di Gianfranco Pazienza (Sinistra
e libertà di San Giovanni Rotondo)
Tra le 3 e le 6 del 12
settembre 2009 una precipitazione intensa ha coinvolto la parte ovest montana
dell'abitato di San Giovanni Rotondo. La città isolata provenendo da sud e da
ovest. Una frana (o l'incuria di un cantiere?) si è generata da Valle Scura, a
monte dei Cappuccini, e si riversata su tutta la zona. La colata detritica, di
considerevole entità, con centinaia di metri cubi, come un cono di fango e
detriti (debris-flow) ha investito Viale P. Pio e il Poliambulatorio, la strada
del Sagrato della Chiesa S. Maria delle Grazie fino a Piazzale Forgione e viale
Cappuccini. Parte del flusso si è riversato su Via Di Nunzio investendo anche
parte della nuova chiesa e le aree a valle.
Da piazzale Forgione il corso del detrito ha investito Via Campanini, Via S.
Salvatore coinvolgendo le case di Viale Aldo Moro i cui interrati si sono tutti
allagati. Estesi depositi detritici si sono accumulati su Viale Aldo Moro tra
la Caserma dei Carabinieri e il distributore Agip. Gli allagamenti hanno poi
interessato la parte bassa fino a V.le della Gioventù.
Una situazione simile, ma
molto meno importante si è verificata il 16 giugno 2005, a seguito di una
violenta grandinata. L'evento è quello che potrebbe descrive una situazione
analoga, qualora venissero interessate altre aree a monte, a cominciare dal
vallone Portamisuso.
Alcuni esperti già dal 2004 avevano evidenziato che la valle più preoccupante
dal punto di vista idrogeologico era proprio Valle Scura in quanto dotata di un
bacino imbrifero molto più grande di Vallone Portamisuso, su cui si sono
concentrati studio e attenzione.
Una soluzione già prospettata, dunque, per prevenire colate detritiche lungo i
versanti e flussi di acqua verso la piana (o conca abitata) è quella di
realizzare dei semplici canali di gronda lungo il basso versante che sovrasta
l'abitato in modo da deviare l'acqua di scolo lontano dall'abitato. Soprattutto
è necessario non impermeabilizzare quel poco che resta della conca, evitando di
cementificare tutta la parte pianeggiante della città. E mi auguro che con
quanto accaduto, si siano persuasi i vari sostenitori di strade panoramiche e
di altri edifici in montagna.
Con l'alluvione del 12 settembre la zona di Viale della Gioventù, Parco del
Papa e mandorleti limitrofi sono stati sommersi da mezzo metro di acqua e
fango. A me sembra non si vogliano ascoltare i consigli e i suggerimenti (i
messaggi di allerta che da anni stiamo lanciando) e chi ha le competenze e le
responsabilità si dimostra molto più sensibile a interessi diversi, incapace di
capire quali sono i fenomeni naturali che possono mettere in pericolo l'abitato
(e la vita delle persone) mettendo in ginocchio l'economia.
E' urgente che dei veri
esperti si interessino della problematica al fine di proporre interventi
idonei, adeguatamente dimensionati, senza eccessivi sovracosti e compatibili
con l'ambiente urbano e peri-urbano. E' urgente che la “Politica” (con la P
maiuscola) si dia un obiettivo sostenibile. Non siamo tutti iscritti a quel
partito del metro cubo su metroquadro e, per quanto ci riguarda, ragioniamo da
conoscitori e da esperti della materia.
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