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martedì 16 febbraio 2010
San Giovanni Rotondo NET - Itinerario quaresimaledi don Carlo Sansone






·         Scendere dal trono ridicolo e sciocco dell’amor proprio per stare ai piedi di Gesù, della sua Chiesa, e ricevere il mandato: lavare i piedi (Gv 13).

·         Non basta sollevare il vestito degli altri per scoprire le nudità esistenziali, morali, di carattere, di abitudini, di modi di pensare, ma occorre coprire le nudità personali e degli altri con l’atto di amore cristiano che sconfigge Satana e i nostri fariseismi. Il perdono è atto di amore più grande del tradimento. Il perdono è atto soprannaturale e di competenza del Signore e del cristiano che come tale è un perdonato. Il perdono copre le nudità di chi ha bisogno soprattutto di risorgere, spogliando chi indossa il vestito del perbenismo, dell’appartenenza illusoria ad una classe agiata, colta e ingorda di sé, danarosa, istruita di religione ma morta di fede, di speranza cristiana, agonizzante di carità divina. Il vestito di perfezione lo riceviamo soltanto dalle mani di Gesù, dei suoi santi, se gratuitamente ci siamo dati non solo al suo perdono e alla sua croce, ma anche al suo perdono e alla sua croce deposta nel cuore di chi ha fame e sete di Dio Padre e della sua famiglia cristiana. Siamo figli dell’altare! Gli egoisti non entrano nel regno di Dio.

·         Chi non vuole entrare nelle piaghe di Gesù Cristo e nelle piaghe dei fratelli, si porti dietro le proprie catene!

·         Tu non conosci la santità, ma te ne faccio partecipe; tu non sei la mia onnipotenza ma la uso per te; tu non sei la salvezza ma ne sei destinatario. Cosa cerchi che io non possa darti? Dammi piuttosto la gioia di amarti, prendimi con te, non porre resistenza, poiché io sono il tuo Dio, il Padre.

·         Nessuno di voi deve sentirsi nella solitudine, nello scoraggiamento, nella sfiducia, nell’incomprensione di chi, lontano da Gesù, non vi riconosce o non vi apprezza; non chiediamo il consenso umano, ma quello divino.

·         Le nostre verità di fede illuminano e svelano le realtà più dolorose e anche peccaminose del nostro passaggio terreno, tutto ciò che mi riguarda è nel tesoro dell’amore di Dio, il cuore di Gesù.

·         La sfida dell’amore è la fede e la fedeltà! La fedeltà è la fede nel tempo. La fede è vita di fede.

·         Il pensiero della Chiesa non vi abbandoni mai, quando si leggono le promesse di Gesù alla sua Chiesa e in particolare quella della sua presenza fino al compimento del mondo, si deve temere l’incredulità, l’indifferenza, l’ingratitudine, la presunzione umana.

·         Dal modo di vivere, di lavorare, di amare, di soffrire, di perdonare, di accogliere, di rinunciare, di donare e donarsi, chi c’incontra saprà da dove veniamo: dall’Amore incarnato, Gesù così fedele da sposare la follia della croce, follia d’amore: vieni, prendi.

·         Quale e quanta tristezza saperti abbandonato, non amato! Corpo di mio marito, corpo di mia moglie, corpo del mio amico, corpo dei miei figli, corpo della mia anima, corpo dell’umanità! Corpo di Gesù: il tuo abbandono sarà mio, perché mio è il tuo ritorno, mio il tuo cercarmi, mio buon Pastore e custode della mia anima.

·         Quante volte ho detto di amare; ad una donna, ad un uomo, ad un figlio, alla vita e non mi sono accorto che lo dicevo a Te presente in loro.

·         Mi chiedi di piangere su me stesso indicandomi l’urgenza di convertirmi. Il pianto è premura di amore, amore alla vita e della vita. È richiesta di amore per dissetare l’arsura del dubbio, del rifiuto, dell’infamia, dell’ingratitudine, della indifferenza.

·         Non è il dolore a far piangere, ma l’amore ferito, chi piange per dolore piange per la vita che gli viene meno.

Puoi calmare o sopprimere il dolore ma non l’amore, si piange soltanto per amore.

   

*Le chiese sono vuote.

      

La chiese sono vuote, vuoto è lo  spazio,vuoto è il giardino di Gesù. Nessuna pianta o fiore può sostituirlo, nulla può illuminare, né luci né candele, ma noi, i suoi fiori noi la sua luce.

E’ vero! Il peccato è non volere andare da Gesù per avere la vita! (Gv 6).

Chi entra in chiesa, deve prendere posizione non solo davanti a Gesù ma anche davanti ai  fratelli, la posizione dell’amore: prendi e mangi…

Altrimenti l’amore si vende per trenta denari; forse l’offerta che fai in chiesa può sedare la stessa sete dei trenta denari…scambiare una persona con il denaro si diventa  privo di beneficio e di convivenza fraterna. Le chiese sono vuote… vuoto è lo spazio ai piedi della croce, che ospita una vergine e Madre, una peccatrice pentita, un innamorato.

Gli altri guardano, ma da lontano.

Gesù è Gesù nei fratelli, sempre.

Chiedo di entrare nel silenzio della Madre, nell’attesa del suo sposo Giuseppe, del loro dolore.
Chiedo di entrare nel pentimento di Pietro, delle lacrime della Maddalena, dello smarrimento degli Apostoli.

Chiedo

Ø  Di andare da Pilato e da Erode, dal pilato e dall’erode che mi circondano, per condurli a Te;

Ø  di accarezzare il buon ladrone e di prendere per mano l’altro che insultandoti, ti voleva dire il suo dolore, la sua fatica, la sua incapacità di dire il tuo nome e dirti, al posto suo: Signore, ti amo, se vuoi puoi guarirmi, prendi anche me nel tuo regno!

Ø  Chiedo di andare tra la gente che ti voleva crocefisso, e me in te e  quanti che come me ti cercano, per dire: prendi me!

Sac. Carlo Sansone

 

 

 

 

 

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