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Intervista all'architetto Domenico Potenza alla chiusura del premio Architettura per la Capitanata Contemporanea
Si è chiuso a San Giovanni Rotondo il premio itinerante “Architettura per la Capitanata Contemporanea”. Sono numerosi gli interventi della presentazione che si è svolta nel Chiostro Comunale di Palazzo San Francesco. Ad organizzare l’evento l’Ordine degli Architetti della Provincia di Foggia e la Galleria Con[fine]. L’architetto Domenico Potenza è il coordinatore della Galleria Con[fine] e professore di "Progettazione Architettonica" presso il Dipartimento IDEA della Facoltà di Architettura di Pescara. « La chiesa di Renzo Piano rappresenta una sintesi del genio Italiano- ci spiega l’architetto- l’utilizzo della pietra, lo stile architettonico rappresentano quel filo rosso che unisce Michelangelo, Brunelleschi a Renzo Piano. Questa sintesi la troviamo negli archi ». Nel suo intervento alla conferenza proietterà proprio alcune immagini della chiesa, ci annuncia.
Architetto, il premio è giunto alla sua ultima tappa ci sarà una seconda edizione? «Stiamo lavorando ad una festa dell’architettura, dopo l’ultima tappa di San Giovanni, in questa due giorni lanceremo l’edizione 2012 del premio. Stiamo dialogando, Galleria e Ordine, con la Regione, sappiamo che ha intenzione di organizzare un premio regionale, noi siamo a disposizione e comunque non faremo mancare il contributo della capitanata».
Quale è lo stato di salute dell’architettura in provincia di Foggia? «Tralascio il mio giudizio personale perché potrebbe essere viziato da campanilismo, ti dico che tutti i componenti della giuria del premio, e parlo di architetti contemporanei che stanno realizzando delle opere importantissime, concordano che in Provincia di Foggia ci sono degli architetti che lavorano bene».
Ed è questo il motivo per cui si è inventato il premio? «Il premio è fondamentalmente “educazione al bello”. Ci sono due modi di fare architettura, ci sono gli architetti che lavorano in silenzio e progetto dopo progetto si guadagnano reputazione, come ad esempio Renzo Piano, poi mettono a disposizione dei committenti il proprio sapere. Poi ci sono gli architetti, i tecnici, che sono popolari soprattutto nei paesi, nelle piccole città che lavorano moltissimo ma tutto ciò è effimero, senza valore. Ecco a San Giovanni Rotondo molte strutture, soprattutto alberghi sono stati realizzati da chi appartiene a questa ultima categoria».
Gennaro Tedesco (da Il Mattino di Foggia del 16 settembre 2011)
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