La lettera alla Redazione di Giulio
Giovanni Siena
Grazie a questo
portale e al post “Provocazione
culturale”, sono venuto a conoscenza, al ritorno dalle ferie, dell’azione
“futurista” di impacchettamento della Fontana “Luce di Dio” con quaranta rotoli
di carta igienica. Un vero spreco!
La cosa lascia
perplessi, ma offre lo spunto per fare un discorso più ampio, che prescinde, in
parte,da quanto è detto nell’articolo.
Il mio pensiero è
volato subito a qualche anno addietro, quando la durezza di un attacco alla
fontana fu annaffiata da motivazioni di ordine goliardico.
Questa volta,
invece, tanto per minimizzare la portata della “provocazione”, si fa appello al
sense of humour dei sangiovannesi. Si
buttano pietre e si ritira la mano.
Permettetemi di
fare alcune osservazioni che possono aiutare a riflettere.
Non credo che sia
stato saggio accostare al movimento futurista, fondato un secolo fa da
Marinetti, un gesto che il mio scarso senso di humourmi fa reputare solo di cattivo gusto ed offensivo
per la città di San Giovanni Rotondo.
Può darsi che agli
inizi del novecento il futurismo fosse giustificato dalla necessità di scuotere
una società troppo statica e legata a stereotipi“ammuffiti”.
Oggi, invece, necessita
l'esatto contrario, cioè frenare il livello di decadimento politico, morale,
culturale dovuto all'eccessiva “velocità” (termine molto caro ai futuristi) impressa
al mondo moderno.
In nome di questa velocità e del “progresso”,
si sta stravolgendo l'animo e gli stili
di vita degli uomini che sembrano essere stati presi da una frenesia culturale sopraffatrice
di tipo barbarico, anzi, oserei dire, talebano.
A questo io mi
ribellerei, anziché prendermela con una innocua fontana, che cerca soltanto di rappresentare
il cammino del popolo sangiovannese nel tempo, attraverso la rappresentazione simbolica
delle vestigia antiche della città.
Non è un segreto
che i futuristi
si discostino quanto più è possibile dai valori morali,
politici e culturali della mentalità del passato.
Invece il passato
rappresenta il vero custode dei nostri Valori, forse dimenticati, ma che
ungiorno, se tutti noi li invocheremo
con forza, sapranno risorgere dalle loro ceneri, più vigorosi di prima. (A tal
proposito, invito il lettore a leggere il mio articolo Dio è morto? sul
sito internet www.sangiovanni-rotondo.it
)
Personalmente
reputo le manifestazioni che si richiamano al futurismo,anacronistiche e dannose per la collettività.
Del resto ai futuristi, fortemente individualisti, interessa poco il destino
delle masse.
Nel Manifesto
futurista di Marinetti si afferma:
“3-La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità
penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo,
l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il
pugno.
(….).
9-Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igene del
mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore.
10-Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche,
le accademie d'ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e
contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.
11- E' dall'Italia che lanciamo questo
manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi
il Futurismo.“
In definitiva i
futuristi bollavano la morale e tutto ciò che era antico, che consideravano
vecchio e imbalsamato e, pur di annientarlo, inneggiavano anche alla violenza.
Inneggiando oggi al
futurismo, si vuole per caso annientare anche la fontana Luce di Dio, e con essala
storia e la religiosità della città di San Giovanni Rotondo? L’articolo è un
po’ ambiguo.
Se non è questo il
fine dell’azione, come sicuramente sarà, perché é stata definita futurista?.
Perché nell'articolo
si inneggia al centro storico? Tanto per solleticare anche il senso di humor
degli autori, mi sarei aspettato, per coerenza con il futurismo, la proposta di
raderlo al suolo con una bella ruspa! E non è detto che un giorno qualcuno non lo
faccia davvero, considerata la poca stima cheabbiamo del nostro patrimonio culturale ed artistico.
“Non v’è più
bellezza – continua il manifesto - se non nella lotta. Nessuna opera che non
abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro”.
La fontana, secondo
i neo-futuristi, non è abbastanza “aggressiva”, per essere considerata un
capolavoro? Allora facciamone un'altra uguale, per raddoppiare l’aggressività!.
Come vedete, lancio
anch'io qui alcune “provocazioni”, sperando che vengano accolte con altrettanto
sense of humour.
Mi sia consentito
di illustrare nuovamente, con qualche approfondimento, il mio pensiero su un’opera
d’arte troppo bistrattata, secondo me ingiustamente.
E' arcinoto che i
blocchi geometrici di pietra della fontana si rifacciano simbolicamente alle
fattezze di alcuni edifici di importanza storica della città, appena abbozzati,
come le torri, il Palazzo dell'Università e la chiesetta di S. Giovanni
Battista, detta "la Rotonda".
La forma della
fontana si richiama al cubismo, che, per ironia della sorte, è un altro movimento d’avanguardia di inizio novecento, a
cui il futurismo non è per niente estraneo.
Il cubismo vede gli oggetti con l’occhio della mente e non con lepupille oculari, cogliendone gli aspetti
essenziali in rapporto allo spazio e al tempo, fuori da ogni logica realista.
Si vuole condannare
il cubismo, per questo? E perché allora non si condannano anche l’espressionismo,
il dadaismo, il surrealismo , l’astrattismo o lo stesso futurismo?
In cima alla
Rotonda, posta alla sommità della fontana, lo scultore Antonio Di Tommaso aveva
collocato una piccola croce, poi rimossa, che sovrastava tutto il complesso.
Ai piedi della
croce sgorgava un leggero fiotto d'acqua che si espandeva lungo la parete
cilindrica della Rotonda epoi sulle altre
superfici, sapientemente lavorate per essere lambite in ogni loro punto.
Uso l'imperfetto
perché la quasi totale mancanza di manutenzionedi questi ultimi anni, impedisce all'acqua di sgorgare e di svolgere la
funzione vivificante e protettrice della fontana. Attila non saprebbe fare di meglio.
La"Rotonda" , ovvero la chiesetta
dedicata a San Giovanni Battista, era originariamente un Battistero, sorto a
sua volta sulle rovine di un tempio in cui , secondo la tradizione, nella notte
dei tempi, si praticava il culto del dio Giano.
I papi di Roma
usavano apporre un segno di croce sul culmine degli obelischi egiziani, per indicare la vittoria del cristianesimo sui
caduchi simboli pagani. Pertanto, la croce piantata sul culmine del blocco
rappresentante il Battistero rappresentava il passaggio dall'epoca pagana
all'epoca cristiana.
L'acqua che
sgorgava ai suoi piedi e innaffiava testoni di Giano, invece, rappresentava
l'acqua battesimale, che purificava e santificava la nostra città,
illuminandola di "Luce di Dio". Una luce che ha folgorato il giovane
San Camillo de Lellis, qui convertitisi nel 1575, e alla quale si è alimentato
il "nostro" San Pio da Pietrelcina, che tanto bene ha fatto a questa
terra baciata dalla Provvidenza, alla quale, purtroppo, certi cuori non
riescono proprio ad aprirsi.
Questa è la lettura
che io diedi alla fontana "Luce di Dio" e ringrazio il maestro De
Tommaso di non essere stato troppo esplicito nello scolpire la fontana,
obbligandomi a ricercarne il significato con il lume dell’intelletto, bene che
contraddistingue gli uomini tra di loro, in base all’uso che ciascuno ne fa.
La fontana assumeva
il massimo splendore nelle ore mattutine e crepuscolari, quando i raggi del
sole colpivano le superfici bianche con l'angolo giusto, da oriente o da
occidente, creando bagliori che si riverberavano attraverso i sottili fiotti
d'acqua.
Può anche darsi che
la fontana non sia eccezionale dal punto di vista estetico. Del resto nulla è
bello in assoluto. Ma essa aveva una sua forte ed originale "personalità"
ed interpretava bene, simbolicamente, il passato ed il presente di San Giovanni
Rotondo, nel rispetto della storia e
della tradizione.
Ma lo spirito
irriguardoso dei mestatori di piazza verso la figura di Cristo indussero gli
amministratori del tempo ad eliminare la croce, insinuando che essa faceva
sembrare la fontana un... "ossario". Poi attribuirono - altrettanto
irriguardosamente - un simbolismo fallico al blocco cilindrico che, invece,
rappresenta la chiesa di San Giovanni Battista, patrono della città.
Mi meraviglio che
nessuno condanni l'uso blasfemo dei “grotteschi nomignoli”, attribuiti dagli
estensori del post alla “fantasia dei sangiovannesi” e non ai diretti
interessati. Detti nomignoli compaiono anche nei commenti dello stesso post, a dimostrazione
dei danni provocati alla collettività da un certo modo di fare “cultura”.
Io continuo a chiamarla Fontana Luce di Dio. Le “brutture” sono ben altre.
La mancanza della
crocee dell'acqua battesimale stravolge
il significato della fontana, come se si volesse far regredire S. Giovanni
Rotondo al ruolo di città pagana.
Guai se ciascuno di
noi non fosse libero di apprezzare o di criticare qualunque cosa, soprattutto
un'opera d'arte! Ma bisogna farlo con lealtà e ponderatezza!
Del resto se la
fontana sia bella o brutta è una semplice opinione
personale legata al gusto, alla formazione e alla cultura di ciascuno.
Questa o quell’opinione
va rispettata, senza ergersi a paladini in crociate insensate destinate a non
avere storia. Ed io rispetto il pensiero di chi, mosso dalla buona fede,
esprime con pari dignità e serenità di cuore il suo punto di vista negativo
sulla fontana o su qualunque altra opera d'arte, senza offese plateali per
nessuno.
Nessuno, invece, ha
il diritto di esprimere giudizi a nome di tutti, di falsare o mandare in malora
la fontana, bene comune realizzato con i soldi dei contribuenti.
Per quanto tempo
ancora, prendersela con una povera fontana, condannata a svolgere il ruolo di
ricettacolo di immondizia?
A quando
l'auspicata manutenzione che le restituisca bellezza e vita?
Intanto alcune lesioni
apparse sui blocchi di pietra potrebbero dipendere dalla mancanza di acqua.
Articoli e commenti
più appropriati sull'argomento potrebbe costringere all'ascolto chi fa orecchio
da mercante.
Invece si plaude a
certe “provocazioni” e si lanciano sfide con frasi insensate come questa: “nessuno
ha il coraggio di difendere quel cumulo di pietre”.
Eccoti
accontentato, caro Maxi! Sono qui, orgogliosamente libero di esprimere il mio
pensiero a favore della fontana!.
Non capisco come si
faccia ad essere tanto spavaldi nel danneggiare se stessi!
Si sono mai visti
turisti lamentarsi della fontana?Io li
ho visti solo usarla come sfondo per le
foto ricordo.
C’è ancora chi è
talmente cieco nella mente da considerare la fontana solo un semplice ammasso
di pietre?
Se fosse realmente
un ammasso di pietre, non provocherebbe
tutto questo fermento.
Si restituisca la
“LUCE DI DIO” alla fontana,dunque, rimettendo
la croce di Cristo al suo posto!
Perché far
prevalere, con la sua mancanza, i testoni di Giano? Perché falsare il messaggio
che l'artista ha voluto lanciare?
I sangiovannesi non
sono né pagani, né atei. Hanno una salda tradizione religiosa cattolica,
culminata con la presenza di Padre Pio da Pietrelcina.
E’ un dovere di chi amministra la città di San Giovanni
Rotondo, in primis del primo cittadino, fare la loro parte.
Si chiede quindi
civilmente di agire, facendo cessare eventuali comportamenti omissivi da parte
di chi è tenuto a manutenere la fontana.
Se invece dovessero
esserci ragioni serie, che impediscono di riportare
la fontana allo stato originario, qualcuno le illustri, qui o in un
qualunque altro posto. Ma lo faccia.
Tanto per mantenere
la discussione sui binari della critica costruttiva, si potrebbe dare più ampio
respiro alla fontana, allargando la vasca e dandole la forma rotonda, senza
spostarla. Ma è solo una proposta!
Naturalmente
ritengo che nessuna modifica possa essere effettuata senza aver prima
interpellato anche l’artista De Tommaso. Lo scultore potrebbe dare preziosi suggerimenti.
Alcuni giorni prima
dell'inaugurazione, infatti, gli chiesi come mai avesse progettato una fontana
così grande in una vasca così piccola. Malgrado fosse ricoperto da uno strato
di polvere bianca dei lavori di rifinitura, notai il suo volto diventare cupo.
Esitò. Poi si sfogò
dicendo che la vasca non era stato lui a progettarla, lamentandosi anche della
forma appariscente delle teste di Giano. Lui le avrebbe volute più delicate, come
i medaglioni raffiguranti Padre Pio, applicati sulla parete esterna del vasca.
Il problema quindi,
a mio parere, merita un approccio diverso e non va risolto certamente con “provocazioni
culturali” a base di carta igienica.
Giulio Giovanni
Siena
Commenti
Grazie Giulio.. :) Scritto da andrea il 2009-09-05 19:24:05A mio avviso l'elemento "futurista" dell'azione viene meno nel momento in cui si è "coperti" e si è "immuni" alla legge. A mio avviso, è stato estremamente sbagliato (per giunta dovrebbe essere configurabile anche come reato), non intervenire e difendere i ragazzi. Fatto questa doverosa premessa, reputo che in quella giornata abbiamo fatto una pessima figura con i turisti presenti in piazza, in quel momento mi sono vergognato di esser sangiovannese, oltre a chiedermi chi ha pagato la pulizia della stessa. La bellezza della fontana è sicuramente "discutibile", il problema che mi pongo è il seguente: tolta la fontana(ricordo che serve l'autorizzazione dell'artista secondo la legge), cosa facciamo? ne facciamo un'altra? abbiamo altre idee?
resti al suo posto! Scritto da celticSGR il 2009-09-06 12:02:03Caro Giulio, il suo articolo credo sia l'unica cosa sensata detta o scritta sulla fontana. Non si sforzi troppo a cercare motivazioni culturali sul perchè si lasci agonizzare un'opera d'arte col proposito di eliminarla. A mio avviso le ragioni sono strettamente politiche: si vuole cancellare quella fontana solo perchè fu commissionata dall'amministrazione Squarcella; si vuole cancellare qualsiasi segno evidente del suo operato. Al posto della fontana? Un 'altra "bacinella" dove per vedere il getto dell'acqua occorrerà sporgersi, come per quei "capolavori" in piazza Europa o piazza Padre Pio. Allora perchè non criticare pure la rotatoria in via San Marco simpaticamente ribattezzata dai sammarchesi "li cannucc"? Vogliamo togliere anche quella? Per la provocazione culturale poi, ho i miei dubbi...se queste provocazioni avvenissero regolarmente nel tempo potrei pure credere che finalmente ci sia un po' di vivacità culturale qui ma la verità è che quell'atto sia stato semplicemente fomentato da qualcuno in quanto episodio isolato. Ricordate però che alla prepotenza e alla faziosità potrebbe contrapporsi, logicamente, altra prepotenza e faziosità col risultato che in corso Umberto I potrebbe non esserci più nessuna fontana...
Grazie ad Andrea e celticSGR Scritto da libero il 2009-09-06 14:10:42Grazie, Andrea. Però, prima di pensare a cosa mettere al posto della fontana, io mi preoccuperei della Procura della Corte dei Conti che, coperture o non coperture, accollerebbe i costi della fontana e del suo smantellamento ai diretti responsabili. Lo stesso dicasi per un eventuale smantellamento radicale di Corso Umberto I. Grazie anche a CeltiSGR. Ha centrato il problema dicendo cose che anch’io ho detto in altra occasione. Questa volta non ho voluto inasprire la querelle sulla fontana perché confido nella capacità dei nuovi interlocutori di anteporre gli interessi della collettività a tutto il resto. Spero che non vogliano avviare la distruzione di ciò che ha fatto dall’opposizione, spingendola a fare altrettanto una volta tornata al governo della città. Ci ritroveremmo tutti sotto un bel cumulo di macerie. Questa contrapposizione INSENSATA dovrebbe cessare, per il bene della collettività.
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