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Politica e bene comune: insieme si può? Stampa E-mail
Inserito da Redazione   
domenica 07 agosto 2011

Opinioni“Il problema più urgente è far ripartire San Giovanni Rotondo che in questo momento è un malato grave: occorre trovare le cure giuste per la guarigione”

                                         di Giuseppe Pizzicoli



 

Ora che le elezioni sono state archiviate con la vittoria del centro destra, inizia la stagione del ripensamento, sopratutto a sinistra, con la riproposizione degli schieramenti e delle aggregazioni partitiche.  Da ultimo, registriamo la pubblicazione di alcuni articoli con Gaetano Cusenza, Alessandro Rendina e, prima ancora, l'Associazione “Noi semplicemente sangiovannesi”.

E' chiaro che la sinistra, dopo la sconfitta elettorale voglia correre ai ripari, cercare alleanze per contrastare, almeno politicamente, in attesa di tempi migliori, l'Amministrazione di centro destra. Il problema del “come” potrebbe risolversi semplicisticamente, approfittando di ogni appiglio, ogni discrasia, ogni ritardo per dare addosso all'avversario politico, ovvero, più seriamente, motivando le ragioni del proprio dissenso.

E' evidente che, se la sinistra si prepara a dare battaglia, anche il centro destra non potrà rimanere con le mani in mano e, rimettere agli Amministratori che governano ogni contrasto e risposta.

Ma, qualunque sia la strategia adottata dalle parti politiche, la stessa sarebbe perdente, in mancanza di una risposta politica; in ogni caso, chi amministra deve limitarsi a fare il suo dovere bene, mentre le scelte e le risposte di carattere politico devono essere riservate ai singoli Partiti e Movimenti che compongono la maggioranza come la minoranza.

Detto questo, veniamo più da vicino, agli interventi che stimolano, se così può dirsi, nel pieno dell'estate, un dibattito politico. Il Movimento “Noi semplicemente sangiovannesi” preme per una ripresa di iniziativa politica da parte della sinistra e per una leadership del PD.

Cusenza giustamente ha evidenziato come occorra perseguire una “politica buona” portando avanti, come sta facendo la Provincia, progetti utili e concreti, anche per l'inserimento di giovani nel mondo del lavoro.

Rendina ha proposto un maggiore coagulo tra le forze di sinistra, chiamandovi a partecipare anche l'API di Cusenza, il quale, tuttavia, non vuole farsi imbrigliare nei giochi della sinistra.

Insomma, sono iniziate le prime scaramucce e manovre, in attesa che qualcosa si muova anche nel fronte di centro destra, poiché sarebbe impensabile che la rappresentanza politica sia rimessa sic et simpliciter al Sindaco e alla sua compagine. In queste prime mosse, mi sembra che la Politica quella con la “P” maiuscola non sia affatto presente (tranne che negli interventi dell'API la quale appunto ha indicato gli esempi della “buona politica”).

Per perseguire una buona politica oggi, non è sufficiente, a mio sommesso parere, schierarsi da una parte o dall'altro, occorre anche sostenere coerentemente con le proprie idee la validità di un progetto ed assicurarsi che tale progetto ubbidisca non a logiche di parte, bensì agli interessi di tutta la cittadinanza, che - in altri termini - risponda a requisiti del bene comune e non del bene del singolo.

La politica deve, in definitiva, identificarsi e tornare ad essere l'amministrazione della città (polis) per il bene di tutti, come sostenevano il filosofo Aristotele e gli antichi.

La ricerca del “bene comune”, se fatta con lealtà e competenza, costituisce una meta raggiungibile con il concorso delle forze, tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di minoranza, sempre che la maggioranza abbia la bontà e la saggezza di chiedere anche agli altri il loro prezioso contributo.

Se dunque, il fine a cui tutti i partiti e cittadini devono e dobbiamo tendere è la realizzazione del BENE della città di San Giovanni Rotondo, sarebbe saggio mettere da parte gli egoismi e le strategie di parte, e concorrere lealmente e responsabilmente a realizzare in San Giovanni Rotondo quelle opere che consentano alla città di crescere, per dare benessere ai cittadini, lavoro ai giovani.

Per questi motivi occorre insieme superare le criticità e le urgenze che attualmente ci impediscono di guardare avanti con maggiore fiducia e serenità (penso, per stare nel concreto, alle 44 famiglie dei parcheggiatori; alla mancanza di una zona di sviluppo imprenditoriale; al traffico strozzato della città; ai molti alberghi e pensioni chiusi per mancanza di ospiti e via dicendo).

Il problema più urgente è far ripartire San Giovanni Rotondo che in questo momento è un malato grave: occorre trovare le cure giuste per la guarigione.

E' forse troppo semplicistico e ingenuo chiedere a viva voce che i Partiti ed i Movimenti si prendano veramente a cuore il BENE della città, nell'interesse di tutti, mettendo da parte le ideologie e le tattiche che non portano da nessuna parte, cercando di trovare insieme (maggioranza e minoranza) una strategia comune che porti a far ripartire l'economia del nostro Paese?.

Certamente non mi nascondo le difficoltà di un simile cammino, ma occorre superare mentalità chiuse e retrive ed aprirsi al dialogo, al buon senso, alla concretezza e alla sobrietà.

Parafrasando una famosa espressione dell'amato Giovanni Paolo II, all'inizio del Suo grande Pontificato, chiuderei questa mia breve esternazione con il dire “DAMOSE NA MANO“, intendendo con essa condensare il mio pensiero in libertà. 


Commenti
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Scritto da nicpaglietta il 2011-08-24 06:37:25
Bravo Giuseppe, hai (scusami se ti dò del tu, sò che non sei schizzinoso) detto delle cose giuste ed oneste che condivido in pieno. Soltanto, forse, occorre un maggiore approfondimento sulla qualità delle nostre classi dirigenti. Altro che ideologie (magari!), qui troppo spesso non si vede l'ombra neanche di un'idea. Anche il buon Gaetano, in fondo, non fa altro che affermare principi. Forse sarebbe opportuno ritovare tutti un pò di umiltà ed iniziare ad occuparci tutti dei problemi concreti della nostra comunità. Alcuni li hai già citati tu. Qualche altro si potrebbe suggerire. Per esempio ritengo fra tutti quello più urgente la canalizzazione delle acque, la cui mancanza ad ogni pioggia un pò più consistente produce allagamenti e disastri che a mio modo di vedere le cose sono fortemente colposi. Basti pensare che nelle zone basse del paese, in attuazione dei piani particolareggiati approvati dal Comune, si stanno realizzando costruzioni in aree soggette ad allagamenti. Quando verranno terminate le costruzioni e le strade e le piazze l'acqua non verrà più assorbita dal terreno carsico e provocherà sicuramente molti disastri a cui il Comune potrebbe essere chiamato a risarcire. Logica vorrebbe che, in attesa della canalizzazione, le costruzioni si fermassero, ma gli interessi del mattone sono troppo forti ed ormai da tempo hanno appaltato il Comune. 
In ogni caso, si potrebbero fare anche altri esempi. La cosa che ti volevo dire e che ritengo fondamentale per dare concretezza al tuo ragionamento è che forse è necessario stimolare nei nostri concittadini una maggiore partecipazione alla politica ed al governo del paese. Bisogna che i cittadini si riapproprino della polis, specie i cittadini disinteressati e senza bisogni impellenti, altrimenti la politica continuerà ad essere appannaggio dei soliti pupari pieni di boria ed ambizione, ma senza passione vera per il futuro della nostra città. In relazione all'attuale amministrazione comunale non c'è allo stato attuale da dire molto, se non che chi attualmente governa la città è stato legittimemente eletto ed occorre verificare nel tempo la bontà o meno di questo nuovo governo cittadino, laicamente e senza pregiudizi. Tanto prima o poi vi saranno di nuovo le elezioni ed il popolo sovrano deciderà. Chi è stato sconfitto, la sinistra ed il centro, se ne ha la forza e la voglia deve ripensare la propria politica, rinnovarsi e proporre qualcosa di diverso e concreto. Stammi bene.

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