edili, di case passive, ovvero a basso consumo di energia perchè ben isolate ecc ecc...ma quì dovremmo però affrontare il problema di un uso più razionale dell'energia, e non più di mulini a vento... 
:p

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