Sono passati piu
di dieci anni da quando fatti di cronaca hanno cominciato ad attraversare
violentemente il nostro paese e, come tutte, le notizie di cronaca vengono
digerite appena la polvere da sparo si posa sulle storie. E questo ciclo
biologico avviene ogni qualvolta atti criminosi insanguinano famiglie, uomini,
la nostra terra.
Era appena
iniziato il 2000 e tra le canzoni del cinquantesimo Festival di San Remo spunta
Padre Alfonso Maria Parente, 34 anni, frate cappuccino, nato e cresciuto a
Milano e ospite nella comunità del convento di San Giovanni Rotondo.
Padre Alfonso
canterà droga, alcolismo e prostituzione, temi attuali per il Paese del futuro
Santo che lo ospita.
Infatti tre anni prima, un pensionato di 67
anni, Alfonso Placentino cade sotto
colpi di arma da fuoco. Le cronache dell’epoca raccontano che l'uomo, pochi
giorni prima di morire, avesse definitivamente rifiutato di vendere i suoi
terreni, ubicati, in posizione strategica, sulla strada che da San Marco in
Lamis porta al Convento dei Cappuccini.
Il 27 luglio 2000 il mostro turistico
sangiovannese continua a fare ancora terrore: un commerciante di pesce, Giovanni Impagnatiello, pregiudicato di 35 anni, viene ucciso in un agguato nel
parcheggio di un ristorante.
Il racket dei
parcheggi comincia a delinearsi.
Nel 2000 un appezzamento di terreno accanto
alla tomba di Padre Pio vale oro. E' così che, piano piano, anno dopo anno, a
San Giovanni Rotondo si vende anima e sangue, a dispetto della beatificazione
del frate e dell' aura di santità che avvolge la montagna sacra.
La diffusa
devozione per il frate e le masse di pellegrini, hanno portato il diavolo
direttamente in città, travestito da ingegnere delle opere del Giubileo, da
venditore di santini, da parcheggiatore in cerca di terreni da spianare e
frazionare.
Gli appetiti
economici e la malavita a San Giovanni Rotondo si sono alimentati all'ombra
della moneta contante.
Nella notte del 17 ottobre 2001 il mostro malavitoso
continua a seminare morte, un agguato durante la notte uccide un altro
parcheggiatore, 38 anni Salvatore
Fiorentino e altre due persone ferite, i killer hanno iniziato a fare
fuoco, per poi inseguirlo per dieci
chilometri senza mai smettere di sparare, fino ad ucciderlo.
La sera dell’8
novembre del 2002 un altro posteggiatore Michele
Placentino viene trucidato. Delitto collegato alla faida garganica.
Fatti che
dimostrano come l’economia che ruota attorno all'incolpevole figura del frate
abbia assunto forme sempre ignote o comunque tenute a bada da un equilibrio tra
le due forze, il bene e il male, evidentemente saltato.
Il 23 giugno 2004in occasione del maxi-blitz contro la mafia garganica i
presunti responsabili vengono arrestati e graziati
perdecorrenza dei termini. La
giustizia tanto declamata dalla politica è da sempre lenta e ingiusta.
Mentre la giustizia
a intermittenza fa il suo corso, gli atti malavitosi si diversificano,
cambiano forma. Un paese cementificato, senza regole, senza senso estetico
delle cose. Automobili di grosse cilindrate guidate da neo patentati o da
uomini con atteggiamenti imprenditoriali “arrivati”,
usano linguaggi, atteggiamenti clientelari ai limiti della legge,
intrufolandosi nelle maglie di quel micro potere locale, provinciale.
Gli atti
criminosi nel nostro paese sono mutati e continuano ad aumentare insieme agli
atteggiamenti criminosi, di una cultura assimilata da modelli mediatici che
bombardano quotidianamente le menti distorte o forse troppo sensibili.
Le forme
malavitose di una parte dei cittadini sangiovannesi continua a cresce all’ombra
dell’indifferenza dei cittadini che vivono il paese in modo per bene.
L’11 gennaio
2010 il rumore degli elicotteri dei Carabinieri ha svegliato i nostri sonni
tranquilli.
35 ordinanze, 2mila episodi di spaccioaccertati, un giro d’affari di 300mila
euro, in un lasso di tempo di quindici
mesi. Ciò che è più preoccupa sta nel fatto che l’ingente quantitativo di
denaro che affluiva proveniva da acquirenti di giovane età, appartenenti
soprattutto alla San Giovanni Rotondo
“bene”.
Padre Alfonso
Maria Parente, si classificò sesto nella sezione giovani e il messaggio del
ritornello ripeteva: “Dimmi che giorno
sarà, e se mai quel giorno arriverà, se mai qualcosa cambierà, quando qualcuno
qualche cosa farà”
Il 29 agosto
2002successe il fattaccio. Padre
Alfonso Maria Parente, come Lucifero, cadde dalla grazia di Dio agli inferi più
profondi. Il frate cappuccino venne incriminato per sfruttamento illecito del
nome di Padre Pio in una televendita dove veniva proposta l’interessante opera
“Padre Pio da Pietrelcina: un mistero
senza fine”, assicurando che il ricavato sarebbe stato devoluto ad una
giusta causa. La giusta causa era una villa al mare con piscina, ovviamente.
E se il
messaggio di Padre Alfonso poteva essere credibile ma bruciato dalle stesse
azioni che predicava e cantava non mi resta che sperare che ognuno di noi non
dimentichi i caduti di una guerra malavitosache subisce il
nostro paese e che in un silenzio perbenistico cresce come erbaccia minando sempre
più il futuro dei nostri giovani.
Berto Dragano
“Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti”
F. De André
Commenti
Questo paese ormai fa schifo Scritto da gino il 2010-02-07 15:46:08Tutto vero questo paese ormai si è trasformato da paese conosciuto per la sua forte spiritualità a paese maledetto ,sono tanti gli avvenimenti tristi e preoccupanti che avvengono in questi ultimi anni per non parlare degli atti vandalici che si stanno susseguendo in questi ultimi mesi come le numerose rapine e i numerosi atti vandalici su macchine come i vetri rotti ,gli specchietti distrutti ,ruote bucate ...una vergogna non ce piu controllo ,spero soo che questo presto finirà..
non c'è giudizio,ora bastaaaaaaa Scritto da antoniomancini il 2010-02-07 18:56:04quello che dite e parte di una cronaca distruttiva che sicuramente non fa bene al nostro paese e ne a chi ci ha dato questa possibilità nel nome della fede, io dico che oggi si scrive troppo e male e si fa troppo poco per migliorare, siamo sempre fra gli accusatori di questo sistema e dopo siamo i primi ad alimentare questo sistema: sarebbe ora di scrivere meno e agire di più formando associazioni o qualcos'altro di simile per far si che i cittadini volenterosi non siano soli e che i nostri figli iniziano ad avere speranza in una realtà migliore. Ora basta con l'infangarci pensiamo a costruire e non distruggere
Scritto da GianniImp il 2010-02-07 20:30:29Fures privatorum furtorum in nervo atque in compedibus aetatem agunt,fures publici in auro atque in purpura....ovvero "I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori.(Catone il Censore 239-149 a.C.) .............dopo migliaia di anni come è uguale il mondo......
Nè più ne meno. Scritto da peppo il 2010-02-07 20:52:52Ottimo lavoro storico da parte dell'autore della missiva ma come da titolo, ne più ne meno, ossia San Giovanni Rotondo è una cittadina dove accadono sia eventi belli che eventi brutti....e ricordiamoci la nostra collocazione geografica(Gargano).Anche da noi ci sono i cattivi, non mi sembra una cosa scandalosa ma ahime fa parte integrante del territorio e del tessuto sociale.
meditate!!!!! Scritto da gennaropalladino il 2010-02-08 13:06:54 La situazione descritta nell'approfondimento dall'amico Berto,non dovrebbe dare spazio a tante interpretazioni su quanto vuole mettere in luce in un contesto cittadino qual è il nostro. Ma il commento di un lettore che ritiene cronaca distruttiva quella che è invece una attenta analisi,induce ad una riflessione che,penso,in molti abbiano fatto:"Fatti che dimostrano come l’economia che ruota attorno all'incolpevole figura del frate abbia assunto forme sempre ignote…..;Gli atti criminosi nel nostro paese sono mutati e continuano ad aumentare…..;Le forme malavitose di una parte dei cittadini sangiovannesi continua a crescere all’ombra dell’indifferenza dei cittadini che vivono il paese in modo per bene…..".Se perfino un cappuccino che manda messaggi di speranza,poi delinque…. "non resta che sperare che ognuno di noi non dimentichi i caduti di una guerra malavitosa che subisce il nostro paese e che in un silenzio perbenistico cresce come erbaccia minando sempre più il futuro dei nostri giovani." Non trascurare quello che ci succede intorno è una sorta di appello che sollecita i lettori a riflettere corroborati anche dalle rime della canzone di F.De Andrè che,nelle dovute proporzioni, rimandano tanto a quelle di Primo Levi(Se questo è un uomo) diretto a tutti quelli che hanno la coscienza tranquilla, che vivono quasi senza prendere posizione su nulla. Si può nascondere questa realtà e tacere per quieto vivere?Questo non è infangarci ma,è comunque valido l'invito a costruire! Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici…...meditate!!!!! Gennaro Palladino
c'era una volta Scritto da antoniomancini il 2010-02-08 17:29:56una volta si diceva che i panni sporchi si lavavano in casa e sicuramente è quello che noi non facciamo, se noi pensiamo di portare a conoscenza della gente la problematica e non portiamo quello che si sta facedo o si vorrebbe fare non penso che abbiamo fatto una bella impressione la meditazione in questi casi serve a poco mentre l'azione farebbe tanto (non mi sembra che qualcuno si adoperi tanto.
Occorre essere costruttori... Scritto da michelegorgo il 2010-02-09 13:17:26Caro Berto, occorrerebbe chiarire meglio i contorni della vicenda di Alfonso Maria Parente che, essendo uomo prima che frate, ha commesso i suoi errori di cui ne ha certamente pagate le conseguenze, ma che non ha in alcun modo inciso nella nostra, certamente mia, fede e nel messaggio di speranza di cui il saio che indossava ne è portatore. Comunque non è questo il motivo che penso interessi la maggioranza dei sangiovannesi, ma è quello legato al giro non proprio limpido e lecito legato attorno alla figura di Padre Pio. Anche nella pur triste verità degli avvenimenti che hai descritto, io credo che, non dimenticandoli, occorre lavorare per offrire un'altra realtà che vive, cresce e produce con orgoglio ed umiltà la vera immagine della nostra città. Abbiamo bisogno di costruire nuove opportunità soprattutto per i più giovani, abbiamo bisogno di ricordarci di quale messaggio il nostro santo ci ha fatti testimoni e portatori, senza dimenticare le cose da migliorare o le falsità da sconfiggere ma, consentimi, guardando con gli occhi del cuore a quanto c'è di antico e saggio e genuino nel credersi costruttori di speranza. Michele Gorgoglione
saggezza Scritto da antoniomancini il 2010-02-16 07:04:03oggi come dice il lettore michele gorgoglione bisogna essere saggi ma decisi io desiderei che da questo modo di scambiare le idee ne facesse parte anche la parte politica (ammesso che ci sia) perchè oggi il problema più grande che vive la nostra cittadinanza è la latitanza della classe politica la quale è più attenta alla politica personale che a quella sociale
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Per favore connettiti al sito o registrati.
Le news inserite su questo portale possono essere pubblicate su altre testate a condizione che ne venga di volta in volta citata la fonte www.sangiovannirotondonet.it