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“Pubblica Interpellanza” Stampa E-mail
Inserito da Redazione   
lunedì 05 settembre 2011

Lettera alla Redazionedi Gianni Impagliatelli






Gent.ma Redazione,

leggendo l’ottimo articolo dell’amico Antonio Lo Vecchio sul riassunto del consiglio comunale, a maggiore evasione della stessa mi pregio rilanciare l’idea del pubblico interpello. Dopo l’albo pretorio on-line decretato dal ministro Brunetta e ottimamente curato dal competente servizio del comune di San Giovanni Rotondo sarebbe opportuno istituire nel tramite del portale una pubblica interpellanza.

Spesso il concetto di trasparenza e partecipazione dei cittadini appare come un avvenimento meramente astratto. Sovente nei pubblici consessi prevale il richiamo alla presunta privacy violata da parte dei rappresentanti nelle istituzioni piuttosto che il diritto alla trasparenza gestionale degli enti. In materia, il comune di San Giovanni Rotondo a differenza di altri comuni ha fatto un passo innanzi regolamentando e disciplinando tale materia con apposito regolamento. Se però tale atto non è conforme alle norme costituzionalmente riconosciute, il passo innanzi rischia clamorosamente di divenire uno sgambetto per il cittadino e sicuramente un presumibile danno dell’Ente.

Nella fattispecie l’oggetto della pubblica osservazione fatta dalla scrivente associazione riguarda l’adozione del regolamento per la disciplina delle video-riprese. Tale atto intende disciplinare le video-riprese autorizzando le testate giornalistiche in numero ammissibile di 3 testate a seduta, previa richiesta ed autorizzazione della Presidenza del Consiglio, le quali potranno chiedere sempre all’ufficio di Presidenza le immagini del consiglio riprese dalla telecamera interna.

Cosi formulato il servizio appare utile ed ineccepibile senonchè tale facoltà appare circoscritta alle emittenti ed alle testate giornalistiche. Ma elude in modo incostituzionale i cittadini.

Il cittadino che non appartiene ad organo di stampa, che non lavori per una emittente televisiva, può video-riprendere il consiglio comunale e diffonderla in rete? Secondo il nuovo regolamento sopra enunciato è vietata la video-ripresa al cittadino. Ovviamente in modo incostituzionale.

In merito mi preme ricordare alla P.A. che:

- Secondo il D.Lgs. 267/2000 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali) il Consiglio comunale è l'assemblea pubblica rappresentativa di ogni Comune.

 

- L’art 21 della Costituzione cosi recita…. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti.

In merito alla possibilità di riprendere le sedute consiliari, c'è una sentenza del Tar Veneto molto recente, la n. 826 del 2010, che ritiene necessaria la modifica del regolamento comunale, per normare la questione, ponendo un problema di privacy. Tuttavia a maggior evasione della sentenza proprio il garante della privacy riconosce sia nel 1996 che nel 2001 come lo svolgimento delle sedute pubbliche di organi come il consiglio comunale possa essere documentato e promosso via Internet.

L'unica questione posta è la necessità di dare informazione ai presenti sulla diffusione delle immagini, anche attraverso affissione di avvisi chiari e sintetici, osservando particolare cautela per i dati sensibili.

L'uso di webcam viene escluso solo alle riunioni di organi che, in base a leggi o regolamenti, non sono aperte al pubblico, quali ad esempio la giunta municipale o di varie commissioni. E’ chiaro ed evidente che la libertà di stampa e di diffusione non è circoscritta ai soli organi di stampa ma è estesa e garantita a tutti i cittadini della Repubblica. Celebre un episodio verificatosi a Castelvetro, dove un cittadino, presentatosi al consiglio comunale munito di videocamera, venne bloccato, con il successivo sequestro della videocamera da parte del comandante della Polizia Municipale su ordine del sindaco.

Interpellato sull'argomento della legittimità delle riprese, il Garante per la protezione dei dati personali ha dato un parere, il 28 maggio 2001, ribadendo come…. “ sia possibile documentare via Internet lo svolgimento delle sedute pubbliche del consiglio comunale, purché i presenti ne siano informati e non vengano diffusi dati sensibili. Secondo il Garante, in buona sostanza, le sedute del Consiglio comunale sono pubbliche e, pertanto, non può proibirsene la ripresa” .

Quindi il cittadino può, dietro preventiva comunicazione (e non autorizzazione) video-riprendere un consiglio comunale!!!

E’ evidente che il nuovo regolamento sulle video-riprese cosi impostato viola i diritti del cittadino e presenta evidenti contrarietà a norme imperative. Inoltre, nel disporre o ordinare il sequestro della videocamera ad un libero cittadino si ricorre nel reato dell’abuso d’ufficio. Da qui si comprende l’importanza di un regolamento non emanato in violazione di legge e soprattutto l’illecito penale che l’eventuale pubblico ufficiale o chi per esso potrebbe compiere incosapevolmente.

Credo sia importante capire che chi amministra dovrebbe iniziare a comprendere come il suo non sia un ruolo da "dominus", ma da "dipendente”. La gestione della cosa pubblica non è “cosa propria” e proprio nell’era dell’informazione sia la legge che il garante della privacy sono in perfetta sintonia: i consigli sono pubblici, il bilancio è pubblico come i soldi che lo compongono e le opere che si finanziano. La discussione tra i consiglieri non può restare, come in qualche caso, argomento privato o autorizzato a pochi eletti (3 organi di stampa).

L’atto amministrativo in quanto entità formale a contenuto autoritativo deve essere legittimo, giusto, conforme ai canoni normativi, esatto nel contenuto, efficace sul piano operativo, realizzare l’ideale dell’azione pubblica, rappresentato dalla “buona amministrazione” (art. 97 cost.) e, per ciò stesso, garanzia di “imparzialità” e pertanto i comportamenti dell’attività amministrativa devono essere legittimi, opportuni, utili e leciti. 

E’ importante che le P.A. in generale si ricordino di questo al fine di evitare contenziosi che porterebbero gravi danni agli utenti e soprattutto danni erariali all’Ente attraverso regolamenti emanati in violazione di leggi o pseudo-ordinanze emesse con uso improprio dei poteri. E se qualche amministratore pensasse di poter “maneggiare e festeggiare – longa manus” perché alla fine nei contenziosi pagherebbe il cittadino nel tramite del comune commetterebbe un grave errore: dalla corte dei conti a corti ben più solide il passo è breve. Sta a noi cittadini fare in modo che gli errori non gravino nelle tasche dei contribuenti ma delle tasche di chi dovesse commettere volutamente “errori”. Nell’epoca delle grandi crisi economiche e della povertà diffusa il giolittiano detto “la legge per gli amici si interpreta e per i nemici si applica” appare in disuso e sostituito con un altro costituzionalmente riconosciuto: LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI!!! amministratori compresi.

 

Osservazione alla delibera del 1 settembre 2011 avente ad oggetto: adozione del regolamento per la disciplina delle video-riprese.

DEDUZIONI:
Il regolamento non può vietare la video ripresa al cittadino che ha preventivamente comunicato la stessa: il consiglio comunale è l’assemblea pubblica rappresentativa di ogni comune. La stampa non può essere soggetta a censura. Si può procedere a sequestro solamente per atto motivato dall’autorità giudiziaria nel caso di delitti. Tale regolamento è emanato in violazione di legge. Si chiede a tal fine di cancellare la dicitura dell’ufficio di Presidenza di “Autorizzazione” e sostituirla con “Comunicazione” non limitando le video riprese ai soli organi di stampa ma estenderlo a tutti i cittadini salvo il trattamento dei dati sensibili. Come previsto dalle norme e dalla Carta Costituzionale.

 

 

 

Gianni Impagliatelli
Presidente Associazione “articolo 1-diritti costituzionali”

 




Commenti
ferie
Scritto da magna il 2011-09-05 21:22:40
io mi batterei piüttosto per dare le biciclette ai vigili, e non per la web cam si o no. Sono stato 20gg. a ferrara ed ho visto molti vigili urbani con le bici. A San Giovanni, invece vanno tutti in giro con i macchinoni pagati dai cittadini e con la benzina sempre di questi ultimi.
tutti a piedi...
Scritto da propaganda2 il 2011-09-11 17:56:19
io i vigili urbani li farei andare a piedi, come fanno molti pellegrini che , anche se sono disabili, non trovando posti a sufficienza nei pressi di Ospedale e Santuario, sono costretti a parcheggiare a 300-400 metri minimo per poter poi raggiungere i luoghi precedentemente descritti. 
TUTTI A PIEDI A LAVURAR...i fuoristrada toyota da 35000 euro e 2000 di cilindrata vendetele e devolvete i denari alla gente bisognosa...per san giovanni bastano le fiat 600 o le panda o meglio ancora un buon paio di tacchi... 
Massimiliano Pitacco. :upset :upset
Guardiamo avanti
Scritto da marinoantonio il 2011-09-12 08:55:29
Sarebbe sufficiente prendere esempio da chi è più avanti: http://www.comune.bologna.it/consigliocomunale/video/120:7254/7894

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