A pochi giorni dall’atteso evento “La Notte
dei Guerrieri III” vogliamo soffermarci un po’ sull’organizzatore della
kermesse sportiva, Stefano De Bonis
«Altro che pugni e calci...La boxe
Thailandese è filosofia di vita, educazione, formazione e rispetto per gli
altri». E’ così che la definisce Stefano
De Bonis, organizzatore de “La Notte dei Guerrieri III” nonché istruttore
federale FIKB di Muay Thai ed esperienze di body guard al fianco di numerosi
vip. Stefano, dopo alcuni anni trascorsi lontano da San Giovanni Rotondo, sua
città natia, per motivi di studio e lavoro, nel 1999 è ritornato a “casa” con l’obiettivo di trasmettere
gli insegnamenti del pluricampione modenese Michele Araldi, suo maestro.
Tante le iniziative promosse da De Bonis
per far espandere l’arte della Thai boxe: addestramento del Corpo di Polizia
Municipale, stage con campioni, convegni e mostre fotografiche. Menzione
particolare merita il progetto “Perseus” portato all’interno della scuola media
“De Bonis” di San Giovanni Rotondo. Un progetto che la preside dell’istituto,
Nunziata Bisceglia ha condiviso e sponsorizzato. Un risultato storico nazionale:
per la prima una disciplina orientale riusciva ad entrare nei programmi scolastici.
«L’arte della boxe
thailandese
– ci spiega De Bonis - è un’arte da
combattimento che serve ad aumentare l’autostima, ad avereil pieno controllo e gestione delle emozioni
nelle situazione più drammatiche, più difficili, un vero farmaco naturale per
il nostro cervello e in generale per tutto l’organismo». «Le discipline da combattimento – continua – non sono precluse a nessuno, anzi coinvolgono
tutti. Un esempio che cito spesso è quello di don Massimiliano Pusceddu, primo
prete pugile che sale sul ring con la Federazione Italiana di Pugilato».
Tesi, quella di Stefano De Bonis, avallata
dal neuropsichiatra infantile Michele
Germano: «La boxe thailandese
sviluppa la concentrazione dei ragazzi soprattutto nel periodo adolescenziale.
Un’età dove tanti fattori influenzano la crescita e possono disturbarla. Come
tutte le discipline orientali – riferisce Germano - “spinge” all’autocontrollo alla consapevolezza dei propri limiti e
delle proprie potenzialità. Una caratteristica che altri sport più popolari,
calcio e basket ad esempio, non possiedono. Un ragazzo che, nel corso della sua
fase evolutiva, riesce a controllare le proprie reazioni, affrontare la paura e
l’ansia che possono presentarsi in qualunque momento difficilmente si lascerà
abbattere dagli imprevisti che la vita riserva. La boxe thailandese è un
perfetto mix tra spirito e corpo. Non è facile trovare uno sport che insegna
come dominare le emozioni e le sensazioni».
Tornando all’aspetto fisico atletico, la
Muay Thai punta molto sulla precisione e la coordinazione: «Prendiamo come esempio uno dei calciatori più noti del
momento, Ibrahimovic. Riesce – spiega ancora il neuropsichiatra - in cose che altri attaccanti non riescono.
La sua coordinazione la precisione di certi calci al pallone sono evidenti. Il
merito è da attribuire i tanti anni trascorsi in palestra ad allenarsi secondo
le metodologie delle arti marziali orientali».
La
“Notte dei Guerrieri III” sarà tutto questo.
L’occasione
per chiudere un cerchio, o meglio per continuare un cammino iniziato migliaia
di anni fa, in terre lontane come la Thailandia… non mancate.
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