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giovedì 24 giugno 2010

San Giovanni Rotondo NET - UDCL’invito al sindaco Gennaro Giuliani ad attivarsi per evitare “lo scippo” della sede distrettuale







EGREGIO SIGNOR SINDACO DI

SAN GIOVANNI ROTONDO


 Come sempre attenti alle problematiche legate alla città e particolarmente sensibili sulle questioni che attengono i valori della vita, della persona e della famiglia, poniamo all’attenzione di questa Amministrazione Comunale, ove non fosse già noto, l'ennesimo tentativo di raggiro nei confronti della nostra collettività e del Comune di San Giovanni Rotondo.

 Accade, infatti, che la Giunta Regionale con propria deliberazione n. 735 del 15/03/2010 ha dato il via ad un Progetto di riorganizzazione della RETE CONSULTORIALE pugliese che, se attuato così come presentato, penalizza ancora una volta la nostra Città.

 In estrema sintesi, si può dire che il programma elaborato sarà gestito da una struttura sovradistrettuale dell'ASL con il compito di ottimizzare la distribuzione e l'offerta delle prestazioni previste su tutto il territorio, a sua volta diviso in ambiti di competenza (più o meno corrispondenti ai Distretti Socio-Sanitari esistenti) ed organizzato in: Consultori Familiari (CF propriamente detti, ad organico completo e con sedi proprie), Punti di Accoglienza (dislocati nei paesi con Equipe di lavoro mobili) e CF interdistrettuali con specifiche competenze.

 Si dirà: allora dov'è il problema?

Il fatto è che nelle linee guida di indirizzo regionali per l'avvio del Progetto (approvate con D.G.R. n.405/09) è previsto un rapporto di almeno 20.000 abitanti per ogni C.F., mentre nella citata deliberazione n. 735/10 risulta già prevista l'assegnazione di sede del C.F. Territoriale a San Marco in Lamis, in palese difetto demografico rispetto al Comune di San Giovanni Rotondo.

Non vale nemmeno, a nostro avviso, una eventuale motivazione basata sulla mancanza di strutture adeguate per ospitare tale sede, in quanto è recentissima la deliberazione con la quale il C.C. ha concesso l'area ex ONMI per la realizzazione della sede ASL, dimostrando la piena disponibilità di questa Città a sostenere progetti per il miglioramento dell'assistenza socio-sanitaria.

 Avvertiamo, quindi, la necessità di un impegno trasversale al fine di rivendicare la legittima attribuzione della sede del CONSULTORIO FAMILIARE nel nostro Comune e, in qualche modo, compensare lo “scippo” avvenuto nell'assegnazione della sede Distrettuale.

 Ad oggi ci risulta che ci siano ampi margini d’intervento, per cui, l'invito che rivolgiamo alla S.V. ed a tutte le forze politiche impegnate nell'Amministrazione di questa comunità è quello di agire immediatamente e con forza, ognuno per la propria parte ed appartenenza, in sinergia, per ottenere quello che ci spetta di diritto.

 

U. D. C.
San Giovanni Rotondo



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