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A latere dell’ «Amaro Giuliani» Stampa E-mail
Inserito da Redazione   
lunedì 14 giugno 2010

San Giovanni Rotondo NET - Gennaro Giuliani
di
Gennaro Giuliani






Di seguito il commento inviatomi via facebook dal sindaco Gennaro Giuliani in ordine al mio intervento su alcune sue affermazioni nel corso della presentazione del libro di Gennaro Tedesco “Amaro Giuliani”.
Caro Sindaco, avrei ancora tanto a mia volta da replicare ma a quanto leggo siamo forse ancora distanti sul concetto di democrazia, partecipazione e responsabilità. Parli ad un certo punto di processi, condanne, colpevoli... direbbero da qualche altra parte “ma de che?”   Era solo e pura critica.
Il seguito della presentazione era, come lo è stato il mio scritto, un approfondimento, un voler mettere i puntini sulle “i” del tuo discorso e non processi. Ripeto: era solo critica, elemento potenziale di crescita… per tutti.

G.P.

 

 

Caro Giovanni,
ero certo che i commenti sulla serata di presentazione del libro non si sarebbero fatti attendere e, di frequente, in questi due giorni sono andato a sbirciare sui blog con l’impazienza di chi aspetta il postino che gli deve recapitare corrispondenza importante.

Sapevo che avresti ripreso il tuo intervento incompiuto, l’avevo capito dal disappunto che avevi mostrato – garbatamente, come tuo costume – ascoltando le mie parole.

Lo stesso immaginavo da Berto, e forse da qualcun altro, dal cui volto traspariva l’amarezza dovuta più che alla rievocazione degli eventi dell’anno scorso, alla interpretazione che io ne facevo.

La verità è che qualunque “politico” più avveduto di me non avrebbe mai partecipato a quella presentazione, perché era ben evidente il rischio di riaprire la discussione di una questione che non avevo alcun “vantaggio” a riproporre alla pubblica opinione: ho pensato, invece, che non ci si debba mai sottrarre alla discussione, all’approfondimento, all’analisi politica, se servono a capire per correggersi, a ricostruire per costruire.


E’ evidente che quella serata ha lasciato un senso di incompiuto, forse più in me che negli spettatori, in ragione di una discussione non sufficientemente approfondita: non trovo giusti, però, i biasimi al Consigliere comunale che è intervenuto riferendo che riteneva inappropriata la sede “per affrontare la questione”, avendo intuito che si stava avviando a celebrare un processo in un contesto che aveva già individuato e condannato il colpevole: il Partito Democratico.


Non si può negare, infatti, che il libro contiene una tesi già precostituita!

Quello che invece bisogna capitalizzare da quella serata è proprio il desiderio incalzante di partecipare, interessarsi, parlare e fare politica, approfittare della presenza dei massimi rappresentanti politici della città per approfondire i temi politici irrisolti. In questo senso è un’occasione persa e merita una seconda chance, magari con tavoli e protagonisti più ampi.

Sfogliare le pagine del libro di Gennaro Tedesco e rileggere la lettera aperta che ho scritto proprio in occasione dell’avvicendamento della prima giunta e che tu hai inteso ripubblicare a memoria dei tanti distratti (me incluso?), è, per me, esercizio interessante e, per molti versi, imbarazzante: i proclami, le buone intenzioni, i temi della campagna elettorale, gli impegni dichiarati assumono, oggi, agli occhi di molti, le sembianze di neve sciolta al sole, tante e tali sono le apparenti e pretese manchevolezze e insufficienze dell’azione politico-amministrativa.

Per me sono, ovviamente, apparenti, ma non è all’ordine del giorno l’onere della prova della efficacia dell’azione politico-amministrativa. All’ordine del giorno non c’è nemmeno la difesa d’ufficio che avrei fatto del Partito Democratico e che mi ha fatto meritare l’appellativo di “vergognoso” da parte di qualcuno: quella, se ho ben capito il tuo intervento, può “tranquillamente passare”, poiché sembrerebbe quasi naturale che un Sindaco si arrampichi sugli specchi per dimostrare coesione e convergenza con la parte politica che lo sostiene.
Pertanto, se ho capito bene, da questo capo di imputazione risulto assolto!


La cosa che ritieni indigeribile e falsa è l’individuazione del “mandante” nella mia ricostruzione: secondo te, non è, come ho, invece, asserito io quella sera, la città che, in quei frangenti, lamentava l’assenza dei “punti di riferimento” presso Palazzo di Città e ne chiedeva, pertanto, il ripristino – la restaurazione, secondo alcuni –, ma era il Partito Democratico che, con forza, ha voluto il cambio degli uomini della Giunta.

Hai descritto, davvero con estrema limpidità, il passaggio logico centrale del mio ragionamento: il Partito Democratico, “avvertendo il disagio e l’esigenza dei cittadini” di avere punti di riferimento efficacemente rappresentativi della politica accreditata dal suffragio popolare, “ha recepito il messaggio della città traducendolo operativamente con il cambio degli uomini in giunta”.

È tutta nell’“equazione” consenso–rappresentatività la chiave della nostra disputa e, certamente, non siamo i primi e non saremo gli ultimi che si cimentano in questo inestinguibile dibattito.

Rimane sul tavolo, quindi, esclusivamente il tema del rinnovamento della politica, delle ragioni che, anche per questa legislatura, hanno portato i cittadini di San Giovanni Rotondo a eleggere, per la quasi totalità, consiglieri comunali con un bagaglio politico imponente.
Non sarà, invece, che chi invoca e dice di perseguire il rinnovamento della politica possiede capacità di elaborare una proposta progettuale costruendola esclusivamente sul rifiuto di quella attuale? E che questa proposta, visti i risultati elettorali, non è, evidentemente, ancora credibile?

I teorici del rinnovamento – fra i quali, ahimè, ci sono (c’ero?) anch’io – possono permettersi di sminuire i risultati, sempre eccellenti, dei “big” della politica nostrana, derubricandoli a mobilitazione di clientele o a riedizioni moderne di meccanismi della Prima Repubblica?


Proviamo a darci queste risposte e, forse, così ci spiegheremo anche le cause dell’insuccesso della proposta di rinnovamento di Giuliani.

Non c’è alcun intento provocatorio, anzi, queste domande sono rivolte prima di tutto a me stesso, per capire dove ho sbagliato, se inseguivo solo una vana illusione, se sono stato troppo tiepido nello spendermi per il progetto “Semplicemente Pugliesi” di Michele Emiliano, se i crediti di cui disponevo e che ho impegnato sul tavolo del rinnovamento sono esauriti.

PS: Sarei tentato di chiederti, ove tu lo ritenga opportuno, la pubblicazione su sangiovannirotondonet di questo mio intervento, se non fosse che mi contrariano quei commentatori che, con l’anonimato, pensano di potersi permettere ogni libertà di cattiveria gratuita e malignità. Già ti spiegavo che non riesco a comprendere la necessità di costoro di rimanere anonimi, posto che penso di aver dimostrato di non essere persona irriguardosa delle critiche altrui, o, peggio, vendicativa.
Ad ogni buon conto, lascio a te la decisione.
Grazie

Gennaro Giuliani



Commenti
...
Scritto da andrea il 2010-06-14 22:25:36
Caro Gennaro, 
 
Sono incavolato perchè vedo un paese che amo andare a rotoli.  
 
Sono incavolato con te perchè tu hai la facoltà e hai la capacità di risollevare questo paese.  
 
Sono incavolato perchè tu sei il miglior sindaco che Sangiovanni abbia espresso negli ultimi tempi.  
 
Sono incavolato perchè col commissario prefettizio l'ordinaria amministrazione funziona e con te no. 
 
Sono incavolato perchè non hai avuto le palle di dire qui comando io e si fa come dico io. 
 
Sono incavolato perchè in fin dei conti.. non hai capito che i tuoi amici sono da ricercare nelle persone che hai messo fuori, nell'opposizione e non nei tuoi fiduciari. 
 
Sono incavolato perchè sei fermo in attesa del colpo di grazia.  
 
Sono incavolato perchè offendi i cittadini per difendere chi ti sta usando ed i cittadini in te nutrono ancora un briciolo di fiducia. 
 
Ma soprattutto sono incazzato perchè qualcuno, con un importante ruolo in seno al consiglio comunale, ha accusato i cittadini di mandare a rotoli il paese invitandoli al silenzio. Anche se forse ha ragione, è colpa loro se hanno accolto il tuo invito " Vi fidate di me?". 
 
Con estremo affetto...  
AP 
non posiamo più aspettare
Scritto da antoniomancini il 2010-06-15 12:00:36
caro sindaco al di la di essere incavolato sono sconcertato da questa classe politica, come si può restare inpassibili a tutte le problematiche che questo paese ha e restarsene comodamente seduti dietro ad una poltrona aspettando l'ora del giudizio? questo paese ha bisogno di una classe politica che abbia le capacità di costruire certezze e non solo di rilasciare concessioni edilizie selvaggie. Oggi caro sindaco questo paese ha bisogno di gente operativa e dinamica e non di quella che vive di rendita a palazzo San Francesco, i problemi si vivono tra la gente che oggi non riesce più a sopravvivere (sembra strano come sia possibile questo a san giovanni rotondo) ma questo non potete saperlo perchè avete avuto la fortuna di avere certezze economiche ma fuori dal palazzo la gente è agli estremi. perciò nella stima che ho nei Vostri confronti Vi invito a stimolare la tua squadra (Visto il periodo) a iniziare una politica nuova fatta di fatti e non di solo parole. antonio mancini
non possiamo più aspettare
Scritto da fdicosmo il 2010-06-15 16:28:14
In riferimento a quanto afferma Antonio Mancini, "Oggi caro sindaco questo paese ha bisogno di gente operativa e dinamica e non di quella che vive di rendita a palazzo San Francesco", sono pienamente d'accordo. 
Mi riferisco all'operato dello Sportello Energia Ambiente al quale, a oggi, non è stato dato nessun riconoscimento e nessuna considerazione e gratificazione.  
Solo nel 2009 sono state "regalate", in beneficienza, grandi somme di denaro per manifestazioni inutili o quasi: oltre 200 mila Euro. 
Lo Sportello Energia Ambiente, aperto con regolare protocollo di intesa nel 2007 con il Comune e nel Comune con sede staccatta presso la locale Confcommercio in via Corso Roma, non ha ottenuto ancora nessun riconoscimento. Lo Sportello opera per il Comune, per le Istituzioni, per le Attività e per i Cittadini allo scopo di Informare, Formare e Aggiornare su tematiche che vanno dall'Ambiente, al Risparmio energetico, alle Energie Rinnovabili, alla Sicurezza nei luoghi di Lavoro e di Vita, ecc... 
franco di cosmo
Prigionieri dell “equazione” consenso–ra
Scritto da antoniocafaro il 2010-06-17 13:25:09
Se io rinnovo le mie idee politiche sono un uomo-politico rinnovato. 
Se la politica si rinnova o coglie e si adegua al bisogno di rinnovamento, esso può essere espresso da uomini-politici che fanno proprio il rinnovamento siano essi vecchi o nuovi politici. 
Quando tutto ciò è progetto che non deve confrontarsi con scadenze amministrative non c’è limite alla maturazione delle idee e degli uomini che devono far proprie le nuove idee politiche. 
La scadenza amministrativa impone assunzioni di responsabilità e come suol dirsi oggi che il soggetto metta la sua faccia per trasformare/rappresentare il progetto in consensi. 
Problema. Verifica dell’equazione. 
Un patito politico ha X consensi, perciò chi mette la faccia in questo partito avrà una media garantita di X/Y consensi più i dividendi dei consensi al progetto politico incentrato sul leader-rappresentante e sull’idea di rinnovamento. 
Lo stesso soggetto fuori dal suddetto partito quanti consensi personali potrebbe avere?  
Il giudizio sui dati di fatto “che ci sia stata una restaurazione o che il progetto di rinnovamento vada avanti” è sospeso fino alla richiesta di un nuovo mandato. 
Il sindaco ha le qualità per un nuovo mandato e il tempo per rilanciare il progetto in funzione di un nuovo mandato. 
Antonio Cafaro 

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