Tra le attività più colpite i ristoratori del borgo antico
di Gennaro Tedesco
C’è chi ipotizza che la primavera appena trascorsa, alta stagione per i nostri operatori, abbia portato circa il 70% di presenze in meno nella città di San Pio, ma è difficile avere la controprova. Di certo abbiamo due fatti: i ristoratori del centro storico che avvertono un notevole calo e un incontro pubblico chiesto dagli albergatori fissato per il prossimo giovedì.
“Gli aderenti ad Assoalbergatori di San Giovanni Rotondo - si legge in una nota stampa dell’associazione di categoria - incontreranno il sindaco Giuliani e la giunta da lui presieduta per evidenziare le attuali difficoltà degli operatori del settore. Difficoltà di un territorio che si mostra carente, sotto ogni punto di vista, rispetto all’accoglienza e all’ospitalità con particolare riguardo alle problematiche ormai non più procrastinabili legate alla viabilità, alla zona a traffico limitato, al sistema trasporti, ai parcheggi, alla segnaletica stradale, all’arredo urbano e al verde pubblico”.
In attesa di seguire l’incontro dobbiamo purtroppo registrare le prime serrande chiuse dei ristoratori del centro storico: già chiuso da qualche settimana un ristorante di Corso Regina, chiuderà presto per spostarsi nella zona internazionale una delle prime osterie che ha scommesso sul borgo antico, grossa difficoltà per gli altri ristoranti con qualche rara eccezione. Da circa un anno un cartello “si vende” è visibile di fianco all’insegna di un’altra osteria, qualcuno si confida e si lamenta della sempre meno presenza dei turisti.
«Nelle altre città, come Pietrelcina, ci sono i cartelli con i nomi di tutti i ristoranti che sono distanti dalla zona più visitata dai turisti- si sfogano con amarezza - qui ci hanno spiegato che è impossibile».
C’è chi sostiene di essere in ritardo con i pagamenti alle banche e che inizierà dallo sciopero delle tasse sulla nettezza urbana. Insomma un quadro non confortante di una situazione che non può più essere sottovalutata. In termini strategici la ricetta per promuovere il borgo antico, come luogo con vocazione enogastronomia, sembra solo un progetto e una visione di singoli più che una percezione reale e strategica della politica.
Accantonati i progetti di Città Slow e Città Bio, l’amministrazione, con l’assessore Davide Fini, sta mettendo a punto la gara per assegnare i lavori del percorso turistico nel centro storico che prevede dieci murales raffiguranti San Pio che accompagneranno il turista da largo Delle Monache al Museo etnografico di Corso Matteotti, passando per Sant’Orsola e il Mulino Massa.
Basterà per risollevare le sorti di un sempre più decadente centro storico?
(tratto da “Il Corriere del Sud” di martedì 6 luglio 2010)
Commenti
A volte mi chiedo... Scritto da miki56 il 2010-07-09 16:14:22se quelli che transitano per via Aldo Moro siano sicuri di trovarsi a San Giovanni Rotondo... degrado totale, assenza di marciapiedi, verde pubblico inesistente... insomma dovrebbe essere la città dell'accoglienza ma è diventata la città della merd....
Scritto da cactusbike il 2010-07-10 09:51:47Ma quando stacchiamo il cordone ombelicale da San Pio e ci riprendiamo la nostra storia, San Giovanni Rotondo ha una propria storia è quella che va fatta vedere sui murales, oppure avete vergogna a far vedere la vita contadina e pastorale dei nostri nonni o di chi sgobbava in miniera. Sempre più convinto che al "pd" locale manca la "l".
Scritto da dom86 il 2010-07-10 20:39:55a voi non capita mai che vi ferma qualche turista sù al convento e vi chiede: "scusi, per san giovanni rotondo?". Purtroppo i turisti hanno la concezione che il paese è solo sù al convento e che il nostro paese dove abitiamo tutti sia un altro paese. chi mi sà dire di chi è la colpa di questa scarsa informazione? io non saprei..forse non abbiamo abbastanza attrattive per i turisti. magari mi sbaglio.però fà riflettere questa cosa no?
x cactus Scritto da dom86 il 2010-07-10 20:46:07il cordone ombelicale dal nostro San Pio non lo possiamo staccare. Anzi io come tanti altri compaesani credo che non smetteremo mai di ringraziarlo. se non ci fosse stato a quest ora, altro che come stiamo messi..peggio di rignano (con tutto rispetto x rignano xkè è un bel paese). Il problema è che si dovrebbe fare qualcosa per attirare i turisti anche in paese. Cosa fare non sono io a deciderlo ma chi ha la competenza per farlo. Magari un giorno ci riusciranno chissà..poi sul fatto della nostra storia e di quella dei nostri nonni hai la mia piena condivisione.
... Scritto da franco63 il 2010-07-12 11:44:17Io penso che la mancanza della "l" o meno è una cosa soggettiva e non credo sia questa a cambiare o meno le cose, cos' come non vedo il motivo di staccare il "cordone ombelicale". Dobbiamo lavorare tutti su quello che abbiamo la fortuna di avere (come dice dom86). E' anche vero che dobbiamo accostare al sacro la "nostra storia" fatta di agricoltua e miniera (che ha dato molto a questo paese). Prendiamo in esempio Vieste, avete visitato il suo centro storico? Semplicemente straordinario. Certo loro il c.s. ce l'hanno a due passi dal centro della "vita" viestana, a differenza nostra che ce l'abbiamo ad un chilometro. Questo è il problema reale......trovare il sistema, il modo per portare il turista nel centro del paese e nel suo centro storico. Magari lo si potrebbe fare creandogli un percorso che magari lo porti "a tappe" dal Convento al centro del paese. Il turista si sà viene qui per pregare ma vuole anche andare in giro, vuole conoscere, ma dal convento al nostro centro storico cosa c'è? un agenzia di riscossione tasse, un concessionario, un'agenzia viaggi e altre cose che non attirano il turista fino a portarlo al centro del paese. Allora perchè non lavorare su questo fronte. Lavoriamo con i proprietari di tutti questi locali, che volgiono fittarli solo alle "banche" perchè devono riempirsi le tasche di soldi e cerchiamo di creare innanzitutto qualcosa che attragga il turista lungo tutto questo percorso e poi organizzare il centro storico sulla falsariga di quello di Vieste. Certo non è facile, Vieste sono decenni che lavora in questo senso, ma se non cominciamo a farlo staremo sempre qui a dirci che magari manca una "l" o che c'è un cordone ombelicale di troppo per cambiare le cose. Vorrei fare una domanda: Premetto:nell'ultimo anno e mezzo, forse anche due, abbiamo avuto un flusso costante di turisti dovuto all'ostensione del corpo di San Pio. Era normale ed aggiungo anche logico che una volta portalo il Santo nella nuova cripta il numero di turisti sarebbe dominuito. Domanda: ma non è che quando la botte è piana si vuole la moglie ubriaca anche quando la botte è vuota? Riflettiamo tutti.
--- Scritto da franz78 il 2010-07-13 13:42:19Sono d'accordo con chi dice che non bisogna staccare nessun cordone ombelicale, anche perché in realtà diciamoci la verità, Padre Pio è la colonna portante (l’unica colonna portante) della nostra economia e la gente che viene a San Giovanni, viene solo ed esclusivamente per lui. Infatti quelli che vengono da noi sono PELLEGRINI e non TURISTI, questo non significa però che non dobbiamo fare in modo che questi pellegrini superino la linea immaginaria posta in prossimità dei gradini del sagrato di Santa Maria delle Grazie. Adesso c’è da chiedersi cosa abbiamo nel centro storico di interessante per i pellegrini. Una volta individuate queste attrattive, occorrerebbe valorizzarle e farle conoscere a chi “frequenta” la zona santuario ed inseguito affiancare a queste anche manufatti e manifestazioni volte a fare conoscere la nostra storia. Di attrattive per i pellegrini nel centro storico me ne vengono in mente tre, il museo delle cere, il vecchio ospedale San Francesco (che potrebbe essere considerato l’inizio del progetto di Casa Sollievo della Sofferenza) e la chiesa di San Nicola (unica chiesa di San Giovanni in cui Padre Pio ha celebrato messa ed in cui si conserva la statua dell’Addolorata restaurata per volere di Padre Pio e da lui benedetta). Sembra poca cosa, ma quando il famoso trenino del pellegrino funzionava alla grande i pellegrini apprezzavano molto queste tre attrattive.
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