L’invito al
sindaco Gennaro Giuliani ad attivarsi per evitare “lo scippo” della sede distrettuale
EGREGIO
SIGNOR SINDACO DI
SAN
GIOVANNI ROTONDO
Come
sempre attenti alle problematiche legate alla città e particolarmente sensibili
sulle questioni che attengono i valori della vita, della persona e della
famiglia, poniamo all’attenzione di questa Amministrazione Comunale, ove non
fosse già noto, l'ennesimo tentativo di raggiro nei confronti della nostra
collettività e del Comune di San Giovanni Rotondo.
Accade,
infatti, che la Giunta Regionale con propria deliberazione n. 735 del
15/03/2010 ha dato il via ad un Progetto di riorganizzazione della RETE
CONSULTORIALE pugliese che,se attuato così come presentato,
penalizza ancora una volta la nostra Città.
In
estrema sintesi, si può dire che il programma elaborato sarà gestito da una struttura
sovradistrettuale dell'ASL con il compito di ottimizzare la distribuzione e
l'offerta delle prestazioni previste su tutto il territorio, a sua volta diviso
in ambiti di competenza (più o meno corrispondenti ai Distretti Socio-Sanitari
esistenti) ed organizzato in: Consultori
Familiari (CF propriamente detti, ad organico completo e con sedi proprie),
Punti di Accoglienza (dislocati nei
paesi con Equipe di lavoro mobili) e CF interdistrettuali con specifiche competenze.
Si
dirà: allora dov'è il problema?
Il fatto è che nelle linee guida di
indirizzo regionali per l'avvio del Progetto (approvate con D.G.R. n.405/09) è
previsto un rapporto di almeno 20.000
abitanti per ogni C.F., mentre nella citata deliberazione n. 735/10 risulta
già prevista l'assegnazione di sede del C.F. Territoriale a San Marco in Lamis,
in palese difetto demografico rispetto al Comune di San Giovanni
Rotondo.
Non vale nemmeno,a nostro avviso, una eventuale motivazione
basata sulla mancanza di strutture adeguate per ospitare tale sede, in quanto è
recentissima la deliberazione con la quale il C.C. ha concesso l'area ex ONMI
per la realizzazione della sede ASL, dimostrando la piena disponibilità di
questa Città a sostenere progetti per il miglioramento dell'assistenza
socio-sanitaria.
Avvertiamo,
quindi, la necessità di un impegno trasversale al fine di rivendicare la legittima attribuzione della sede del CONSULTORIO
FAMILIARE nel nostro Comune e, in qualche modo, compensare lo “scippo” avvenuto
nell'assegnazione della sede Distrettuale.
Ad
oggi ci risulta che ci siano ampi margini d’intervento, per cui, l'invito che
rivolgiamo alla S.V. ed a tutte le forze politiche impegnate
nell'Amministrazione di questa comunità è quello di agire immediatamente e con
forza, ognuno per la propria parte ed appartenenza, in sinergia, per ottenere quello che ci spetta di diritto.
U.
D. C. San
Giovanni Rotondo
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