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domenica 16 ottobre 2011
Appuntamento al cinema"Drive"

Recensione di Carmela Fabbricatore






 

DriveC’è molta eleganza nel primo film hollywoodiano di Nicolas W. Refn. Con il suo Drive, il regista danese ci regala una piccola delizia per gli occhi, marcata da una ricercatezza stilistica molto accurata, che non viene abbandonata al caso nemmeno per un secondo. Meccanico di giorno, bandito di notte con un debole per la donna della porta accanto.


Questo è in sintesi il profilo del protagonista, interpretato da Ryan Gosling, un cavaliere notturno senza identità, senza passato e dal futuro incerto. Lui è un driver, colui che guida, che riesce a rimanere composto e freddo anche quando il tachimetro supera di gran lunga le velocità consentite.

Solo l’amore riesce a scalfire la sua gelida personalità: ma l’affetto per la donna desiderata lo porterà a cacciarsi in terribili guai, quelli per cui vale il brutale paradigma uccidi per primo o sei morto. A ben vedere, la trama sa un po’ di canovaccio trito e ritrito, marcato da evidenti momenti di banalità a cui si sarebbe potuto porre rimedio grazie ad un interpretazione piena e vigorosa da parte di Gosling.

L’ex ragazzino del Mickey Mouse Club non riesce a reggere la scena e, in più di un punto, si perde in una vuota inespressività che molto toglie alla buona riuscita finale del film. Fortunatamente ci pensa la comprimaria Carey Mulligan a bilanciare. Raffinata, pura e soffice nel suo ruolo di madre e moglie, in totale conflitto interiore per il fatto di amare un uomo che non è suo marito.

Refn riesce a farsi perdonare questi piccoli peccati di superficialità grazie ad un sapiente lavoro di regia. Le fluide riprese della Los Angeles notturna fanno emergere tutto il fascino di un ambiente metropolitano che all’occasione sa essere ostile e brutale. Il crescendo adrenalinico delle scene d’azione riesce ad alimentare la suspense e tutto il sangue presente conferisce una patina pulp che non sfocia mai nello splatter di serie b, nonostante ci fosse il serio rischio che ciò accadesse.

E quando persino una scena di un brutale omicidio appare stilisticamente di classe ci si rammarica davvero. Perché Drive poteva essere molto di più di un film d’azione ben confezionato. Ma non importa, nessuna lacuna potrà interferire con il fatto che stiamo già parlando di un cult.

 
 
 

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