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San Marco in Lamis: Convegno su Giustizia e Legalità Stampa E-mail
Inserito da Redazione   
giovedì 15 ottobre 2009

San Giovanni Rotondo NET - Giustizia e LegalitàLunedì 23 novembre presso la sala teatro dell’Istituto “Pietro Giannone” di San Marco in Lamis






Il convegno è organizzato dagli “Amici di Beppe Grillo del Gargano” sul tema “Giustizia e Legalità”. Ospiti del dibattito Salvatore Borsellino e Gioacchino Genchi, interverrà in diretta telefonica il magistrato Clementina Forleo .

Di assoluta attualità il tema proposto dal grillino Luigi la Riccia, che dopo il colpo messo a segno con Marco Travaglio, porta a San Marco in Lamis personaggi di assoluto rilievo e con competenze specifiche sull’argomento proposto. “Il convegno ha come scopo la sensibilizzazione alla legalità di studenti e cittadini nonché una valenza formativa per  quanti sono iscritti all'ordine degli avvocati” – riferisce Luigi La Riccia - “tra i patrocinanti che daranno un forte contributo all'iniziativa  ci sarà anche l'associazione degli avvocati di San Marco in Lamis e la testata giornalistica Antimafia 2000”.

Il programma completo è ancora in via di definizione, vi terremo aggiornati su ogni suo sviluppo ma nel frattempo conosciamo meglio questi illustri personaggi:

Salvatore Borsellino è il fratello del magistrato ucciso con la sua scorta a via d'Amelio il 19 luglio '92. Ingegnere in pensione, vive a Milano da 40 anni. Salvatore, insieme alla sorella Rita, da allora ha sempre manifestato pubblicamente il suo impegno in memoria del fratello ucciso, denunciando alla pubblica opinione tutto quanto non funziona nel nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda il contrasto alla criminalità organizzata, il malgoverno e le collusioni tra politica e mafia.

Gioacchino Genchi lo conosciamo meglio attraverso il suo sito personale, così si presenta: “Dopo il diploma, viste le non troppo floride condizioni economiche della mia famiglia, ho iniziato a lavorare per un'azienda specializzata del centro Italia nel settore informatico. Così mi sono mantenuto negli studi universitari ed ho conseguito la laurea in Giurisprudenza con 110/110 e la Lode Accademica, all'Università degli Studi di Palermo.Nel corso degli studi universitari, oltre alle materie ordinarie del piano di studi (conseguite quasi tutte col massimo dei voti), ho frequentato ben 10 “corsi liberi” in materie storico-giuridiche, tutti superati con “30 e Lode”.Ho intrapreso la carriera forense ed ho conseguito l’abilitazione all'esercizio della professione di “Avvocato”. Ho pure conseguito l’abilitazione all’insegnamento di materie giuridiche. Nel 1985 ho superato il Concorso di Funzionario della Polizia di Stato. Dall’ingresso in Polizia ho diretto diversi uffici (la Zona Telecomunicazioni per la Sicilia Occidentale, il Nucleo Anticrimine per la Sicilia Occidentale, il Centro Elettronico Interregionale di Palermo, ecc.). Su incarico del Consiglio Superiore della Magistratura ho tenuto dei corsi di formazione e di aggiornamento per Magistrati e Uditori Giudiziari. Altri corsi ho tenuto per gli Avvocati, su incarico delle Camere Penali. Ho pure insegnato nelle Scuole di Polizia ed ho tenuto diversi interventi presso alcune Facoltà Universitarie. Dal 1996 ho svolto l’incarico di consulente tecnico dell’Autorità Giudiziaria in importanti indagini e processi penali. I risultati del mio lavoro sono consacrati in centinaia di ordinanze, di sentenze e di pronunce della Corte di Cassazione. Per una scelta puramente deontologica sono in aspettativa non retribuita dal giugno del 2000 dal Ministero dell'Interno. Ho così pure rinunciato volontariamente alla carriera in Polizia, quando ricoprivo già da oltre cinque anni la qualifica di Vice questore aggiunto. Nell’assolvere agli incarichi giudiziari che mi sono stati affidati ho sempre e solo servito lo STATO e la GIUSTIZIA, nello strenuo tentativo di ricerca e di affermazione della VERITA’. Per questo e solo per questo so di avere molti nemici e parecchi interessati detrattori. So pure di avere molti amici che mi stimano e mi vogliono bene. La loro solidarietà, l’affetto dei miei familiari e la pulizia morale della mia coscienza, mi danno la forza di continuare nel mio lavoro, con l’onesta, la tenacia, l’entusiasmo e l’indipendenza, che mi hanno accompagnato e caratterizzato sin dal primo giorno.”

Gioacchino Genchi è stato anche consulente informatico dell’ex PM Luigi de Magistris ora parlamentare nelle liste dell’ IDV.

Clementina Forleo: Dopo essersi laureata in giurisprudenza con lode presso l'Università di Bari, partecipa ai concorsi pubblici per entrare nella polizia e nella magistratura. Nel 1989, vincendo uno dei due concorsi, diventa commissario della Polizia di Stato ma dopo solo un mese rassegna le dimissioni per intraprendere la carriera di magistrato avendo vinto anche l'altro concorso. Durante la piccola parentesi nella polizia riceve un encomio per il lavoro svolto durante gli sbarchi dei clandestini in Puglia. Divenne famosa come giudice quando assolse dall'accusa di terrorismo internazionale due tunisini, Maher Boujahia e Ali Toumi, e il marocchino Mohamed Daki. Alcuni media italiani ed internazionali criticarono la sua decisione, motivata in base alla distinzione tra guerriglieri e terroristi (i primi compiono azioni contro obiettivi di natura militare, i secondi contro la popolazione civile). A partire dall'estate 2005 Forleo ha cominciato ad occuparsi del caso Antonveneta (vedi Bancopoli): a causa di quest'ultima inchiesta il magistrato ha ricevuto critiche da diversi esponenti della maggioranza parlamentare. Il caso Antonveneta rappresenta la svolta fondamentale della carriera del magistrato che, nelle sue precedenti pronunce giudiziarie, aveva registrato critiche dall’esterno dell’ordine giudiziario ma era stata sempre difesa dagli organismi associativi della magistratura e dal Consiglio superiore della magistratura: è infatti alla luce degli sviluppi del caso che si è intrapresa una doppia azione nei suoi confronti, una per incompatibilità ambientale/funzionale e l’altra di tipo disciplinare. La seconda iniziativa ruota intorno alle inchieste del 2007 sui cosiddetti "Furbetti del quartierino". La procura aveva intercettato delle telefonate di imprenditori sotto inchiesta per reati finanziari e alcune di queste telefonate erano dirette a parlamentari. La Legge Boato imponeva in questo caso che le intercettazioni non potessero essere usate come prova senza che il parlamento avesse concesso l'autorizzazione. La procura passò quindi le telefonate a Forleo (in qualità di GIP) che doveva valutarne la rilevanza penale ed eventualmente richiedere al parlamento il permesso di usarle. Forleo chiese l’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni che coinvolgevano alcuni parlamentari (Piero Fassino, Massimo D'Alema, Romano Comincioli, Nicola Latorre, Salvatore Cicu) non soltanto come prova contro gli imprenditori inquisiti ma anche come materiale indiziario per poter inquisire alcuni degli stessi parlamentari che, secondo quanto scrisse nella richiesta, "appaiono [...] consapevoli complici di un disegno criminoso". Numerosi i suoi interventi in trasmissioni televisive e in dibattiti tesi al rispetto della Giustizia e della legalità che le hanno fatto guadagnare la stima dei cittadini più attenti.

 


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