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La regola: strumento di liberazione o vessazione? Stampa E-mail
Inserito da Redazione   
venerdì 19 marzo 2010
San Giovanni Rotondo NET - Opinionidi Alessandro Rendina






“Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri”

Don Lorenzo Milani




La regola: strumento di liberazione o vessazione?

Il panorama politico odierno, ci offre interpretazioni semplicistiche del mondo dove viviamo e della sua complessità. Sembra, che si possa vietare o permettere di tutto, per decreto o anche per legge. Sembra che, se lo dice la legge allora è sicuramente una cosa giusta. Io, da ragazzo, ho scelto di fare il servizio civile in sostituzione di quello militare. Nel periodo in cui l'ho fatto io, fare il servizio civile era una cosa strana. Nella mia domanda, intestata all'ufficio Forze Assenti di Bari, dichiaravo di essere obiettore di coscienza. Tra le altre cose dichiaravo di essere contrario all'uso organizzato delle armi come mezzo di risoluzione delle controversie tra Stati. Io me la sono cavata con qualche dichiarazione di principio e ho vissuto una bellissima esperienza in un centro di recupero tossico-dipendenti, luogo dove ho conosciuto una parte della nostra società che altrimenti non avrei mai potuto incontrare.

Ma gli obiettori venuti prima di me non avevano nessuna legge che gli permettesse di esprimere le loro idee. Per loro era diserzione. E l'unica strada possibile per chi disertava era il carcere.

Oggi, grazie ai loro sacrifici e alle battaglie politiche della Sinistra il servizio militare è andato in pensione e il servizio civile è stato esteso anche alle donne, già! Perché quando l'ho fatto io era permesso solo agli uomini. Non vi preoccupate è roba del secolo scorso. Era il 1995.

Ma, quello che mi ha fatto innamorare dell'obiezione di coscienza è il rapporto dell'obiettore di fronte alla regola. Il rapporto dell'obiettore con la regola è paritario: l'obiettore rifiuta la regola che gli impone un comportamento contrario alle proprie convinzioni, sostenendo la superiorità dell'etica e della morale. Assumendosi, contemporaneamente, il prezzo delle proprie convinzioni di fronte alla legge e alla comunità.

Oggi in Italia viviamo una situazione paradossale: abbiamo un sistema giudiziario che è stato ridotto a un colabrodo. L'italiano medio è, di fatto, in una condizione dove la possibilità di ottenere giustizia è ridotta al minimo. Allo stesso tempo, si stanno introducendo regole vessatorie nei confronti di persone ridotte alla povertà. Regole che ti puniscono per la tua condizione sociale e non per le azioni che hai commesso.

Questo concetto sta entrando sempre più nelle nostre menti e spesso confonde anche concittadini onesti e sinceri. Questo concetto genera timore verso ciò che non si conosce.

Spesso mi capita di chiedermi: se mi trovassi nella condizione di dover scappare dall'Italia, perché, altrimenti, io e la mia famiglia moriamo di fame, per arrivare a un ipotetico confine, venire arrestato e trattato da delinquente, senza che io abbia mai schiacciato una mosca. Che tipo di reazione potrei avere?

Io credo che mi risponderei che sono nato sulla terra e che ho un diritto naturale alla vita! Se lo Stato cerca di uccidere me e la mia famiglia, o di tenermi recluso avrò il diritto di difendermi o quantomeno di spostarmi? Se il luogo dove mi trovo è pericoloso, posso cercare un luogo sicuro?

Tutte queste cose in natura sono normalmente garantite. Tutti gli animali ne usufruiscono ogni giorno. Anzi, normalmente si giustifica l'esistenza della comunità proprio con gli argomenti della maggiore sicurezza, oltre che, dei normali vantaggi che derivano dall'essere animali sociali.

Alla luce di questo ci si dovrebbe chiedere:

Lo Stato italiano ha il diritto di arrestare e processare persone che vengono in Italia a chiedere aiuto e maggiore sicurezza? Siamo un popolo di gente solidale o semplici cani arrabbiati?

La povertà, si combatte con la costruzione di politiche solidali e regole che permettano agli individui di contribuire alla società o con semplici divieti?

I divieti che si stanno costruendo nella nuova società italiana hanno una portata ideologica?


Commenti
GIUSTIZIA SI E NO
Scritto da NEMO il 2010-03-19 18:10:24
Concordo pienamente col fatto che il sistema giudiziario italiano sia ormai ridotto a un "Colabrodo". Ma arrivare a pensare che uno Stato non abbia il diritto di indagare ed eventualmente arrestare persone che vengono in Italia, nelle loro intenzioni, per chiedere aiuto e protezione, non mi sembra una cosa assurda e così fuori legge come si vorrebbe far ritenere. Come si farebbe ad accertare le intenzioni di queste persone, senza indagare su di loro e quindi di necessità fermarli in qualche modo, cioè "arrestarli"?.  
A volte sembra che vogliamo veramente, come dice il proverbio, "la botte piena e la moglie ubriaca"!
Il mio sogno (ad occhi aperti).
Scritto da feliciotto il 2010-03-19 20:34:45
Che gli immigrati debbano essere trattati come persone e non come esseri senza diritti o inferiori sono pienamente d'accordo.  
Quello che vorrei o meglio il mio sogno che vorrei si realizzasse al più presto e di non vedere più persone che devono lasciare la loro terra per fame o per guerre, perciò i governi occidentali dovrebbero seriamente aiutare questi popoli nelle loro terre, spodestare i governi corrotti che li riducono alla fame. 
Siccome questo costa tanto denaro e e tanti interessi dei paesi più sviluppati verrebbero a sfumare mi sa tanto che sogno ad occhi aperti. 
Forse hai ragione...
Scritto da ale il 2010-03-20 12:05:38
O forse no! 
Se l'extracomunitario fosse uno sceicco dell'Arabia Saudita o un calciatore multimiliardario subirebbe lo stesso trattamento? 
Secondo me la discriminante è la povertà.  
 
Nel tuo commento si presume che l'extracomunitario abbia cattive intenzioni e che si debba verificarli uno a uno. In un paese normale si dovrebbe essere innocenti fino a prova contraria. Qui si usano due pesi e due misure. Se provoco il crack della Parmalat e mando in fumo i risparmi di tanti italiani o vado a prostitute me la cavo con un buffetto, se invece ho "la botte vuota e la moglie che muore di fame" mi devo scontrare con un sistema di leggi che al posto di gestire e regolamentare mi accusa e mette in carcere. 
 
Il tranello del berlusconismo è proprio questo: cerca di farti avere paura di quelli che hanno bisogno di maggiore aiuto e di farti ammirare i fasti della ricchezza. Trasformando la nostra repubblica in cosa privata e i fatti privati in cose pubbliche.  
 
Dobbiamo riprendere il possesso del nostro pensiero e ritrovare la solidarietà, che è un atteggiamento naturale nel popolo italiano.
Scritto da VincenzoMerlino il 2010-03-20 14:03:10
attenta analisi, il problema immigrazione rappresenta da qualche anno uno dei temi più dibattuti della politica e che ha permesso a formazioni xenofobe e razziste di ottenere grandi risultati elettorali grazie a toni populisti e soluzioni tanto semplicistiche quanto stupide e fuori dalla realtà! disoccupazione? colpa degli immigrati ruba lavoro. insicurezza? colpa dei clandestini assassini, stupratori e terroristi. l'inter vince lo scudetto? colpa degli stranieri! L’unica soluzione, mandare tutti via, impedire agli immigrati le cure mediche, fino a definire illegale una persona per il semplice motivo di essere straniero, credo che il reato di clandestinità sia un’assoluta barbaria in un paese che si definisce civile nel 2010, soprattutto se ci riferiamo a tutte quelle norme internazionali ratificate dall’italia nel corso degli anni e che con grande rammarico sembrano solo piene di stupida retorica!  
Il problema mi sembra molto più complesso e non si può limitare ai soli confini nazionali, fino a quando ci sarà una disparità di condizioni tra il nord e sud, fino a quando le nostre multinazionali continueranno a sfruttare le risorse e a rubare le terre dei paesi del terzo mondo i popoli di questi paesi non avranno altra scelta per sfuggire alla povertà! Io sono molto pessimista sul futuro, il capitalismo si basa sullo sfruttamento e ha bisogno che ci siano queste situazioni di sottosviluppo! Se a questo aggiungiamo la crescita demografica esponenziale dell’africa sub sahariana (l’africa raggiungerà il miliardo di abitanti entro il 2050), l’impoverimento e la riduzione delle terre coltivabili, è facile capire che nei prossimi anni leggi e accordi con i simpatici libici saranno inutili per fermare ondate sempre più grandi di disperati! 
Precisazione
Scritto da NEMO il 2010-03-21 16:22:45
Caro Ale, 
forse non mi sono spiegato bene. Il mio discorso si riferiva agli Immigrati Clandestini, non agli Immigrati in genere, come sembra lei abbia ragionato. E quindi non è il caso di fare di tutte le erbe un fascio, perchè ci sono Casi e Casi, che la legge di uno Stato che si rispetti deve accertare per adottare le opportune misure da applicare di volta in volta!
Bianco e nero
Scritto da Ago il 2010-03-22 12:28:28
Un governo, con malcelati pruriti razzisti, emana una legge che considera delinquenti i clandestini. Il dibattito, a parer mio, si sviluppa solo e soltanto su questa tesi sciagurata, cioè “clandestino equivale a delinquente”. Questa è stata in realtà la “quadra” trovata dai leghisti (che, ricordiamolo, ce l’hanno a morte anche con la gran parte degli italiani, i terroni, che certo clandestini non sono) per bloccare i flussi migratori dei poveri del sud del mondo. E’ stata una furbizia che però ha scontentato molti elettori leghisti che avevano bisogno di manodopera a basso costo per la loro “fabbrichèeeta” o per badare al nonnino in carrozzella tanto scomodo al ménage familiare. Chi si esercita a dare spiegazioni più o meno legaliste a questi provvedimenti disumani non fa altro che rendersene complice. I migranti fuggono dalla propria terra dove si muore per una banale malattia o peggio ancora di sete. Ma queste sono corde che non si vogliono toccare, sofferenze e ingiustizie che non si vogliono capire neanche se si è prof. e qui la cultura diventa vittima della malafede. Un saluto a tutti gli uomini di buona volontà.
Conclusioni sbagliate o Tesi forzate
Scritto da NEMO il 2010-03-23 09:16:47
Volersi impacanre a salvatori del mondo mi ha sempre insospettito, specie se certi inviti sono conditi di apprezzamentti ironici e fuori luogo! Sembra, caro Ago, che vuoi fare la romanzina anche al Padreterno e che come ragioni tu è il non plus ultra! Preferirei non interloquire di più sull'argomento, visto la piega dei tuoi discorsi. Con rispetto e stima.
Touchè?
Scritto da Ago il 2010-03-23 20:20:49
Ho fatto una analisi con un po' di ironia per pepare il mio ragionamento e non ci vedono nulla di offensivo. Credo che lei non abbia argomenti per contrastare il mio punto di vista che non vuole essere una ramanzina ma vuole sottolineare lo stato di degrado anche culturale cui siamo arrivati. Io non ho interloquito con lei, non l'ho citata una sola volta. Sappia comunque che scrivere sul forum vuol dire esporsi a critiche o apprezzamenti. Lei per esempio mi ha criticato e non sui contenuti ma sul mio modo di scrivere. Un saluto a tutti.
la regola
Scritto da antoniocafaro il 2010-03-24 13:43:44
La regola 
 
Mi sarebbe piaciuto leggere commenti e opinioni pertinenti all’articolo e riguardanti il comportamento dell’individuo rispetto alle regole. 
Nella lettera è pregevole l'input sulla presa di coscienza della possibilità di obiettare alle regole. 
Sull’argomento si potrebbero scrivere fiumi di parole. 
La povertà economica è più o meno importante della povertà culturale, della conoscenza delle regole sociali? 
L’integrazione socio culturale quali regole e comportamenti deve prevedere? 
 
Antonio Cafaro 

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