Home | Chi Siamo | Guestbook | Forum | Contatti
Sostienici
martedì 22 maggio 2012
Advertisement

















         
News
San Giovanni Rotondo
Editoriale
Politica
Cronaca
Attualità
Cultura e Spettacoli
Sport
Cinema
Comunicati
Opinioni
Alla Redazione
Dagli "amici"
Dintorni
Partecipazione
Archivio News
Maggio 2012 Giugno 2012
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
Settimana 18 1 2 3 4 5
Settimana 19 6 7 8 9 10 11 12
Settimana 20 13 14 15 16 17 18 19
Settimana 21 20 21 22 23 24 25 26
Settimana 22 27 28 29 30 31
Login Form
Username

Password

Ricordami
Hai perso la password?
Non hai ancora un account? Creane uno!
Link Amici
Download
Annunci
Rubriche
Meteo
“Silenzio elettorale” Stampa E-mail
Inserito da Redazione   
mercoledì 11 maggio 2011

Gianfranco Pazienzadi Gianfranco Pazienza







 

Gli attuali concorrenti candidati sindaci sono persone indiscutibilmente adatte a governare la città di San Giovanni Rotondo. Speriamo che tutti e quattro con ruoli diversi possano essere presenti nel prossimo consiglio comunale.
Luigi Pompilio potrebbe tranquillamente vincere le elezioni al primo turno e non solo per le patologiche divisioni dello schieramento avverso.
Francesco Bertani, Michele Crisetti e Giuseppe Longo (Giuseppe ha il primato di una lunga esperienza amministrativa svolta seriamente e senza mai un appunto di mala politica, ha cominciato giovanissimo, allora un “anonimo” ragazzo come tanti di quelli ora fortunatamente presenti nelle liste) sono tre ottimi candidati sindaci, la cui storia personale e politica li riconduce ai partiti del centrosinistra.

La loro corsa per strappare la possibilità del ballottaggio al secondo turno, è figlia di un sistema di cui personalmente non ho stima, nè come pratica nè come cultura: il metodo chiuso dei pacchetti di voti decisi per famiglie in segreterie chiuse e fumose. A monte di tale percorso c’è un motivo serio, causa della frattura irrimediabile nel PD che per ben due volte si è spaccato mandando a casa due propri sindaci eletti in coalizioni di centro sinistra (l’ultima volta senza la sinistra). Motivo delle crisi i soliti e penosi (direi miseri) blocchi di interessi, alcuni riconducibili alla politica del mattone altri alla gestione.

Si racconta un aneddoto che prima di questa campagna elettorale sia stata sbloccata (con intervento prefettizio) la procedura di una cooperativa edilizia tenuta in freezer perché non d’accordo su ditta esecutrice o altro. Sarà una chiacchiera ma sarebbe bene per una amministrazione essere irreprensibile fino alla fine. Lo diceva anche Casini al comizio in sostegno di Francesco Bertani: non si deve festeggiare alla prima elezione; i veri festeggiamenti  si fanno quando un sindaco viene ricandidato per il secondo mandato, perché vuol dire che ha fatto bene.
Non fa una grinza il ragionamento, unico neo:  Casini questo ragionamento logico lo ha fatto prima sul palco del PD a San Giovanni Rotondo e poi sul palco contro il PD a San Marco in Lamis.

Ad ogni modo le divisioni del centro sinistra sono altro che ideologiche e di semplice coerenza, per me sono indiscutibilmente di metodo. Infatti le defatiganti riunioni di partito, chiuse come già detto, non portano soluzioni (tant’è che si concorre con tre sindaci). Quelle riunioni, per quanto utili, non sono il rimedio bensì la malattia. Non credo siano sufficienti le critiche, anche aspre e giuste se riferite agli errori e ai guasti delle passate amministrazioni se poi, criticate le persone e i partiti se ne seguono ingenuamente i metodi. È ciò che ho detto in più occasioni alla sinistra sangiovannese, nella quale sono cresciuto. Godiamo la posizione e il gradino più alto di una scala sfasciata, e non è un giudizio ideologico (si offenderanno i miei amici).

La sinistra sangiovannese di certo è quella che ha sempre riscosso le maggiori simpatie poiché riconosciuta degna di una politica disinteressata e capace di amministrare il bene comune e non i privilegi personali. Vogliamo fare un esempio? Lo so che è di cattivo gusto l’autocitazione ma la cosa riguarda me prima che tutta la città. Tra il 2000 e il 2006 con due diversi provvedimenti, personalmente e con altri abbiamo recuperato alla nostra comunità 24 miliardi delle vecchie lire (prima 10 miliardi poi 6,7 milioni di euro, grazie all’interessamento di Nichi Vendola) per la costruzione del nuovo depuratore, ora quasi completato.

Non abbiamo preso nè una mazzetta nè un incarico. Per moltissime altre cose la città sa di poter confidare in questa sinistra perché capace di affrontare i temi di grande interesse pubblico. Tutti ammirano il nostro spirito pubblico e questo avrebbe dovuto aiutare la costruzione del centro sinistra, nonostante le sofferte e fallimentari esperienze amministrative precedenti. Lo spirito pubblico avrebbe creato le condizioni per parlare delle persone, dei partiti, dei loro errori e del sacrifico loro a doversi mettere da parte, per potere individuare la proposta programmatica e la coalizione di questa competizione elettorale.

Per individuare con la partecipazione dei cittadini simpatizzanti il candidato sindaco, ora ne sono venuti fuori tre di grandi qualità, perché non avere costruito prima il percorso a tutti (a molti) chiaro e caro, quello delle primarie? Non lo si è fatto, lo si può fare ora con il doppio turno? Difficile pensarlo visto che non ci si è riusciti prima, perché riuscirci dopo? (per questo la vittoria di Pompilio è sacrosanta).

Personalmente credo che gli elettori di centro sinistra, a mio modesto parere molto più intelligenti dei gruppi “dirigenti” dei loro partiti e movimenti di riferimento, possano questa volta obbligare il percorso. Mi auguro che possano votare la lista e i candidati del raggruppamento SEL più Rifondazione per garantire l’automatica elezione a Consigliere di Giuseppe Longo. E che votino per ottenere il ballottaggio di un candidato (a Bertani mi lega l’amicizia degli anni della scuola e la stima reciproca per l’autonoma capacità di decidere le scelte, a Crisetti mi lega una straordinaria, per noi importante e purtroppo sfumata esperienza amministrativa). Tutti e due sono per il centro sinistra figure necessarie per ricostruire e competere al doppio turno con Pompilio.

Ma vogliamo discutere di chi ci sta dietro? Certo, lo possiamo fare ma dopo che per lo meno avviamo una discussione sui metodi della politica: dei nostri, proponendoli, prima ancora di quelli degli altri, criticandoli e basta.

  

Gianfranco Pazienza


 

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Per favore connettiti al sito o registrati.

Powered by AkoComment 2.0!

< Prec.   Pros. >
Le news inserite su questo portale possono essere pubblicate su altre testate a condizione che ne venga di volta in volta citata la fonte www.sangiovannirotondonet.it
Home | Contatti | Disclaimer
Blog dell'Associazione Culturale "Cambio rotta"
San Giovanni Rotondo (FG)
Codice Fiscale 92031150714
Tutti i diritti sono riservati