Con tutti i difetti che
possiamo avere siamo un grande paese. Con i nostri problemi i nostri limiti e
le nostre rivalità una cosa però ci accomuna a noi italiani: l'irresistibile
amore per il pallone, l'irresistibile amore per la nazionale di calcio. Vivere
di emozioni può essere deleterio ma noi popolo di Santi, poeti, navigatori
e...Sognatori non ci dispiace sognare sempre. E se il filo conduttore tra sogno
e realtà passa per il calcio o meglio ancora per la Nazionale di
calcio, che ben venga, lasciamoci filocondurre verso questo grande amore.
Penso che a tutti ha fatto
male vedere il capitano Cannavaro porgere la coppa del mondo prima della
finale, un sogno spezzato in quei minuti, infranto in quei decimi di secondo. Eppure
ho contato le ore ed i minuti che ci restavano ancora prima di deporre lo
scettro di campioni del mondo per donarlo poi meritatamente alla nuova
nazionale campione del mondo, la Spagna.
Avevo un laccio al cuore
una grande sofferenza. A differenza di quattro imbecilli leghisti e cronisti di radio padania
tutti abbiamo sofferto per l'eliminazione, un intero popolo. Ma chi vive di
calcio ama il calcio e opera nel settore calcistico sa che noi siamo e
continueremo ad essere sempre e comunque campioni del mondo. Da domani continueremo
a calcare i campetti di periferia brutti, pieni di polvere e senza strutture
idonee. Forse è per questo che amiamo il calcio e forse è per questo che
riusciamo sempre e comunque a fare grosse prestazioni e grandi risultati. Il
calcio italiano è ai vertici del mondo a prescindere dalla delusione di un
mondiale.
Spero vivamente che si investa
di più ed in modo migliore nei settori giovanili con i fatti e si peschi sempre
di più nelle categorie inferiori le quali pullulano di giovani straordinari con
grosse potenzialità. La Spagna è un classico esempio di questa politica. Per
questo noi ci siamo e saremo sempre in prima linea a sognare con i bimbi
delle scuole calcio con le squadre di club per finire poi alla nazionale,
quello che ci accomuna noi tutti.
Per questo motivo forse controtendenza
io ringrazio pubblicamente Marcello Lippi e tutto lo staff tecnico della
nazionale Italiana. Anche se ci sono stati errori tecnici, di motivazione o di
scelte io sarò sempre e comunque dalla parte di Lippi. E troppo facile salire
sul carro dei vincitori e poi denigrare tutto e tutti quando le cose non vanno.
Questa delusione non può assolutamente
cancellare le emozioni e le sensazioni indescrivibili che ci ha donato la sera
del 9 luglio 2006.
Ed è per questo motivo che
io ho fermato la mia passione ed il mio cuore calcistico alla sera del 9 luglio
2006. Quella sera ad alzare la coppa insieme a Cannavaro c'era tutto il popolo
Italiano.....c'ero anche io!!!!!
Gianni Impagliatelli
Commenti
... Scritto da gigimister il 2010-07-19 15:25:52Nel calcio, purtroppo, gli "sbalzi d'umore" legati al risultato sono molto frequenti come sono, anche, all'ordine del giorno, le fughe dal carro dei vincitori non appena gli stessi non lo sono più. In Italia, poi, questo è ancora più accentuato. Certo, la nostra nazionale ha raggiunto un limite negativo quasi mai raggiunto nella storia del nostro calcio ma prendersela con un solo uomo credo sia semplice e, nello stesso tempo, pericoloso perchè nasconderebbe il vero problema che è molto più strutturale. Per questo condivido pienamente l'analisi del grande Gianni e ripeto con lui l'impegno a fare la nostra parte nei campetti con ragazzi che devono essere educati al rispetto, al divertimento, al bel gioco, al sacrificio, all'umiltà ecc... nonostante la nostra realtà spinga forte per altri "valori".
forza italia Scritto da antoniolovecchio il 2010-07-19 15:44:40complimenti per la tua analisi gianni. Speriamo che il buon Prandelli ci riporti in alto.forza italia ALV
poltrone e poltroni.... Scritto da marco.miscio il 2010-07-21 20:48:44la nostra nazionale ha pagato l'arroganza ed il pressapochismo di Lippi, che si è arroccato su delle posizoni tecnico-tattiche incomprensibili. No voglio entrare nel dibattito di chi voleva questo o quel calciatore, ma le responsabilità del Ct sono palesi ed ineludibili. Come lo sono quelle della Federazione, che mostra quotidianamente assoluta incompetenza, dabbenaggine e scarso senso pratico nella gestione delle cose calcistiche; se Lippi era già destinato ad andare via, anche il signor Abete dovrebbe dovuto fare lo stesso: purtroppo nonostante la figuraccia, e le numerose sconfitte per l'assegnazione degli europei, questo signore è ancora ben saldamente al suo posto, ed anzi ha dato vita ad una norma inerenti gli extracomunitari che riporta indietro il calcio italiano di almeno 30 anni. Se il futuro sarà gestito ancora da tali elementi, la vedo dura anche per il pur bravo Prandelli.
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