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venerdì 11 giugno 2010

San Giovanni Rotondo NET - In ascolto della 'Parola'XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

“Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato”

a cura di
don Salvo Miscio







LITURGIA DELLA PAROLA

 

 

Prima lettura

Il Signore ha rimosso il tuo peccato; tu non morirai.

Dal secondo libro di Samuele

2 Sam 12,7-10.13

In quei giorni, Natan disse a Davide: «Così dice il Signore, Dio d’Israele: Io ti ho unto re d’Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul, ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone, ti ho dato la casa d’Israele e di Giuda e, se questo fosse troppo poco, io vi aggiungerei anche altro.

Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Urìa l’Ittìta, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammonìti.

Ebbene, la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Urìa l’Ittìta».

Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai».

 

 

 

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 31 (32)

R. Togli, Signore, la mia colpa e il mio peccato.

 

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa e coperto il peccato. Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto e nel cui spirito non è inganno. R/.

 

Ti ho fatto conoscere il mio peccato, non ho coperto la mia colpa. Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità» e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato. R/.

 

Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia, mi circondi di canti di liberazione. Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti! Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia! R/.

 

 

 

Seconda Lettura

Non vivo più io, ma Cristo vive in me.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Gal 2,16.19-21

Fratelli, sapendo che l’uomo non è giustificato per le opere della Legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù per essere giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della Legge; poiché per le opere della Legge non verrà mai giustificato nessuno.

In realtà mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.

Dunque non rendo vana la grazia di Dio; infatti, se la giustificazione viene dalla Legge, Cristo è morto invano.

 

 

 

Canto al Vangelo

R. Alleluia, alleluia.

Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

R. Alleluia.

 

 

 

Vangelo

Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato.

Dal vangelo secondo Luca

Lc 7,36–8,3

In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.

Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».

Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».

E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».

Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.

 

 

 

 

 

Non rendiamo vana la grazia di Dio!

 

Davide, re di Israele, è accompagnato continuamente dalla presenza di Dio. Egli però, quando dimentica ciò, compie iniquità e rischia di trascinare nel baratro la storia del suo popolo. Di fronte al suo pentimento, Dio lo perdona e lo ristabilisce nella grazia. San Paolo, infatti, ci ricorda che è la nostra risposta di fede al Signore e non la Legge, che ci assicura il perdono dei peccati e quindi la salvezza.

Gesù nel Vangelo perdona una donna, pubblicamente conosciuta come peccatrice, rivelando che il criterio con cui Dio elargisce il suo perdono è l’amore che la creatura si sforza di donare. Inoltre, dice Gesù a Simone, uomo dabbene che lo accoglie in casa, che ama di più l’uomo a cui viene perdonato di più. A chi molto ama, molto sarà perdonato; e colui al quale viene molto perdonato, ama molto. Solo l’amore genera amore e libera veramente la vita anche del più incallito peccatore.


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