Non dimentico mai quello
che raccontano gli anziani e mi piace ascoltarli. Raccontano vicende
antichissime tramandate di padre in figlio spesso affascinanti altre volte
noiose. Un giorno un anziano mi raccontò del diluvio di San Francesco e di
quello che accadde in tempi remoti in quel giorno. Ci fu un temporale di
grandezza epocale concentrato a monte della valle di Portamisuso che causò
danni ingenti ai cittadini di San Giovanni Rotondo le cui abitazioni furono
colpite dalla grande ondata di fango e acqua che portò via i mobili
trascinandoli fino all'area detta “Cavallo Stallone”. Il racconto prosegue con
i dettagli delle operazioni di raccolta di tali mobili con l'ausilio di
zatteroni di fortuna. Mi veniva raccontato anche che la valle di portamisuso
terminava con un torrente che sfociava nella zona di Cavallo Stallone. La
strada che portava a Monte Sant'Angelo attraversava questo torrente con un
ponte che si trovava più o meno all'altezza di Via Machiavelli nei pressi del
cimitero.
Un altro anziano mi narrava che si era costruito la casa a ridosso del vallone
di portamisuso e pensava tra sé e sé al diluvio di San Francesco dicendo:
“Presto io morirò e vivo con la coscienza del rischio a cui sono sottoposto
ogni giorno, probabilmente durante la mia vita non vedrò mai quello che accadrà
quando ci sarà il prossimo <<diluvio>>”.
La statistica non è una scienza esatta ma è quella che meglio riesce a studiare
ogni fenomeno, naturale e non. Purtroppo non credo ci siano dati talmente
accurati da poter fare uno studio statistico serio sulla questione; ma se non è
una scienza esatta perlomeno ci dice che prima o poi il fenomeno “PROBABILMENTE”
si ripeterà.
Quello della notte scorsa ha colpito la zona dei Cappuccini proseguendo fino a
Borgo Celano e sarà ricordato probabilmente come il diluvio di Santa Maria o di
San Pio (visti i recenti accadimenti a proposito della traslazione si
lanceranno delle ipotesi trascendentali).
I danni sono ingenti e sono solidale con tutti coloro che li hanno subiti ma …
mi fa riflettere...
Recentemente su questo portale si sono lanciate proposte di discussione sul
“PUG che vorremmo” ed è recente l'incontro tra i tecnici e gli amministratori
sul tema.
Quello che è successo questa notte ed i racconti dei nostri nonni devono
portare ad una riflessione più profonda. Inviterei tutti a farsi una
passeggiata sul vallone di Portamisuso (che per chiarezza è quello che sovrasta
Via sant'Onofrio) e ad osservare la trasformazione che ha subito negli anni. E'
una valle, per certi versi spaventosa, che ha una portata d'acqua enorme. I
segni dell'acqua, che nei secoli lo ha segnato sono evidenti. Oggi la
cementificazione della valle causa gravi disagi ai cittadini. Via Sant'Onofrio
e tutte le strade confluenti vengono rovinate dal più piccolo temporale.
L'acqua che arriva dal vallone confluisce nella nuova lottizzazione dell'area
“Cavallo Stallone” che, se prima serviva a drenare, con la cementificazione
diventerà impermeabile.
Non oso immaginare a quello che accadrà il giorno in cui ritornerà il diluvio
di San Francesco ma voglio sperare che oggi si facciano le cose con un po' di
lungimiranza in più rispetto al passato.
Guardando ai nostri figli, nipoti e pronipoti e non facendo come l'anziano che
per sua fortuna non ha visto il ritorno del diluvio ma ha tramandato a noi un
rischio che non volevamo.
foto di Stefano De Bonis
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