Di
seguito il commento inviatomi via facebook dal sindaco Gennaro Giuliani in
ordine al mio intervento su alcune sue affermazioni nel corso della
presentazione del libro di Gennaro Tedesco “Amaro Giuliani”. Caro Sindaco, avrei
ancora tanto a mia volta da replicare ma a quanto leggo siamo forse ancora
distanti sul concetto di democrazia, partecipazione e responsabilità. Parli ad
un certo punto di processi, condanne, colpevoli... direbbero da qualche altra
parte “ma de che?” Era solo e pura critica.
Il seguito della presentazione era, come lo è stato il mio scritto, un
approfondimento, un voler mettere i puntini sulle “i” del tuo discorso e non
processi. Ripeto: era solo critica, elemento potenziale di crescita… per tutti.
G.P.
Caro Giovanni,
ero certo che i commenti sulla serata di presentazione del libro non si
sarebbero fatti attendere e, di frequente, in questi due giorni sono andato a
sbirciare sui blog con l’impazienza di chi aspetta
il postino che gli deve recapitare corrispondenza importante.
Sapevo che avresti ripreso il tuo intervento incompiuto, l’avevo capito dal
disappunto che avevi mostrato – garbatamente, come tuo costume – ascoltando le
mie parole. Lo stesso immaginavo da Berto, e forse da qualcun
altro, dal cui volto traspariva l’amarezza dovuta più che alla rievocazione
degli eventi dell’anno scorso, alla interpretazione che io ne facevo.
La verità è che qualunque “politico” più avveduto di me non avrebbe mai
partecipato a quella presentazione, perché era ben evidente il rischio di
riaprire la discussione di una questione che non avevo alcun “vantaggio” a
riproporre alla pubblica opinione: ho pensato, invece, che non ci si debba mai
sottrarre alla discussione, all’approfondimento, all’analisi politica, se
servono a capire per correggersi, a ricostruire per costruire.
E’ evidente che quella serata ha lasciato un senso di incompiuto, forse più in
me che negli spettatori, in ragione di una discussione non sufficientemente
approfondita: non trovo giusti, però, i biasimi al Consigliere comunale che è
intervenuto riferendo che riteneva inappropriata la sede “per affrontare la
questione”, avendo intuito che si stava avviando a celebrare un processo in un
contesto che aveva già individuato e condannato il colpevole: il Partito
Democratico.
Non si può negare, infatti, che il libro contiene una tesi già precostituita! Quello che invece bisogna capitalizzare da quella
serata è proprio il desiderio incalzante di partecipare, interessarsi, parlare
e fare politica, approfittare della presenza dei massimi rappresentanti
politici della città per approfondire i temi politici irrisolti. In questo
senso è un’occasione persa e merita una seconda chance, magari con tavoli e
protagonisti più ampi.
Sfogliare le pagine del libro di Gennaro Tedesco e
rileggere la lettera aperta che ho scritto proprio in occasione
dell’avvicendamento della prima giunta e che tu hai inteso ripubblicare a
memoria dei tanti distratti (me incluso?), è, per me, esercizio interessante e,
per molti versi, imbarazzante: i proclami, le buone intenzioni, i temi della
campagna elettorale, gli impegni dichiarati assumono, oggi, agli occhi di
molti, le sembianze di neve sciolta al sole, tante e tali sono le apparenti e
pretese manchevolezze e insufficienze dell’azione politico-amministrativa.
Per me sono, ovviamente, apparenti, ma non è all’ordine del giorno l’onere
della prova della efficacia dell’azione politico-amministrativa. All’ordine del
giorno non c’è nemmeno la difesa d’ufficio che avrei fatto del Partito
Democratico e che mi ha fatto meritare l’appellativo di “vergognoso” da parte
di qualcuno: quella, se ho ben capito il tuo intervento, può “tranquillamente
passare”, poiché sembrerebbe quasi naturale che un Sindaco si arrampichi sugli
specchi per dimostrare coesione e convergenza con la parte politica che lo
sostiene.
Pertanto, se ho capito bene, da questo capo di imputazione risulto assolto!
La cosa che ritieni indigeribile e falsa è l’individuazione del “mandante”
nella mia ricostruzione: secondo te, non è, come ho, invece, asserito io quella
sera, la città che, in quei frangenti, lamentava l’assenza dei “punti di
riferimento” presso Palazzo di Città e ne chiedeva, pertanto, il ripristino –
la restaurazione, secondo alcuni –, ma era il Partito Democratico che, con
forza, ha voluto il cambio degli uomini della Giunta.
Hai descritto, davvero con estrema limpidità, il
passaggio logico centrale del mio ragionamento: il Partito Democratico,
“avvertendo il disagio e l’esigenza dei cittadini” di avere punti di
riferimento efficacemente rappresentativi della politica accreditata dal
suffragio popolare, “ha recepito il messaggio della città traducendolo
operativamente con il cambio degli uomini in giunta”.
È tutta nell’“equazione” consenso–rappresentatività la chiave della nostra
disputa e, certamente, non siamo i primi e non saremo gli ultimi che si
cimentano in questo inestinguibile dibattito. Rimane sul tavolo, quindi, esclusivamente il tema
del rinnovamento della politica, delle ragioni che, anche per questa
legislatura, hanno portato i cittadini di San Giovanni Rotondo a eleggere, per
la quasi totalità, consiglieri comunali con un bagaglio politico imponente. Non sarà, invece, che chi invoca e dice di
perseguire il rinnovamento della politica possiede capacità di elaborare una
proposta progettuale costruendola esclusivamente sul rifiuto di quella attuale?
E che questa proposta, visti i risultati elettorali, non è, evidentemente,
ancora credibile?
I teorici del rinnovamento – fra i quali, ahimè, ci sono (c’ero?) anch’io –
possono permettersi di sminuire i risultati, sempre eccellenti, dei “big” della
politica nostrana, derubricandoli a mobilitazione di clientele o a riedizioni
moderne di meccanismi della Prima Repubblica?
Proviamo a darci queste risposte e, forse, così ci spiegheremo anche le cause
dell’insuccesso della proposta di rinnovamento di Giuliani. Non c’è alcun intento provocatorio, anzi, queste
domande sono rivolte prima di tutto a me stesso, per capire dove ho sbagliato,
se inseguivo solo una vana illusione, se sono stato troppo tiepido nello
spendermi per il progetto “Semplicemente Pugliesi” di Michele Emiliano, se i
crediti di cui disponevo e che ho impegnato sul tavolo del rinnovamento sono
esauriti.
PS: Sarei tentato di chiederti, ove tu lo ritenga
opportuno, la pubblicazione su sangiovannirotondonet di questo mio intervento,
se non fosse che mi contrariano quei commentatori che, con l’anonimato, pensano
di potersi permettere ogni libertà di cattiveria gratuita e malignità. Già ti
spiegavo che non riesco a comprendere la necessità di costoro di rimanere
anonimi, posto che penso di aver dimostrato di non essere persona irriguardosa
delle critiche altrui, o, peggio, vendicativa. Ad ogni buon conto, lascio a te la decisione. Grazie
Gennaro Giuliani
Commenti
... Scritto da andrea il 2010-06-14 22:25:36Caro Gennaro,
Sono incavolato perchè vedo un paese che amo andare a rotoli.
Sono incavolato con te perchè tu hai la facoltà e hai la capacità di risollevare questo paese.
Sono incavolato perchè tu sei il miglior sindaco che Sangiovanni abbia espresso negli ultimi tempi.
Sono incavolato perchè col commissario prefettizio l'ordinaria amministrazione funziona e con te no.
Sono incavolato perchè non hai avuto le palle di dire qui comando io e si fa come dico io.
Sono incavolato perchè in fin dei conti.. non hai capito che i tuoi amici sono da ricercare nelle persone che hai messo fuori, nell'opposizione e non nei tuoi fiduciari.
Sono incavolato perchè sei fermo in attesa del colpo di grazia.
Sono incavolato perchè offendi i cittadini per difendere chi ti sta usando ed i cittadini in te nutrono ancora un briciolo di fiducia.
Ma soprattutto sono incazzato perchè qualcuno, con un importante ruolo in seno al consiglio comunale, ha accusato i cittadini di mandare a rotoli il paese invitandoli al silenzio. Anche se forse ha ragione, è colpa loro se hanno accolto il tuo invito " Vi fidate di me?".
Con estremo affetto... AP
non posiamo più aspettare Scritto da antoniomancini il 2010-06-15 12:00:36caro sindaco al di la di essere incavolato sono sconcertato da questa classe politica, come si può restare inpassibili a tutte le problematiche che questo paese ha e restarsene comodamente seduti dietro ad una poltrona aspettando l'ora del giudizio? questo paese ha bisogno di una classe politica che abbia le capacità di costruire certezze e non solo di rilasciare concessioni edilizie selvaggie. Oggi caro sindaco questo paese ha bisogno di gente operativa e dinamica e non di quella che vive di rendita a palazzo San Francesco, i problemi si vivono tra la gente che oggi non riesce più a sopravvivere (sembra strano come sia possibile questo a san giovanni rotondo) ma questo non potete saperlo perchè avete avuto la fortuna di avere certezze economiche ma fuori dal palazzo la gente è agli estremi. perciò nella stima che ho nei Vostri confronti Vi invito a stimolare la tua squadra (Visto il periodo) a iniziare una politica nuova fatta di fatti e non di solo parole. antonio mancini
non possiamo più aspettare Scritto da fdicosmo il 2010-06-15 16:28:14In riferimento a quanto afferma Antonio Mancini, "Oggi caro sindaco questo paese ha bisogno di gente operativa e dinamica e non di quella che vive di rendita a palazzo San Francesco", sono pienamente d'accordo. Mi riferisco all'operato dello Sportello Energia Ambiente al quale, a oggi, non è stato dato nessun riconoscimento e nessuna considerazione e gratificazione. Solo nel 2009 sono state "regalate", in beneficienza, grandi somme di denaro per manifestazioni inutili o quasi: oltre 200 mila Euro. Lo Sportello Energia Ambiente, aperto con regolare protocollo di intesa nel 2007 con il Comune e nel Comune con sede staccatta presso la locale Confcommercio in via Corso Roma, non ha ottenuto ancora nessun riconoscimento. Lo Sportello opera per il Comune, per le Istituzioni, per le Attività e per i Cittadini allo scopo di Informare, Formare e Aggiornare su tematiche che vanno dall'Ambiente, al Risparmio energetico, alle Energie Rinnovabili, alla Sicurezza nei luoghi di Lavoro e di Vita, ecc... franco di cosmo
Prigionieri dell “equazione” consenso–ra Scritto da antoniocafaro il 2010-06-17 13:25:09Se io rinnovo le mie idee politiche sono un uomo-politico rinnovato. Se la politica si rinnova o coglie e si adegua al bisogno di rinnovamento, esso può essere espresso da uomini-politici che fanno proprio il rinnovamento siano essi vecchi o nuovi politici. Quando tutto ciò è progetto che non deve confrontarsi con scadenze amministrative non c’è limite alla maturazione delle idee e degli uomini che devono far proprie le nuove idee politiche. La scadenza amministrativa impone assunzioni di responsabilità e come suol dirsi oggi che il soggetto metta la sua faccia per trasformare/rappresentare il progetto in consensi. Problema. Verifica dell’equazione. Un patito politico ha X consensi, perciò chi mette la faccia in questo partito avrà una media garantita di X/Y consensi più i dividendi dei consensi al progetto politico incentrato sul leader-rappresentante e sull’idea di rinnovamento. Lo stesso soggetto fuori dal suddetto partito quanti consensi personali potrebbe avere? Il giudizio sui dati di fatto “che ci sia stata una restaurazione o che il progetto di rinnovamento vada avanti” è sospeso fino alla richiesta di un nuovo mandato. Il sindaco ha le qualità per un nuovo mandato e il tempo per rilanciare il progetto in funzione di un nuovo mandato. Antonio Cafaro
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