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Opinioni sulla chiesa inferiore di San Pio Stampa E-mail
Inserito da Redazione   
venerdì 11 giugno 2010

San Giovanni Rotondo NET - OpinioniLa replica di Antonio Cafaro all’articolo di don Paolo Farinella







Nelle scorse settimane don Paolo Farinella attraverso un articolo pubblicato su “Micromega” ha espresso una dura critica sulla chiesa inferiore di San Pio e su San Pio stesso.

Di seguito la replica di Antonio Cafaro, Presidente Centro studi per la comprensione tra i popoli “Archi di Pace”

 

 

Mi rimane difficile iniziare una risposta ad una opinione perentoria e pervasa di autoritarismo come quella espressa da don Farinella sulla chiesa inferiore di S. Pio.

Cominciamo a dire che mi imbarazza dover controbattere un prete.

Dal suo articolo:

1)  “2.000 metri quadrati (sì, sic!), cioè l.equivalente di 25 appartamenti di 80 metri quadri” (sarebbero meglio il paragone con appartamenti da 40 metri più funzionali alle prossime generazioni che saranno sempre più povere di spirito e di figli, ne risulterebbe un numero maggiore).

2) Dalle angherie “I frati hanno angariato p. Pio quando era in vita”, ad “un enorme processo di marketing“: a don Farinella sfugge la storia di San Pio e l’economia dei centri di culto o dei santuari.

3) L’oro massiccio “poteva e doveva essere impegnato per alleviare le sofferenze”; a don Farinella sfugge ancora anche la provenienza di quell’oro e tutto il dolore di cui esso è stato ed è testimone… e quanta sofferenza esso ha alleviato e consolato, prima di diventare luce che rappresenta, nella iconografia religiosa, lo splendore divino.

4) Si scatena e molla i freni inibitori quando dice “mentre migliaia di famiglie sono sul lastrico per mancanza di lavoro e altre migliaia perdono la casa per impossibilità di onorare gli impegni ipotecari ecc”

5) Infine sentenzia “prendo un impegno per la vita” “mai andrò” a San Giovanni perché non credo in san Pio “. Mi basta e avanza Gesù Cristo”

 

Non conosco le idee socio politiche di Don Farinella ma conosco bene le mie per cui mi permetto di controbattere senza spirito polemico.

 

Cominciamo dalla povertà.

A cosa possono servire pochi chilogrammi di oro per risolvere la povertà? In una economia senza etica e morale dove banchieri e stati bruciano in poco tempo milioni e milioni di Euro. In una società dove la crisi la paga la povera gente, lei vorrebbe usare il loro stesso oro, l’oro che è segno di sofferenza alleviata, una generosa donazione di fedeli che hanno offerto ciò che avevano di più prezioso per ringrazia re S. Pio. Forse Lei pensa che siano stati i potenti della terra o i banchieri a donare l’oro a S. Pio?

Al di là di qualsiasi discorso etico o religioso non Le sembrerebbe paradossale risolvere la povertà con l’oro dei poveri e dei sofferenti. Altre strade sono possibili per la giustizia economica nella nostra e in tutte le altre società del villaggio globale. Per trovare queste strade e percorrerle dobbiamo conoscere quelle che abbiamo scartato.

 

Abbiamo scartato l’economia della parabola dei lavoratori della vigna, abbiamo scartato le teorie di un illuso che voleva ridistribuire il plus valore. Abbiamo scelto la “proprietà”, il “consiglio di amministrazione”, il “manager”, l’ “amministratore delegato” da una parte e il “lavoratore precario” dall’altra. Mi permetta di allentare per qualche istante anche i miei freni inibitori e dirle cosa mi pesa al mattino prima di rimettere i piedi a terra alzandomi dal letto per andare a lavorare. Mi pesa pensare come fare per produrre plus valore che garantisca a tutte le figure su citate, cui si aggiungono tutti i rappresentanti di governo (li ha mai contati quanti sono dal governo locale in modo piramidale fino al governo Europeo), gli enti, gli organismi internazionali, senza trascurare le banche, le assicurazioni, i sindacati, dicevo per garantire a tutte queste figure lo stipendio e ricoprire i loro sprechi? Perché sono io lavoratore che mantengo in piedi tutta questa gente, con le mie tasse, con i miei risparmi, con il prodotto lordo che produco! E tutto diventa più difficile se penso che essi non hanno un comportamento etico adeguato agli impegni assunti verso la società.

 

Ma torniamo all’argomento.

Io credo sia questa organizzazione che andrebbe ripensata per agire positivamente sulla povertà e non scagliarsi contro un’opera d’arte che ci fa dire che in fondo l’uomo del nostro tempo ha anche lui qualcosa per cui potrebbe essere salvato. Pensi se Michelangelo non fosse mai stato incaricato da papa Sisto IV Della Rovere nel lontano 1471 di dipingere la cappella Sistina….o se Giotto, nel 1312, non fosse stato incaricato di eseguire i dipinti nella chiesa inferiore (loculo) di S. Francesco.

 

Gli spazi, i metri quadrati.

Il Gargano, la “montagna sacra” benedetta non per mano d’uomo ma direttamente da S. Michele Arcangelo, ricca di storia cristiana tra cui i resti degli eremi di Santa Maria di Pulsano, “loculi”, se pur angusti, con un angolo arricchito ed abbellito perché dedicato al Signore. Resti di un periodo in cui i monaci preferivano l’eremitaggio alla convivenza.

Oggi, all’alba del terzo millennio, questo patrimonio culturale-religioso si arricchisce e si completa con la nuova chiesa dell’architetto Renzo Piano, architettura ed arte dei nostri tempi, costruita per rispondere al bisogno di fede dell’uomo di oggi, fede vissuta come condivisione, compartecipazione di massa. Per rispondere a questo modo di vivere la fede c’è bisogno di spazi adeguati e Le dico che in alcune occasioni la chiesa di S. Pio risulta anche piccola.

 

L’oro massiccio.

La volta della Chiesa inferiore è tappezzata da foglia d’oro. Sono stati usati pochi chilogrammi di ex voto e doni d’oro fatti a Padre Pio. Valore commerciale quasi nullo, ma volendo calcolarne il valore alla quotazione di mercato dell’oro, le dico che è meno del 10% del prezzo di un appartamento con vista Colosseo.

 

Facebook, sapere e conoscenza

Nel ventesimo secolo l’uomo ha creduto di spiegare tutto con la scienza, con la ragione, ha esplorato lo spazio infinito e ha squarciato l’infinitamente piccolo creando, in questo caso, più sofferenza che conoscenza. E mentre il confronto tra scienza e fede è stato aspro e vivo, un umile frate, sulla montagna sacra, è vissuto per 50 anni con piaghe sanguinanti, guarite, alla sua morte, senza lasciare cicatrici. Credo che mentre la scienza era tesa a dimostrare l’assenza di Dio è stato umano trovare opinioni contrastanti su Padre Pio. Oggi per quello che Lei scrive “non credo in quei fenomeni che vogliono fare passare per straordinari e non credo nelle apparizioni”, debbo ritenere che si sarebbe schierato con quei frati che “ hanno angariato p. Pio quando era in vita, lo hanno spiato, lo hanno tradito, lo hanno esiliato, lo hanno fatto soffrire”.

Facebook, internet e i moderni mezzi di comunicazione, sono spesso ignoranza che si fa conoscenza, sapere superficiale ed apparente che si fa verità. I mezzi di comunicazione invece vanno presi per quello che sono: contenitori dove poter e saper cercare informazioni utili a formare coscienza e intelletto, non copia e incolla. Fermo restando che la Conoscenza, il Sapere si acquisiscono sempre allo stesso modo: la onestà intellettuale, lo studio e la ricerca..

Comunque siamo liberi di farci informare da chi ci pare, anche dalla amica su Facebook che ci riferisce di loculi di 2000 metri quadrati e di oro massiccio, prenderlo per “oro colato” e dire al mondo la nostra opinione senza riflettere che essa sarà una verità costruita su errori.

L’impegno

 

Su questa montagna sacra, che ha visto pellegrino San Francesco, che ha assistito alla conversione di S. Camillo De Lellis e all’alba del terzo millennio, quanto tutti ci riteniamo in grado di comprendere, ha rivissuto in San Pio il mistero, non c’è bisogno che Lei si impegni a non venire, io Le consiglio di non venire perché credo, a giudicare da quanto veleno ha messo nel suo articolo, rischierebbe la “conversione” se solo ci si accostasse senza pregiudizi..

Lei, io penso, deve avere una personalità forte, deve essere abituato a confrontarsi con i potenti, in più mi fa pensare, dal sua articolo, che deve avere un rapporto privilegiato con Gesù Cristo perché dice “ Mi basta e avanza Gesù  Cristo e credetemi, ne avanza anche tanto”

La povera gente, le persone umili, invece, non sono avvezze al rapporto diretto con il potere e anche nell’esercizio della fede in Gesù Cristo, che a loro non manca, sono abituati a rivolgersi a Lui per intercessione degli Angeli, dei Santi e della Madonna. Non per questo possono essere biasimati, non crede?

 

Concludo con una domanda: se le basta ed avanza Gesù Cristo, perché usa tanta violenza verbale su cose che non ha visto e vissuto personalmente?

 

Con ossequi,

Dr. Antonio Cafaro

 


Commenti
Concordo con il Dr. Cafaro
Scritto da rilio il 2010-06-12 08:29:48
Concordo pienamente con quanto detto dal Dr. Antonio Cafaro. Un commento rispettoso e veritiero. 
Maurilio Impagliatelli

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