L'incontro programmato
dall'Amministrazione comunale Venerdì 26 febbraio full time presso la
biblioteca, nel seguito delle iniziative intraprese per la comunicazione ai
cittadini e la partecipazione, si annuncia particolarmente interessante. Ospiti
e presentazione di argomenti non lasciano dubbi, e giustificano anche una
presumibile ristrettezza di tempi, per cui saranno sacrificati gli interventi nel
dibattito. Solo per seguire un canovaccio di quegli argomenti affrontati da
ottobre ad oggi, in altri incontri con l'amministrazione, tra partiti e
associazioni, per approfondire il Piano Urbanistico Generale, propongo una
serie di quesiti non esaustivi (molti rispondono ad approfondimenti già
predisposti dai progettisti del piano) e di essere superficiali. Con questa
consapevolezza, ne accetto i rischi polemici.
1) La riqualificazione della città e il recupero della bellezza (lo pongo al
primo posto dopo averlo trascurato in un primo intervento): la città ospita
monumenti antichi e moderne opere religiose di pregio, artistico e sociale. In
questo patrimonio vanno inseriti gli elementi del paesaggio agro silvo
pastorale, fin qui sopravvissuto.
2) Lo sviluppo urbanistico caotico fino ad ora edificato, ha trascurato aspetti
qualificanti per la vita comunitaria: spazi pubblici, aree attrezzate e parchi
pubblici, attività sportive, luoghi di ritrovo e viabilità pedonale.
3) La quasi completa impermeabilizzazione dell'intero perimetro urbano,
aggrava. raddoppiandolo, il reale rischio idrogeologico e pericolosità
idraulica a cui la città è soggetta. Dopo l'alluvione del 12 settembre le
soluzioni sembrano essere molto chiare: lasciare libere le aree agricole residue
nella conca alluvionale.
4) Le opere di difesa idraulica, soprattutto quelle per l'allontanamento delle
acque di piena (non è semplice fogna bianca) si dovranno sviluppare secondo un
reticolo. Da realizzarsi con aggravio di costi e disagi, mentre le lottizzazioni
si stanno già completando. E come si risponde a tale “emergenza” in termini di
efficienza dell'apparato tecnico e burocratico.
5) La presentazione all'interno del PUG (percorso corretto) di uno studio di
fattibilità per un progetto di Casa Sollievo della Sofferenza, va apprezzato
perché rientra nella più complessiva Valutazione Ambientale Strategica, e
perché si apre al confronto critico con la città: tutti convinti del ruolo a
cui siamo chiamati in qualità di custodi della straordinaria opera di Padre
Pio.
6) La riqualificazione di CSS, si deduce, vuole affrontare in maniera
risolutiva la questione degli accreditamenti della struttura agli standard
alberghieri e di sicurezza, dettati dalle recenti normative in materia.
7) La riqualificazione funzionale e organizzativa dei servizi ambulatoriali e
ospedalieri, si propone un primo obiettivo, nobile, di risparmio energetico.
Particolarmente importante è la nuova piattaforma di impianti tecnologici ed è
auspicabile la produzione di energia e vapore da cogenerazione, vi sono
proposte progettuali per impianti a oli vegetali (olio di jatropha – Progetto
Madagascar n.d.r.)
8) La riorganizzazione dei servizi ospedalieri per soddisfare i criteri di
risposta alle nuove frontiere dell'emergenza urgenza, è meno evidente. Da molti
anni, peraltro, si discute di questo tema e della necessità di una
decentralizzazione di alcune attività di alta specialità.
9) La realizzazione di servizi per i visitatori all'interno di CSS potrebbe
esporre il progetto a molte perplessità in considerazione dell'economia
turistica della città.
10) Manca un piano della mobilità complessiva, Mobility management, sia per i
dipendenti di CSS sia per i trasporti pubblici. Un centro nevralgico di
intermodalità e una diversa scelta rispetto al trasporto con mezzo proprio
risolverebbe molti problemi di traffico e di viabilità. Ragione per cui il
parcheggio richiesto da CSS potrebbe essere ridotto di dimensioni. Ovviamente
anche la strada da realizzarsi a monte della Via Crucis, come strada
alternativa a Viale Cappuccini per le utenze ospedaliere, potrebbe essere, di
conseguenza, con una diversa concezione del trasporto privato, ridimensionata.
11) Nuovo depuratore e completo riuso delle acque depurate in agricoltura;
quell'area potrebbe essere destinata ad una piattaforma tecnologica ove
chiudere il corretto ciclo dei rifiuti, per la biostabilizzazione della
frazione umida, con una fase di recupero di biogas e di riduzione del volume
dei rifiuti organici. Nuove tecnologie per l'ambiente: questo lo dobbiamo al
Presidente Vendola che con noi ha voluto restituire il nuovo depuratore alla
città.
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