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Aspettando “La Notte dei Guerrieri III” Stampa E-mail
Inserito da Redazione   
sabato 06 febbraio 2010

San Giovanni Rotondo NET - La Notte dei Guerrieri IIIA pochi giorni dall’atteso evento “La Notte dei Guerrieri III” vogliamo soffermarci un po’ sull’organizzatore della kermesse sportiva, Stefano De Bonis






San Giovanni Rotondo NET - Stefano De Bonis«Altro che pugni e calci... La boxe Thailandese è filosofia di vita, educazione, formazione e rispetto per gli altri». E’ così che la definisce Stefano De Bonis, organizzatore de “La Notte dei Guerrieri III” nonché istruttore federale FIKB di Muay Thai ed esperienze di body guard al fianco di numerosi vip. Stefano, dopo alcuni anni trascorsi lontano da San Giovanni Rotondo, sua città natia, per motivi di studio e lavoro, nel 1999 è ritornato a “casa” con l’obiettivo di trasmettere gli insegnamenti del pluricampione modenese Michele Araldi, suo maestro.

 

 Tante le iniziative promosse da De Bonis per far espandere l’arte della Thai boxe: addestramento del Corpo di Polizia Municipale, stage con campioni, convegni e mostre fotografiche. Menzione particolare merita il progetto “Perseus” portato all’interno della scuola media “De Bonis” di San Giovanni Rotondo. Un progetto che la preside dell’istituto, Nunziata Bisceglia ha condiviso e sponsorizzato. Un risultato storico nazionale: per la prima una disciplina orientale riusciva ad entrare nei programmi scolastici.

 

«L’arte della boxe thailandese – ci spiega De Bonis - è un’arte da combattimento che serve ad aumentare l’autostima, ad avere il pieno controllo e gestione delle emozioni nelle situazione più drammatiche, più difficili, un vero farmaco naturale per il nostro cervello e in generale per tutto l’organismo».
«Le discipline da combattimento – continua – non sono precluse a nessuno, anzi coinvolgono tutti. Un esempio che cito spesso è quello di don Massimiliano Pusceddu, primo prete pugile che sale sul ring con la Federazione Italiana di Pugilato».

 

San Giovanni Rotondo NET - Il neuropsichiatra Michele GermanoTesi, quella di Stefano De Bonis, avallata dal neuropsichiatra infantile Michele Germano: «La boxe thailandese sviluppa la concentrazione dei ragazzi soprattutto nel periodo adolescenziale. Un’età dove tanti fattori influenzano la crescita e possono disturbarla. Come tutte le discipline orientali – riferisce Germano - “spinge” all’autocontrollo alla consapevolezza dei propri limiti e delle proprie potenzialità. Una caratteristica che altri sport più popolari, calcio e basket ad esempio, non possiedono. Un ragazzo che, nel corso della sua fase evolutiva, riesce a controllare le proprie reazioni, affrontare la paura e l’ansia che possono presentarsi in qualunque momento difficilmente si lascerà abbattere dagli imprevisti che la vita riserva. La boxe thailandese è un perfetto mix tra spirito e corpo. Non è facile trovare uno sport che insegna come dominare le emozioni e le sensazioni».

Tornando all’aspetto fisico atletico, la Muay Thai punta molto sulla precisione e la coordinazione: «Prendiamo come esempio uno dei calciatori più noti del momento, Ibrahimovic. Riesce – spiega ancora il neuropsichiatra - in cose che altri attaccanti non riescono. La sua coordinazione la precisione di certi calci al pallone sono evidenti. Il merito è da attribuire i tanti anni trascorsi in palestra ad allenarsi secondo le metodologie delle arti marziali orientali».

 

 

La “Notte dei Guerrieri III” sarà tutto questo.

L’occasione per chiudere un cerchio, o meglio per continuare un cammino iniziato migliaia di anni fa, in terre lontane come la Thailandia… non mancate.



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