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giovedì 25 febbraio 2010

San Giovanni Rotondo NET - Opinioni“Undici  domande e proposte”

di
Gianfranco Pazienza







L'incontro programmato dall'Amministrazione comunale Venerdì 26 febbraio full time presso la biblioteca, nel seguito delle iniziative intraprese per la comunicazione ai cittadini e la partecipazione, si annuncia particolarmente interessante. Ospiti e presentazione di argomenti non lasciano dubbi, e giustificano anche una presumibile ristrettezza di tempi, per cui saranno sacrificati gli interventi nel dibattito. Solo per seguire un canovaccio di quegli argomenti affrontati da ottobre ad oggi, in altri incontri con l'amministrazione, tra partiti e associazioni, per approfondire il Piano Urbanistico Generale, propongo una serie di quesiti non esaustivi (molti rispondono ad approfondimenti già predisposti dai progettisti del piano) e di essere superficiali. Con questa consapevolezza, ne accetto i rischi polemici.

1) La riqualificazione della città e il recupero della bellezza (lo pongo al primo posto dopo averlo trascurato in un primo intervento): la città ospita monumenti antichi e moderne opere religiose di pregio, artistico e sociale. In questo patrimonio vanno inseriti gli elementi del paesaggio agro silvo pastorale, fin qui sopravvissuto.

2) Lo sviluppo urbanistico caotico fino ad ora edificato, ha trascurato aspetti qualificanti per la vita comunitaria: spazi pubblici, aree attrezzate e parchi pubblici, attività sportive, luoghi di ritrovo e viabilità pedonale.

3) La quasi completa impermeabilizzazione dell'intero perimetro urbano, aggrava. raddoppiandolo, il reale rischio idrogeologico e pericolosità idraulica a cui la città è soggetta. Dopo l'alluvione del 12 settembre le soluzioni sembrano essere molto chiare: lasciare libere le aree agricole residue nella conca alluvionale.

4) Le opere di difesa idraulica, soprattutto quelle per l'allontanamento delle acque di piena (non è semplice fogna bianca) si dovranno sviluppare secondo un reticolo. Da realizzarsi con aggravio di costi e disagi, mentre le lottizzazioni si stanno già completando. E come si risponde a tale “emergenza” in termini di efficienza dell'apparato tecnico e burocratico.

5) La presentazione all'interno del PUG (percorso corretto) di uno studio di fattibilità per un progetto di Casa Sollievo della Sofferenza, va apprezzato perché rientra nella più complessiva Valutazione Ambientale Strategica, e perché si apre al confronto critico con la città: tutti convinti del ruolo a cui siamo chiamati in qualità di custodi della straordinaria opera di Padre Pio.

6) La riqualificazione di CSS, si deduce, vuole affrontare in maniera risolutiva la questione degli accreditamenti della struttura agli standard alberghieri e di sicurezza, dettati dalle recenti normative in materia.

7) La riqualificazione funzionale e organizzativa dei servizi ambulatoriali e ospedalieri, si propone un primo obiettivo, nobile, di risparmio energetico. Particolarmente importante è la nuova piattaforma di impianti tecnologici ed è auspicabile la produzione di energia e vapore da cogenerazione, vi sono proposte progettuali per impianti a oli vegetali (olio di jatropha – Progetto Madagascar n.d.r.)

8) La riorganizzazione dei servizi ospedalieri per soddisfare i criteri di risposta alle nuove frontiere dell'emergenza urgenza, è meno evidente. Da molti anni, peraltro, si discute di questo tema e della necessità di una decentralizzazione di alcune attività di alta specialità.

9) La realizzazione di servizi per i visitatori all'interno di CSS potrebbe esporre il progetto a molte perplessità in considerazione dell'economia turistica della città.

10) Manca un piano della mobilità complessiva, Mobility management, sia per i dipendenti di CSS sia per i trasporti pubblici. Un centro nevralgico di intermodalità e una diversa scelta rispetto al trasporto con mezzo proprio risolverebbe molti problemi di traffico e di viabilità. Ragione per cui il parcheggio richiesto da CSS potrebbe essere ridotto di dimensioni. Ovviamente anche la strada da realizzarsi a monte della Via Crucis, come strada alternativa a Viale Cappuccini per le utenze ospedaliere, potrebbe essere, di conseguenza, con una diversa concezione del trasporto privato, ridimensionata.

11) Nuovo depuratore e completo riuso delle acque depurate in agricoltura; quell'area potrebbe essere destinata ad una piattaforma tecnologica ove chiudere il corretto ciclo dei rifiuti, per la biostabilizzazione della frazione umida, con una fase di recupero di biogas e di riduzione del volume dei rifiuti organici. Nuove tecnologie per l'ambiente: questo lo dobbiamo al Presidente Vendola che con noi ha voluto restituire il nuovo depuratore alla città.





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