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venerdì 04 giugno 2010

San Giovanni Rotondo NET - In ascolto della 'Parola'CORPUS DOMINI

“Tutti mangiarono a sazietà”

a cura di
don Salvo Miscio







LITURGIA DELLA PAROLA



Prima Lettura

Offrì pane e vino.

Dal libro della Gènesi

Gen 14,18-20

In quei giorni, Melchìsedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abram con queste parole: «Sia benedetto Abram dal Dio altissimo, creatore del cielo e della terra, e benedetto sia il Dio altissimo, che ti ha messo in mano i tuoi nemici». E [Abramo] diede a lui la decima di tutto.




Salmo Responsoriale

Dal Salmo 109 (110)

R. Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.

Oracolo del Signore al mio signore: «Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi». R/.

Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: domina in mezzo ai tuoi nemici! R/.

A te il principato nel giorno della tua potenza tra santi splendori; dal seno dell’aurora, come rugiada, io ti ho generato. R/.

Il Signore ha giurato e non si pente: «Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchìsedek». R/.





Seconda Lettura

Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

1 Cor 11,23-26

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».

Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».

Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.



Canto al Vangelo

R. Alleluia, alleluia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore, se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.

R. Alleluia.





Vangelo

Tutti mangiarono a sazietà.

Dal vangelo secondo Luca

Lc 9,11b-17

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.

Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».

Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini.

Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.

Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.

Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.






Con Gesù basta e avanza…

Dio ha sempre provveduto il pane ai suoi figli. Abramo fu sfamato dal sacerdote nel tempio. Gesù non solo viene a ribadire questa cura provvidenziale del Padre per i suoi figli, ma mostra la sovrabbondanza del dono. I pani sfamano le folle e avanzano. Ma l’abbondanza non è solo significata dalla quantità ma dal pane nuovo che viene offerto agli uomini: il corpo di Cristo stesso che si dona quale Pane di vita per ogni uomo.

Che gioia sapere di essere accolti al banchetto e di essere destinatari di quanto Dio ha di più prezioso: il Figlio suo. Solo mangiando questo pane potremo diventare a nostra volta figli come Lui, e quindi, potremo fare anche noi della nostra vita un dono. Insieme con tutti i battezzati quando celebriamo l’eucaristia diventiamo anche noi il Corpo di Cristo, perché lo stesso Spirito che il sacerdote invoca sulle offerte lo invoca sul popolo che celebra. Oggi è la festa del Corpus Domini, quindi della intera chiesa che è ed è chiamata a diventare sempre più il Corpo del Signore.

 

 

 

 

 

 

 

 

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