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…il potere chiuso a chiave Stampa E-mail
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domenica 09 gennaio 2011

San Giovanni Rotondo NET - Berto Dragano“Un paese senza ricambio nelle sue classi dirigenti è anche un paese senza energia, senza vigore”

di Berto Dragano

 




Oramai è certo che il potere sia chiuso a chiave da un’oligarchia impermeabile al ricambio. e’ assodato che nella società politica si ambisce ad una poltrona, una seggiola a vita.

 

La carica a vita è la quintessenza del potere, la manifestazione più sonante e la più odiosa. In politica i comandanti a vita sono cosa normale, tanto che i cittadini non ci fanno più caso e viviamo in un paese in cui i politici hanno in tasca l’elisir dell’eterna giovinezza fisica e mentale.

Negli ultimi dieci anni i nomi politici che si sono susseguiti nel nostro paese sono sempre gli stessi e soprattutto i fallimenti sono tangibili per chi ha un po’ di memoria storica del territorio.

E’ pur vero che questi signori non stanno lì per divina investitura. Hanno vinto un’elezione, e quella dopo, e quella dopo ancora. La loro permanenza nella carica dipende dal giusto consenso cittadino.

La loro storia illustra un paradosso della democrazia, che si trasforma in monarchia proprio applicando la sua regola fondante, il procedimento elettorale clientelare e non.

Questo non è incoraggiante per i giovani che ambiscono a cambiare la rotta del proprio paese, che naviga tra cambi di giunta, promesse non mantenute e delitti compiuti e da compiere.

Ed è frustante per la città nel suo complesso che osservando con distrazione la politica locale compirà il sacro gesto del voto accompagnato da qualche suggeritore di turno e si ricorderà che quel gesto è stato inutile e fazioso solo quando con la propria automobile prenderà l’ennesima buca, si allagherà il suo interrato, il territorio in cui vive è sempre più cementificato, i parchi attrezzati per i propri nipoti sono cosa rara….

Stesse facce, stesse storie.

Che questo si determini attraverso un processo elettorale è un aggravante non una giustificazione. Ogni qualvolta che ci rechiamo alle urne coltiviamo una concezione astratta della democrazia, soprattutto quando si sceglie lo stesso pazzo perché lo si conosce già è quindi fa meno paura di quello sconosciuto che potrebbe portare idee nuove inaccettabili per le oligarchie al potere.

Un paese senza ricambio nelle sue classi dirigenti è anche un paese senza energia, senza vigore.

Oggi ci troviamo di fronte ad una finta democrazia che subisce ancora il potere supremo di chi ha trasformato l’arte di fare politica per produrre la felicità di una comunità, nell’arte di “chi non sta con me e contro di me” senza possibilità di confronto edificante.

La speranza è che il popolo stesso possa riportare equilibrio ed equità ad un sistema distorto, rigenerando la democrazia del nostro territorio, restituendo dignità ad un paese che da tempo subisce instabilità e tante chiacchiere.

Mentre i Politicanti cominciano ad occupare la piazza tramando fatti e misfatti che si consumeranno agli angoli delle strade, soluzioni e ricette che si lanciano nell’aria fresca della sera, noi cittadini pensiamo a quel gesto che ci inviteranno a fare nella solitudine dell’urna, pensando a riqualificare il gesto semplice e importante del voto, riappropriandoci del significato vero della Politica, cioè: vocazione al servizio della felicità dei cittadini. E non della felicità di pochi singoli cittadini.

E se tutto questo può apparire Utopia…

 

“Mi avvicino due passi, lei si allontana due passi.

Cammino dieci passi, e l’orizzonte si allontana dieci passi più in là.

Per molto che io cammini, mai la raggiungerò.

E. Galeano

 

A che serve l’Utopia? A questo: a camminare.

 


Berto Dragano

 


Commenti
....
Scritto da pasquale il 2011-01-10 08:55:45
Gentile dragano, ciò che ha asserito è di notevole rilevanza socio-culturale tuttavia mi riservo di commentare il suo post tra qualche giorno spiegando il perchè di questa mia scelta. 
Cordialità 
Pasquale palumbo :)
solo questione di posizione
Scritto da hook il 2011-01-10 17:14:26
Caro Berto io credo ke il problema principale del nn ricambio generazionale è da ricercare nel fatto ke tutti i politici presenti nella vita amministrativa di sgr, abbiano una certa posizione all'interno della società: ingegneri, dottori, arkitetti, commercialisti, dirigenti; quanti di coloro ke tenteranno di portare nuova linfa alla politica hanno scance contro gente ke ha una skiera di clienti? Da quando seguo la politica di sgr nn ho mai visto tra gli scranni di palazzo s. francesco gente comune ma con volgia di fare del bene x la città, solo stimabili professionisti, ma terribili amministratori! 8)
Gli struzzi
Scritto da pasquale il 2011-01-13 08:53:29
Lo struzzo infila la testa in un buco non vedendo nulla crede di non essere visto, il sangiovannese fa la stessa cosa!!  
Le cose che Lei ha scritto sono forti e come già detto in precedenza hanno una rilevanza socio –culturale notevole. In una comunità civile ed affiatata i commenti in risposta al suo post non si dovevano contare perciò mi sono riservato di aspettare un po di giorni per rispondere, per vedere quanti nostri concittadini avrebbero condiviso o quantomeno commentato l’argomento e haimè come mi aspettavo …il nulla!!! E già il nulla perché fino a quando non si tocca il proprio orticello vige il detto “che ce ne freca a nuja” . In altri commenti ho chiamato SGR “La valle degli orti” dove ognuno si coltiva il roprio orticello e se quello del vicino sta andando in malora tanto meglio l’importante è che il mio orto sia florido e rigoglioso.  
Rapportando le Sue affermazioni agli orti Lei sta dicendo attenzione che sta per mancare l’acqua a tutti gli orti ma nessuno se ne interessa!!! Continuano a fare gli struzzi!! 
Ci potrebbe essere un’altra supposizione e cioè che ognuno di noi ha lo scheletrino nell’armadio, l’inciucio con i nostri politiconzoli che hanno promesso di accomodarci un determinato illecito….mah. 
Concludo dicendo che sono felice che a SGR ci sono persone come Lei che si espongono mettendoci la faccia e la reputazione per cercare di scuotere l’animo assopito della cittadinanza…di contro sono rammaricato che pochi si sono interessati ai suoi commenti. 
Con stima e solidarietà 
Pasquale Palumbo 
VI E' CHI HA I VOTI E VI E' CHI NON LI
Scritto da nif il 2011-01-13 16:43:05
In epigrafe, si accenna ad un ricambio generazionale per ciò che concerne la politica locale, ma se si nota bene la costituzione del consiglio comunale , giunta, e sindaco, si potrà addivenire alla conclusione che di over 50/70 ve ne sono pochi. Pertanto ritenere "vecchi" della politica trentenni e quarantenni, mi sembra fuori luogo. Ma a mio avviso egregio sig. Dragano, può sembrare che lei voglia scalzare chi ha fatto una o due legislature e proporsi (o chi per lei) come il volto nuovo di San Giovanni, solo per il semplice fattore di non aver mai occupato le comode poltrone del palazzo di Città.E con quale intento? Per caso quello di portare onore, prestigio, e giustizia ai cittadini? Si ricordi che nelle pubbliche amministrazioni amministrate politicamente, nell'era di tangentopoli comandava e gestiva il politico, oggi giorno invece, in tali amministrazioni, comanda e gestisce l'impiegato di concetto ed il dirigente (soprattutto quando il primo cittadino è un babbaluscio). Purtroppo, o per fortuna (a lei la scelta) gli americani, con un blandissimo aiuto dei partigiani, ci hanno regalato la democrazia, la quale va rispettata fino in fondo, per cui vi sono e vi saranno candidati politici con i "voti", ed altri no. 
ASSOCIAZIONE UOMO E SOCIETA'
Scritto da bdragano il 2011-01-13 21:42:56
Gentile nif, 
in un paese democratico ognuno è libero di esprimere la propria opinione sia Lei che io... 
mi spiace che le mie considerazioni vengano impacchettate come potenziale candidatura. 
E se anche fosse? 
Lasci alla mia coerenza la possibilità di esprimersi. 
 
Saluti 
 
Bartolomeo Berto Dragano 
X Palumbo
Scritto da bdragano il 2011-01-13 21:48:24
Gentile Palumbo, 
sposo pienamente il suo commento soprattutto perchè ha colto in pieno il messaggio della mia riflessione. 
 
Saluti 
 
Bartolomeo Berto Dragano

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