Quello che è accaduto domenica è un giorno
da non dimenticare.
Il giorno in cui gli elettori del Partito
Democratico (o almeno parte di loro) hanno affermato con il loro gesto di voto,
che la politica, la qualità della politica può essere raggiunta senza le
strategie proiettate dai pensatori di partito.
Il Popolo ha abbattuto quel muro di
ipocrisia partitica fatta di linguaggi, di ragionamenti incomprensibili ai
cittadini che hanno desiderio di sentire una politica che sappia parlare al
cuore.
La vittoria di Vendola insegna che i
giochini di partito non riscaldano il cuore, ma esasperano e alienano la
partecipazione democratica alla politica.
Il caso Vendola è stata una civilissima
scossa di indignazione degli elettori pugliesi, degli elettori di un PD con
l’elettroencefalogramma piatto, stremato, devastato nell’attesa di una
imprecisata scossa. Le 200 mila preferenze vendoliane sono state un battito del
cuore di una democrazia che continua ad essere utopia.
La vittoria di Vendola è stata una grande
festa non solo per i pugliesi, ma anche per tutti quei cittadini che credono a
una qualità della politica possibile.
Le primarie di domenica non hanno
riguardato solo il futuro di una Regione, ma anche di un Partito Democratico
spaccato, che può farcela solo attraverso un rinnovamento serio di una classe
dirigente che ha dimostrato, in diversi casi, di essere lontana dai cuori e
dalla testa di chi immagina un partito che può sfondare al centro senza
rimanere scoperti a sinistra.
Il PD deve smetterla di predicare bene e
razzolare male, ignorando senza mettere in evidenza risorse, che puntano al
rinnovamento vero della classe dirigente, della qualità della politica: persone
come Matteo Renzi, Michele Emiliano, Debora Serracchiani, Pippo Civati e Ivan
Scalfarotto.
L’onda Vendoliana è stata una pulsione che
ha attivato cuore, anima, cervello e sangue. Un urlo civile, nobile,
nobilissimo di una parte del paese che dice: adesso basta, rideteci la libertà,
la democrazia reale e partecipata.
I Big della real-politik diranno: “non è servito a niente” - “non è stata
capita la strategia”.
Ma sarebbe dire che a nulla serve respirare.
Grazie Nichi per aver dato una lezione ad
un PD dormiente.
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